Saverio DI BENEDETTO

Saverio DI BENEDETTO

Professore II Fascia (Associato)

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Centro Ecotekne Pal. R1 - Via per Arnesano - MONTERONI DI LECCE (LE)

Ufficio, Piano terra

Telefono +39 0832 29 845

Area di competenza:

AREE DI COMPETENZA

Diritto internazionale      

Diritto internazionale dell'economia                                       Diritto internazionale dell'ambiente

Orario di ricevimento

 mercoledì ore 12.00 aula docente (2° piano Pal. R3)

Recapiti aggiuntivi

saveriodibenedetto@yahoo.com

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Curriculum Vitae

Dopo la laurea in giurisprudenza, con lode, conseguita a Pisa nel 1998 discutendo una tesi in diritto della famiglia (prof. F. D. Busnelli) - e un anno di collaborazione con la cattedra di diritto civile - ha proseguito la sua formazione post-universitaria all'Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare (ISUFI) presso l'Università di Lecce, partecipando nell'a.a. 1999/2000 al Master del settore giuridico dell'Istituto. Nel 2001 è stato ammesso, con borsa di studio, al dottorato di ricerca in "Diritto dell'economia e del mercato" (XVI ciclo), sempre presso l'ISUFI, conseguendo il titolo a inizio 2005, con una tesi sul principio di precauzione nel diritto internazionale.
   Dal 2001 al 2006 ha collaborato con la cattedra di Diritto del commercio internazionale della facoltà di Giurisprudenza di Lecce (prof. M. C. Malaguti). Dall'a.a. 2005/2006 ad oggi ha svolto continuativamente attività di docenza universitaria, in materie giuridiche internazionalistiche, presso l'Università di Lecce (poi del Salento) e, per un anno, l'Accademia Navale di Livorno. Inoltre, da diversi anni svolge regolarmente attività di docenza in corsi post-laurea e Master nazionali ed esteri (cfr. "altri titoli"). A partire dall'a.a. 2007/2008 è stato componente del Collegio dei Docenti del Dottorato di ricerca in "Diritto dell'economia e del mercato" della Scuola Superiore ISUFI - Università del Salento, svolgendo attività di tutoraggio, seminariale e di organizzazione delle lezioni, e ha collaborato attivamente a livello didattico nei corsi pre-laurea della Scuola.
   A partire dagli anni del dottorato, ha primariamente svolto attività di ricerca sui temi del diritto internazionale dell'ambiente e del diritto internazionale dell'economia, trascorrendo periodi di studio in Italia e all'estero e partecipando come relatore a diversi seminari e conferenze (cfr. "altri titoli"). In particolare, nel 2007, presso la Scuola Superiore ISUFI, ha contribuito ad organizzare il primo "Young Researcher Workshop on Science and Law", sul tema "Scientific Evidence in International and European Law", con la partecipazione di relatori internazionali selezionati a seguito di call for papers; nel 2009 ne ha curato, con altri, la pubblicazione degli atti. Nell'estate del 2008 ha partecipato al Centro di Ricerca dell'Accademia di Diritto Internazionale dell'Aja su "La mise en uvre du droit de l'environnement" e il suo contributo è stato selezionato e pubblicato nei volumi dell'Accademia; successivamente è stato relatore alla Conferenza Biennale della Società Europea di Diritto Internazionale tenutasi ad Heidelberg e il testo rivisto della relazione è stato pubblicato negli Atti.
   È tra i fondatori del "Gruppo di Lecce", che dal 2009 riunisce studiosi dei temi di governance dei fenomeni economici su un piano globale: il Gruppo ha pubblicato in questi anni diversi contributi e proposte sul tema della riforma delle regole e istituzioni dell'economia mondiale, a partire dal manifesto/proposta "Reforming Global Economic Governance" indirizzata nel febbraio 2009 ai membri del G-20 (cfr. www.thegroupoflecce.org). Nel 2011 ha contribuito ad organizzare, come membro del Gruppo, il workshop internazionale "Legitimacy and Efficiency in Global Economic Governance" svoltosi presso l'Università del Salento, con la partecipazione di relatori internazionali selezionati a seguito di call for papers. Gli atti del workshop, di cui è curatore insieme a Maria Chiara Malaguti e Susanna Cafaro, sono stati pubblicati presso Cambridge Scholars Publishing (ottobre 2013).
   A settembre 2013 è stata pubblicata, con la casa editrice inglese Edward Elgar, la monografia dal titolo "International Investment Law and the Environment".

