Teodoro DE GIORGIO

Teodoro DE GIORGIO

Dipartimento di Beni Culturali

Edificio ex INAPLI - Via Dalmazio Birago, 64 - LECCE (LE)

Ufficio, Piano terra

 

Professore a contratto

Corso di studio in Storia dell'arte

Percorso Patrimonio culturale

Area di competenza:

Settore Scientifico-Disciplinare: SECS-P/08

Insegnamento: Heritage Marketing (C.d.L. Magistrale in Storia dell'Arte)

Tipo di esame: obbligatorio

Orario di ricevimento

Il docente riceve su appuntamento.

Per concordare data e orario scrivere a: teodoro.degiorgio@unisalento.it

Il docente è sempre raggiungibile per e-mail.

Recapiti aggiuntivi

Cellulare: +39 3334284209

E-mail personale: teodoro.degiorgio@sns.it

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Curriculum Vitae

Teodoro De Giorgio (Brindisi, 29 settembre 1979), storico dell’arte, è dottore di ricerca in studi sulla rappresentazione visiva all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, dal 2013 entrato a far parte della Scuola Normale Superiore di Pisa, ed è specializzato in storia dell’arte medievale e moderna. Nella sua attività di ricerca si occupa di iconografia e iconologia, di storia dell’arte cristiana e di gestione del patrimonio culturale. È autore di numerose pubblicazioni in riviste specialistiche e ha partecipato, in qualità di relatore, a convegni scientifici nazionali e internazionali (Osaka, Tbilisi, Regensburg, Leeds, Liegi, Losanna, Spalato, Mendrisio, Torino, Venezia, Bologna, Roma, Salerno, Amalfi, Conversano, ecc…). Ha ideato e curato esposizioni artistiche poste sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e progetti museologici di committenza ecclesiastica. Nel giugno 2018 papa Francesco lo ha nominato cavaliere di San Silvestro papa per il suo impegno al servizio del patrimonio culturale della Chiesa. Insegna “Heritage marketing” all’Università del Salento e scrive di questioni inerenti alla tutela del patrimonio culturale sull’Huffington Post. Nel maggio 2020 ha conseguito l'Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di seconda fascia (associato) di storia dell'arte - settore concorsuale 10/B1.

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Didattica

A.A. 2018/2019

CULTURAL PLANNING

Degree course EUROPEAN HERITAGE,DIGITAL MEDIA AND THE INFORMATION SOCIETY

Course type Laurea Magistrale

Language INGLESE

Credits 6.0

Teaching hours Ore Attività frontale: 42.0

Year taught 2018/2019

For matriculated on 2017/2018

Course year 2

Structure DIPARTIMENTO DI BENI CULTURALI

Subject matter INTERNAZIONALE

Heritage marketing

Corso di laurea STORIA DELL'ARTE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 42.0

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI BENI CULTURALI

Percorso PATRIMONIO CULTURALE

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CULTURAL PLANNING

Degree course EUROPEAN HERITAGE,DIGITAL MEDIA AND THE INFORMATION SOCIETY

Subject area SECS-P/07

Course type Laurea Magistrale

Credits 6.0

Teaching hours Ore Attività frontale: 42.0

For matriculated on 2017/2018

Year taught 2018/2019

Course year 2

Semestre Primo Semestre (dal 24/09/2018 al 25/01/2019)

Language INGLESE

Subject matter INTERNAZIONALE (A56)

CULTURAL PLANNING (SECS-P/07)
Heritage marketing

Corso di laurea STORIA DELL'ARTE

Settore Scientifico Disciplinare SECS-P/08

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 42.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 04/03/2019 al 07/06/2019)

Lingua ITALIANO

Percorso PATRIMONIO CULTURALE (A70)

Conoscenza della storia dell’arte italiana e, nelle sue linee generali, della storia dell’arte in Europa, nonché della storia della tutela del patrimonio culturale. Conoscenza della geografia italiana ed europea. Padronanza del linguaggio e della terminologia storico-artistica. Conoscenza della Carta Costituzionale italiana e, in particolare, dei suoi principî fondamentali.