Diritto internazionale dell’economia   (8 CFU)

·    Anno di Corso dell'insegnamento:  terzo

·    Ambito disciplinare: affine

·    SSD:  IUS 13

·    Periodo lezioni: settembre – dicembre

·    Metodi didattici e modalità di esecuzione delle lezioni  

Le lezioni sono frontali. Si cerca il costante coinvolgimento dei partecipanti tramite domande mirate e sollecitazione di commenti. Sono previste discussioni comuni di giurisprudenza significativa in materia, anche con previa distribuzione di materiale didattico e scientifico.  

·    Contenuti programma del corso

Il diritto internazionale dell’economia ha per oggetto l’evoluzione e l’attuale situazione dei rapporti economici internazionali nella loro forma giuridica: un diritto interstatale, in primis, ma anche un diritto degli attori privati e delle organizzazioni internazionali. Il corso dell’a.a. 2013/2014 tratta in particolare il diritto internazionale degli investimenti, analizzandone gli istituti principali e mostrando i momenti di conflitto tra le norme a tutela degli investitori e le prerogative sovrane di tutela di interessi fondamentali. Una particolare attenzione è dedicata alle decisioni dei tribunali arbitrali, che svolgono una funzione unificante del frammentatissimo insieme di fonti pattizie in materia di investimenti e che spesso si trovano proprio a dover dirimere hard cases che coinvolgono questioni di tutela di valori fondamentali.

·    Bibliografia di riferimento:

A. Comba (a cura di), Neoliberismo internazionale e global economic governance. Sviluppi istituzionali e nuovi strumenti, 2° edizione Giappichelli 2013

Dispense per i frequentanti

·    Frequenza studenti:  facoltativa

·    Modalità didattiche: Lezioni frontali

·    Lingua dell'insegnamento: ITALIANO

·    Sede: LECCE

·    Aula: COMPLESSO ECOTEKNE – EDIFICIO R2

·    Prerequisiti: NESSUNO

·    Propedeuticità:  Diritto Internazionale

·     Presentazione e obiettivi del corso

L’obiettivo è di fornire allo studente nozioni su due aree tematiche fondamentali: commercio internazionale e investimenti esteri dimostrando come le varie discipline di queste due aree non siano isolate, bensì radicate nel tessuto del diritto internazionale. 

·    Modalità d'esame:  orale.

 

International Trade Law  (4 CFU)

·    Anno di Corso dell'insegnamento:  quarto

·    Ambito disciplinare: complementare

·    SSD:  IUS 13

·    Periodo lezioni: marzo - maggio

·    Metodi didattici e modalità di esecuzione delle lezioni 

Le lezioni sono frontali e in lingua inglese. La platea dei partecipanti è composta da studenti italiani e stranieri (normalmente erasmus). Si cerca il costante coinvolgimento dei partecipanti tramite domande mirate e sollecitazione di commenti, anche avvalendosi, se del caso, di supporti informatici e di rappresentazioni grafiche. E' prevista la distribuzione di materiale didattico e scientifico. 

 ·    Contenuti programma del corso

Nell'anno accademico 2013-2014 il corso avrà carattere monografico e riguarderà il tema dell'integrazione di valori non economici, in particolari di quelli di tutela ambientale, nell'ambito del diritto del commercio e degli investimenti internazionali. Si tratteranno, in particolare, dei casi riconducibili al sistema di soluzione delle controversie dell'OMC e ai tribunali arbitrali misti e si evidenzieranno le nuove problematiche connesse al proliferare di trattati istitutivi di zone di libero scambio.

 

·    Bibliografia di riferimento:

S. Di Benedetto, International Investment Law and the Environment, Edward Elgar 2013

·    Frequenza studenti:  facoltativa

·    Modalità didattiche: Lezioni frontali

·    Lingua dell'insegnamento: INGLESE

·    Sede: LECCE

·    Aula: COMPLESSO ECOTEKNE – EDIFICIO R2

·    Prerequisiti: NESSUNO

·    Propedeuticità:  Diritto Internazionale

·     Presentazione e obiettivi del corso

L'obiettivo del corso è di fornire agli studenti una chiave di lettura critica dell'attuale diritto internazionale del commercio e degl iinvestimenti, sollecitando in particolare la riflessione sui principi e tecniche interpretative che permettono di integrare in subsistemi normativi 'chiusi' valori e interessi formalmente esterni ad essi.

·    Modalità d'esame:  orale.

Didattica

A.A. 2018/2019

DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Lingua ITALIANO

Crediti 10.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 75.0

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso EUROPEO E INTERNAZIONALE

Sede Lecce - Università degli Studi

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Lingua INGLESE

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 40.0

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

A.A. 2017/2018

DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Lingua ITALIANO

Crediti 10.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 75.0

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

INTERNATIONAL ENVIRONMENTAL LAW

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Lingua ITALIANO

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 30.0

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

A.A. 2016/2017

DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Crediti 12.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 90.0 Ore Studio individuale: 210.0

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0 Ore Studio individuale: 140.0

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

INTERNATIONAL ENVIRONMENTAL LAW

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 30.0 Ore Studio individuale: 70.0

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

A.A. 2015/2016

DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Crediti 12.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 90.0 Ore Studio individuale: 210.0

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Partizione (A - L)

DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0 Ore Studio individuale: 140.0

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

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DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 10.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 75.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Anno di corso 2

Semestre Primo Semestre (dal 17/09/2018 al 07/12/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Per sostenere l'esame sono propedeutici i corsi di diritto costituzionale e diritto privato I. Per chi intenda seguire le lezioni senza avere ancora sostenuto l'esame di diritto costituzionale, si consiglia di avere già conoscenza di alcune nozioni quali: forme di stato e forme di governo; differenza tra costituzione formale e materiale; disciplina costituzionale dei diritti fondamentali della persona. Per chi intenda seguire le lezioni senza avere ancora sostenuto l'esame di diritto privato I, si consiglia di avere già contezza delle nozioni di base in tema di situazioni soggettive e disciplina del contratto in generale. Durante le lezioni, quando necessario, saranno comunque richiamate, per sommi capi, le suddette nozioni di diritto costituzionale e diritto privato.

Il corso ha per oggetto il diritto della Comunità internazionale, inteso come un vero e proprio ordinamento giuridico. I principali temi del diritto internazionale - i soggetti; la formazione delle norme e il rapporto tra esse; il contenuto delle norme internazionali, in special modo quelle consuetudinarie; la disciplina dell'uso della forza; i diritti umani; la responsabilità internazionale; la funzione giurisdizionale internazionale; l’applicazione delle norme internazionali nell’ordinamento dello Stato - saranno trattati confrontandosi sempre con le vicende e le questioni dell'attualità internazionale. Si tratteranno anche i fondamenti del diritto internazionale privato, quali le sue partizioni fondamentali, la giurisdizione, la legge applicabile, i criteri di collegamento.

Gli obiettivi del corso sono quelli di fornire agli studenti la conoscenza della struttura, della funzione e dei principali istituti tanto del diritto internazionale pubblico quanto del diritto internazionale privato, in modo da poter comprendere e rielaborare - con particolare riferimento al diritto internazionale pubblico - le questioni dell'attualità internazionale (conflitti internazionali, ruolo delle Nazioni Unite, tutela internazionale dei diritti umani, etc.).

Lezioni frontali di tipo tradizionale. Attività seminariali. Esercitazioni su parti del programma.

Esame orale

Gli appelli sono quelli reperibili regolarmente sul sito della facoltà.

Il corso ha per oggetto il diritto della Comunità internazionale, come essenzialmente costituita dagli Stati nazionali, formatisi a seguito della progressiva dissoluzione della struttura giuridica universalistica propria dell'esperienza giuridica medievale. Le prime lezioni hanno quindi lo scopo di spiegare le origini e i caratteri fondamentali del diritto internazionale, vero e proprio ordinamento giuridico della societasdegli Stati, e pur distinto strutturalmente dagli ordinamenti nazionali per la mancanza di un'autorità sovraordinata. Il principio della sovranità rappresenta quindi il punto di congiunzione, e nel contempo l'elemento critico, nel rapporto tra ordinamento internazionale e ordinamenti interni, mentre il principio di effettività costituisce l'architrave della stessa esperienza giuridica internazionale.