Il corso si propone di offrire un nuovo approccio al marketing del patrimonio culturale stabile, quale strategia finalizzata a promuovere una maggiore e concreta conoscenza del passato, dei luoghi e delle opere nei singoli e nella collettività e, solo in seguito, un concreto, mirato e cospicuo ritorno economico. In questa prospettiva, specie in Italia dove il fine principale del patrimonio culturale è lo «sviluppo della cultura» attraverso la ricerca (articolo 9 della Carta Costituzionale), il perseguimento del massimo profitto economico a scapito della conoscenza e della tutela – secondo un diffuso e distorto modo di intendere la disciplina dell’Heritage marketing – non può essere inteso come prioritario. È vero che «patrimonio» e «marketing» sono termini desunti dal linguaggio economico, ma è pur vero che la loro applicazione al settore culturale ne altera la valenza: in entrambi i casi, il primato dal valore economico passa a quello culturale. Se il marketing mira a ottimizzare le vendite e a massimizzare i profitti, l’Heritage marketing, dal canto suo, mira a ottimizzare in maniera sostenibile l’accesso al patrimonio culturale e a massimizzare la conoscenza e, solo in conseguenza di ciò, a realizzare profitto economico. In altre parole, se il marketing produce consumatori/clienti e serve a far vendere un prodotto, dunque a generare reddito economico, l’Heritage marketing, al contrario, è funzionale alla formazione dei cittadini, ovvero di persone consapevoli del prestigio della propria eredità culturale, libere e critiche, e serve a rafforzare e a confermare l’identità del singolo e della collettività, dunque a generare reddito di conoscenza.

L’approfondimento monografico, dal titolo Beni culturali da sballo, è dedicato agli usi impropri del patrimonio culturale italiano, sistematicamente adibito, per ragioni commerciali, a «location» per feste da ballo, attività ginniche e concerti pop e rock. Il proposito è di dimostrare che i beni culturali asserviti alla logica del facile profitto, incurante del carattere storico-artistico dei luoghi, sono messi a repentaglio non solo sul piano della conservazione materiale, ma anche del decoro. Questo fenomeno, percepito come innovativa azione di marketing culturale, contribuisce, inevitabilmente, a traviare la già fragile coscienza civica dei cittadini italiani, in particolare dei giovani.

Il corso intende fornire agli studenti strumenti teorici e operativi per porre il marketing al servizio del patrimonio storico-artistico e monumentale stabile allo scopo di promuovere, nel pieno rispetto dei principî costituzionali e secondo criteri di sostenibilità, la conoscenza.

Obiettivo del corso è acquisire coscienza, attraverso l’ausilio di esperienze virtuose (le cosiddette «best practice»), che il potenziale democratico e sociale del patrimonio culturale è, innanzitutto, volano dell’educazione conseguita al massimo grado e, solo in seguito, di concreto, mirato e cospicuo ritorno economico.

Obiettivo del corso, inoltre, è lo sviluppo di senso critico, indispensabile per riconoscere le vere iniziative di promozione del patrimonio culturale e per smascherare le mere operazioni commerciali, contrarie alla tutela e allo sviluppo della conoscenza.

Lezioni frontali per un totale di 42 ore, in forma di lezioni in aula o sul campo. Le lezioni sul campo potranno comprendere visite guidate a istituzioni culturali e/o viaggi di studio per avere un approccio diretto con le esperienze virtuose di marketing del patrimonio culturale (le cosiddette «best practice»). La partecipazione a eventuali seminari, convegni o conferenze è da considerarsi parte integrante delle lezioni.

Si rammenta agli studenti che la frequenza ai corsi è caldamente raccomandata, tanto più in ragione dell’approccio innovativo alla disciplina; per «frequentante» si intende chi abbia seguito almeno due terzi delle lezioni. Coloro che, per cause di forza maggiore, fossero impossibilitati a una frequenza costante sono pregati di prendere contatto con il docente per concordare il programma alternativo

La valutazione del percorso di studio e del raggiungimento degli obiettivi avverrà attraverso:

  • Esame orale finale con presentazione e discussione di una concreta proposta di marketing del patrimonio culturale.

Nello specifico, nel corso dell’esame sarà valutata la conoscenza degli argomenti trattati a lezione, del materiale didattico e della bibliografia indicata nel programma. In sede di esame sarà richiesta la presentazione, con relativa discussione, di una concreta proposta di marketing del patrimonio culturale, elaborata per iscritto dal candidato.

Ulteriori elementi di valutazione saranno la proprietà di espressione, la conoscenza della terminologia storico-artistica e dei principî costituzionali, la padronanza della materia, la capacità di persuasione, l’attitudine critica e la frequenza.

Il giudizio sarà espresso con voto in trentesimi assegnati secondo i criteri esplicitati nella tabella dettagliata del Syllabus dell’insegnamento.

Gli studenti possono prenotarsi per l’esame finale esclusivamente utilizzando le modalità previste dal sistema VOL. Le date degli appelli verranno rese note per tempo.

GIORNI E ORARI DELLE LEZIONI

Martedì e venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00

Inizio lezioni: martedì 5 marzo 2019

Ricevimento studenti: il venerdì dalle ore 10.00 alle ore 11.00 presso la Biblioteca del Dipartimento di Beni culturali

 

Ulteriori informazioni sul corso saranno rese note nella pagina del docente, nella sezione “Notizie”. Si invitano, pertanto, gli studenti a prendere periodicamente visione della pagina.