Chiariti questi temi fondamentali, che accompagnano l'intero arco del corso, è trattato il primo tema, schiettamente normativo, che direttamente si collega alla stessa idea di ordine giuridico internazionale, quello della soggettività internazionale. Soggettività degli Stati in primis,quali unici soggetti originari - o necessari - del diritto internazionale, e poi di altre entità che assumono soggettività in virtù della volontà degli Stati stessi, a partire dalle organizzazioni internazionali. Un cenno è qui fatto anche al controverso tema del significato della soggettività dell'individuo nel diritto internazionale, tema poi ripreso e articolato al momento di trattare la tutela dei diritti umani. Sempre nel quadro dello studio della soggettività, ma dando conto delle diverse ripercussioni in termini di diritti e obblighi degli stati - è poi discusso il principio di autodeterminazione dei popoli, che è alla base della (limitata) soggettività dei movimenti di liberazione nazionale e spesso conduce, quando effettivamente esercitato, alla formazione, per secessione, di nuovi Stati.

Il macro-tema delle c.d. fonti del diritto internazionale rappresenta il successivo sviluppo del programma. Si discute innanzitutto della consuetudine, architrave dell'intero ordinamento internazionale in quanto unica espressione di norme di diritto internazionale schiettamente generali. Essa va intesa come forma di diritto spontaneo, non riducibile quindi allo schema, tipico dei diritti interni, delle norme generali di produzione del diritto che prevedono una fattispecie al verificarsi della quale le singole norme hanno origine. Data questa premessa, è possibile comprendere criticamente la teoria dei c.d. due elementi della consuetudine - diuturnitas(o usus) e opinio juris - i quali, da fatto-fonte delle consuetudini, sono stati dalla migliore dottrina correttamente ri(con)dotti al tema dell'accertamento della concreta esistenza di una norma consuetudinaria, accertamento da condurre comunque considerando l'interezza e complessità della prassi degli Stati e anche il ruolo dei principi generali preesistenti. Connesso alla questione dell'accertamento della consuetudine è poi il tema della codificazione del diritto internazionale, con il ruolo oggi centrale della Commissione di diritto internazionale. Successivamente è sviluppato il tema dei trattati internazionali e della loro disciplina, dettata essenzialmente da norme consuetudinarie come codificate dalla Convenzione di Vienna del 1969, che regolano la formazione, l'interpretazione, la validità, l'efficacia, l'estinzione degli stessi. Si discute infine del controverso rapporto tra norme consuetudinarie e pattizie, sia su un piano generale, sia soprattutto in caso di conflitto. Parità delle fonti e principio di specialità regolano questo importante tema, dove però si è progressivamente sviluppata la categoria delle norme consuetudinarie inderogabili in via pattizia (ius cogens).Il quadro delle 'fonti' di diritto internazionale si completa con la controversa categoria dei principi generali di diritto.

Chiusa questa prima parte, il programma del corso investe principali istituti di diritto 'materiale'. Il primo grande tema trattato è quello della disciplina dell'uso della forza da parte degli Stati, in primis nelle reciproche relazioni, secondo i due poli concettuali della forza come aggressione e della forza come sanzione. Il primo polo si traduce nell'attuale disciplina del c.d. ius ad bellum e del divieto assoluto previsto dall'art. 2.4 della Carta Onu (con la eccezione 'conforme' (secundum tenorem rationis) della legittima difesa), disciplina appartenente al nucleo di ius cogens. Il secondo polo, superata la possibilità di un'autotutela dello Stato implicante l'uso della forza, riguarda il ruolo e i poteri, anche coercitivi, che la Carta Onu attribuisce al Consiglio di Sicurezza, secondo le previsioni del suo Cap. VII. In questo ambito, si dà nella trattazione ampio spazio alla prassi internazionale, e in particolare a quella verificatasi a partire dalla fine del mondo bipolare, dalla guerra in Irak del 1991 fino alle recenti vicende della Libia e della Siria, passando per le guerre in Kosovo (1999), in Afghanistan (2002) e, di nuovo (ma con 'titoli' diversi), in Irak (2003).

Il secondo macro-tema di diritto 'materiale' esaminato è quello dei diversi limiti che il diritto internazionale pone alla sovranità 'interna' dello Stato, alla sua domestic jurisdiction. I primi istituti giuridici che si discutono affondano le radici nel diritto internazionale classico, che tendeva a limitare la sovranità territoriale dello Stato solo in ragione di proiezioni esterne di sfere di sovranità altrui. Si tratterà quindi dei temi della tutela degli stranieri, che ha peraltro subito una rilevante evoluzione recente, della garanzia di immunità al personale diplomatico e del trattamento 'interno' degli Stati stranieri. In questo ambito si collocano le connessioni più strette, con elementi di sovrapposizione, tra diritto internazionale (pubblico) e diritto internazionale privato. Successivamente, si discutono gli argomenti più caratteristici del diritto internazionale contemporaneo, secondo il cambio di paradigma rispetto ai limiti alla domestic jurisdiction avutosi a seguito della seconda guerra mondiale. Si tratta innanzitutto del grande tema della tutela internazionale dei diritti umani (human rights law), che è esaminato nel corso tanto nei suoi profili generali, essenzialmente nel quadro dell'ONU, quanto nella sua dimensione regionale, con particolare attenzione alla esperienza giuridica della CEDU. Direttamente connesso al tema dei diritti umani è il c.d. diritto internazionale penale, costituito da norme interstatali che prevedono fattispecie incriminatrici di condotte individuali e norme processuali volte a perseguirle. Si daranno infine delle indicazioni, necessariamente sintetiche, ad altri temi tipici del diritto internazionale odierno - di fonte essenzialmente pattizia - quali il diritto internazionale dell'ambiente e il diritto internazionale dell'economia.

Una trattazione autonoma avrà infine, a chiusura della disamina delle norme 'materiali' di diritto internazionale, il tema del diritto del mare. Oggetto da sempre di una disciplina internazionale, essenzialmente incentrata su principi di reciproca libertà, questo ambito del diritto internazionale ha avuto, nella seconda metà del secolo scorso, un imponente sviluppo di disciplina, connesso alla maggiore interdipendenza della societas internazionale. Si analizzano quindi, in particolare, gli istituti previsti dalla Convenzione di Montego Bay del 1982 - mare territoriale, zona contigua, piattaforma continentale, zona economica esclusiva, mare internazionale - che in larga misura rappresentano ormai norme di diritto generale. Cenni saranno dati anche alla disciplina della pirateria.

L'ultima fase del corso si occupa delle norme c.d. secondarie (secondo la nota teoria hartiana) di diritto internazionale, volte a garantire il rispetto e l'esecuzione dei diritti e degli obblighi degli Stati previsti dalle norme materiali (o primarie). Così, si discuterà in primo luogo del tema cruciale della responsabilità internazionale degli Stati, disciplinata esclusivamente - salvo i regimi speciali - da norme consuetudinarie, da sempre discusse nella loro portata ed estensione, ma oggetto di una pluridecennale opera di codificazione decisiva da parte della Commissione di diritto internazionale, culminata infine nel Progetto di articoli del 2001. Seguendo la falsariga del Progetto (dai più ritenuto rispecchiare, nelle sue parti fondamentali, il diritto generale), si discute della imputabilità allo Stato di condotte umane (c.d. elemento soggettivo della responsabilità), anche di soggetti non tecnicamente organi dello Stato; poi della nozione in senso stretto di illecito internazionale (c.d elemento oggettivo), con la disamina anche delle varie figure di esimenti (stato di necessità, forza maggiore, etc.), come delineate dal Progetto e come effettivamente riscontrabili nella prassi degli Stati. Quindi si analizza il tema delle conseguenze del fatto illecito internazionale, sub specie di obblighi secondari, a partire da quelli di riparazione; infine, si tratta del dibattuto tema dell'attuazione (o enforcement) della responsabilità, con particolare attenzione alla categoria degli obblighi erga omnes.