Il programma del corso si sviluppa in tre moduli:

      A. 6 ore propedeutiche, dedicate alla comprensione dei concetti chiave della disciplina;

      B. 26 ore dedicate al quadro generale;

      C. 10 ore dedicate al corso monografico.

Il modulo A comprende lezioni frontali in aula, mentre i moduli B e C comprendono lezioni frontali sia in aula che sul campo (visite guidate e/o viaggi di studio); in riferimento al modulo B, le lezioni sul campo si propongono di esaminare, tramite approccio diretto e confronto con i protagonisti, casi di musei, monumenti, collezioni, chiese, centri storici, ecc…, protagonisti di marketing virtuoso del patrimonio culturale (le cosiddette «best practice»); in riferimento al modulo C, le lezioni sul campo si propongono di esaminare, tramite approccio diretto e confronto con i protagonisti, casi di usi impropri e/o commerciali del patrimonio culturale.

I. Frequentanti

In considerazione dell’approccio innovativo alla disciplina, l’esame viene sostenuto sulle dispense delle lezioni, scaricabili – di volta in volta – nella pagina del docente, nella sezione “Didattica” alla voce “Materiale didattico”. A queste si aggiungono:

  • Neil e Philip Kotler, Marketing dei musei. Obiettivi, traguardi, risorse,Einaudi, Torino 2004 (le parti da studiare verranno indicate nel corso delle lezioni);
  • Teodoro De Giorgio, Sul patrimonio culturale. Storie di ordinaria malagestione italiana,StreetLib, Loreto 2016 (il testo può essere scaricato gratuitamente nella pagina del docente);
  • Teodoro De Giorgio, Beni culturali da sballo. L’affare dei dj set, del fitness e dei concerti nel patrimonio culturale,Campisano, Roma 2018.

Altra bibliografia specifica verrà segnalata durante il corso.

 

II. Non frequentanti

I non frequentanti sono pregati di prendere contatto con il docente per concordare il programma alternativo.

Heritage marketing (SECS-P/08)

Pubblicazioni

MONOGRAFIE:

- Beni culturali da sballo. L’affare dei dj set, del fitness e dei concerti nel patrimonio culturale. Campisano Editore, Roma 2018. Prefazione di Tomaso Montanari;

- San Teodoro. L'invincibile guerriero. Storia, culto e iconografia. Gangemi Editore, Roma 2016. Prefazione di Franco Cardini e postfazione di Valentino Pace;

- Sul patrimonio culturale. Storie di ordinaria malagestione italiana. StreetLib, Loreto 2016.

 

ARTICOLI SCIENTIFICI:

Il piede del papa. Il bacio della sacra pantofola tra Medioevo ed età moderna: origine, significato e nuove prospettive d’indagine iconografica, in «Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia», s. 5, 11/2, 2019, pp. 581-599, 767-777;

Conversare col cuore. La ‘Sacra conversazione’ di Lorenzo Lotto della Galleria Borghese, una precoce iconografia cordicolare ‘d’autore’, in “Lorenzo Lotto. Contesti, significati, conservazione”, Atti del convegno (Loreto, Museo Pontificio Santa Casa, 1-3 febbraio 2019), Treviso 2019, pp. 152-163;

- L’origine dell’iconografia in visceribus Christi. Dai prodromi medievali della devozione cordicolare alla rappresentazione moderna delle viscere di Cristo, nelle «Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz», LXI, 2019, 1, pp. 74-103;

- Le icone archetipiche dei santi nell’alto Medioevo: origine, funzione e percezione di una specifica tipologia di ritratto ‘dal vero’ e ‘a somiglianza’ dell’effigiato, in "Intorno al ritratto", Atti del convegno (Torino, Università, 1-2 dicembre 2016), Torino 2019, pp. 93-98;

- Le Storie della Passione di Cristo della cappella «degli Illustrissimi» nel duomo di Napoli. Riflessioni sul triangolo Napoli, Siena e Avignone, in «Papers of the British School at Rome», 2019, pp. 1-38;

- «Velenosi come il serpente»: l’alterità degli eretici nelle rappresentazioni basso medievali del Giudizio Universale dell’Italia meridionale, in "Il mito del nemico. Identità, alterità e loro rappresentazioni", Atti del convegno (Bologna, Università, 8-9 giugno 2017), Bologna 2019, pp. 97-104;

L’urbanistica e le fondazioni della Brindisi normanna, in "La conquista e l'insediamento dei Normanni e le città del Mezzogiorno italiano", Atti del convegno (Salerno-Amalfi, 10-11 novembre 2017), Amalfi 2019, pp. 231-250, introduzione congiunta con Valentino Pace a p. 207;

- Arnolfo di Cambio, Boniface VIII and the foot of the Vicar of Christ. A study on papal iconography, in "Imago Papae", Atti del convegno (Liège, 20-22 giugno 2018), Organizzazione Università di Liège, Unité de Recherches sur le Moyen Age et la Première Modernité de l’Université de Liège [c.d.s.];

- L’architrave istoriato della chiesa di San Benedetto a Brindisi: un problema iconografico, in “Conversano nel Medioevo. Storia, arte e cultura del territorio tra IX e XIV secolo”, Atti del convegno (Conversano, Castello Acquaviva d’Aragona, 10-11 febbraio 2017), Roma 2018, pp. 81-88;

- «Dominus potens in proelio». L’iconografia del Cristo guerriero nell’Alto Medioevo, in «Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia», s. 5, 9/2, 2017, pp. 347-360, 615-623;

- Influssi sinaiti nell'iconografia nicolaiana a Brindisi. L'icona murale monumentale di san Nicola della chiesa della Santissima Trinità – Santa Lucia, in «Hortus Artium Medievalium», 23/2, 2017, pp. 829-836;

- Insediamenti e imprese artistiche degli Amalfitani a Brindisi tra XII e XIII secolo, in "Gli Amalfitani nella Puglia medievale", Atti del convegno (Amalfi, 15-16 dicembre 2017),  Organizzazione Centro di Cultura e Storia Amalfitana [c.d.s.];

- Il portale settentrionale del monastero di St. Jakob a Regensburg (c.1190). Un contributo alla sua corretta interpretazione iconologica, in “Gottesdienst in Regensburger Institutionen. Zur Vielfalt liturgischer Traditionen in der Vormoderne", Atti del convegno (Regensburg, Institutum Liturgicum Ratisbonense, 6-8 luglio 2017), Organizzazione Universität Regensburg e Institutum Liturgicum Ratisbonense [c.d.s.];

- Il santo al servizio dell’imperatore. La traslazione del corpo di san Teodoro a Brindisi nelle dinamiche di affermazione del potere imperiale di Federico II, in “Imperialis Ecclesia. Federico II di Svevia e l'architettura sacra tra Italia e Germania”, Atti del convegno (Roma, Villino Stroganoff, 30 giugno-1 luglio 2016), Organizzazione Bibliotheca Hertziana di Roma [c.d.s.];

- Il cavaliere che sconfisse il drago. Teodoro d'Amasea e l'origine dell'iconografia del santo cavaliere sauroctonos, in «Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia», s. 5, 7/1, 2015, pp. 103-118, 250-259;

- L'iconografia del Lignum Vitae prima e dopo san Bonaventura. Un'ipotesi per l'affresco angioino di Santa Maria del Casale a Brindisi, in “La prima età angioina (1266-1343) a Brindisi e in Puglia”, Atti del convegno (Brindisi, Museo Provinciale 13-14, 20-21 novembre 2014), [c.d.s.];

- Nicola e Teodoro: il vescovo e il soldato venuti dal mare, in “L'età normanna in Puglia. Aspetti storiografici e artistici dell'area brindisina”, Atti del convegno (Brindisi, Palazzo Virgilio, 13 aprile 2013), Rende 2013, pp. 73-82;

- La traslazione e il culto di san Teodoro a Brindisi in età normanno-sveva, in “La Bibbia di Manfredi. Gli Svevi tornano al castello”, Atti del convegno (Brindisi, Castello Svevo 10-11 maggio 2013), Modugno 2013, pp. 171-182;

- Un tacito riferimento al Laocoonte vaticano nella lettera del Pontormo a Benedetto Varchi, in “Scritti di Storia dell'arte in memoria di Stefano Bottari”, 1, 2005, pp. 9-13.

 

PROGETTI MUSEOLOGICI:

- Museo Diocesano di Ostuni - Rapporto di apertura/Opening report, 2017. Ideazione, curatela scientifica e allestimento del Museo Diocesano di Ostuni in piazzetta Cattedrale a cura di Teodoro De Giorgio. Committente: Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.

 

CATALOGHI DI MOSTRE:

- L’eredità del Novecento. I capolavori della Collezione Mazzolini. Sillabe, Livorno 2009. Esposizione artistica ideata e curata da Teodoro De Giorgio e posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Brindisi, Palazzo Granafei-Nervegna, 24 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010.

 

I contributi scientifici possono essere consultati e/o scaricati gratuitamente sulla pagina Academia.edu del docente.

Consulta le pubblicazioni su IRIS

Temi di ricerca

• Iconografia e iconologia cristiana, con particolare riguardo alle origini e alla storia dell’uso, delle funzioni e delle modalità di fruizione delle immagini, nonché della circolazione dei modelli iconografici e formali;

• Storia dell’arte cristiana (con particolare riguardo alle età paleocristiana, medievale e moderna);

• Gestione, tutela, conservazione e marketing del patrimonio culturale;

• Museologia, museografia e comunicazione museale;

• Storia e teoria della rappresentazione visiva.