L'altro raggruppamento di norme secondarie analizzate sono quelle che riguardano la disciplina della soluzione pacifica delle controversie tra Stati. La trattazione segue la distinzione tradizionale tra procedimenti diplomatici di soluzione delle controversie (buoni uffici, mediazione, conciliazione, etc.), incentrati sul raggiungimento di un accordo tra le parti, e procedimenti giurisdizionali di soluzione delle controversie, basati sulle decisioni vincolanti di soggetti terzi scelti dalle parti, secondo l'istituto, tipico nell'ordinamento internazionale, dell'arbitrato. Si analizzano quindi i diversi modelli di soluzione giurisdizionale delle controversie offerti dal diritto internazionale oggi, e in particolare le competenze e la struttura della Corte Internazionale di Giustizia, organo delle Nazioni Unite. Lato sensu riconducibile al macro-tema delle norme secondarie è anche la questione dell'adattamento del diritto interno al diritto internazionale, che rappresenta oggi la principale forma di adempimento degli obblighi internazionali da parte degli Stati, che è analizzato seguendo la distinzione tra adattamento al diritto consuetudinario e a quello pattizio, con particolare attenzione alla disciplina prevista nel diritto italiano, a partire dagli artt. 10 e 80 della Costituzione.

Infine, il tema del diritto internazionale privato è discusso in termini generali, fin dall'inizio del corso, nel suo rapporto dialettico con il diritto internazionale (pubblico), a partire dalla nozione di domestic jurisdiction e dalla grande questione della delimitazione delle sfere di potere sovrano degli stati nell'esercizio di prerogative che coinvolgano soggetti stranieri. Parimenti, va compresa l'interazione tra fonti internazionali, fonti comunitarie e fonti interne di diritto internazionale privato. Sono poi oggetto del programma di studio macro-temi specifici di diritto internazionale privato, quali quello della disciplina della giurisdizione dei giudici interni, del diritto applicabile nelle controversie con elementi di estraneità, del riconoscimento ed esecuzione delle sentenze straniere.

E. Cannizzaro, Diritto internazionale, Giappichelli

F. Mosconi - C. Campiglio   Diritto internazionale privato e processuale, Vol. I, UTET

S. De Bellis   Studi sui diritti umani, Cacucci (2 capitoli a scelta)

DIRITTO INTERNAZIONALE (IUS/13)
DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Anno di corso 3

Semestre Primo Semestre (dal 17/09/2018 al 07/12/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso EUROPEO E INTERNAZIONALE (A74)

Sede Lecce - Università degli Studi

Propedeucità di diritto internazionale. Durante le lezioni saranno comunque richiamate di volta in volta le nozioni base di diritto internazionale necessarie per la corretta comprensione degli argomenti trattati, così da permettere la frequenza anche a studenti che ancora non hanno sostenuto l'esame di diritto internazionale.

Il diritto internazionale dell’economia ha per oggetto l’evoluzione e l’attuale situazione dei rapporti economici internazionali nella loro forma giuridica: un diritto interstatuale, in primis, ma anche un diritto degli attori privati e delle organizzazioni internazionali. Il corso intende offrire una visione di insieme delle regole che disciplinano i rapporti economici transnazionali, nel quadro dei principi del diritto internazionale generale e in relazione agli istituti e alla prassi dei soggetti privati. In particolare, saranno studiati gli strumenti e i principi basilari che disciplinano il commercio internazionale e gli investimenti esteri. Il corso si sviluppa quindi, secondo una bipartizione fondamentale: lo studio del diritto internazionale del commercio, muovendo dall’Accordo GATT ’47 fino all’attuale quadro normativo previsto dagli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio; l’analisi del diritto internazionale degli investimenti, trattandone gli istituti principali e mostrando il ruolo centrale dei tribunali arbitrali misti, che svolgono una funzione unificante del frammentatissimo insieme di fonti pattizie. Un tema trasversale è quello della tutela dei valori non commerciali nell'applicazione del diritto internazionale dell'economia, tanto nel contesto OMC quanto in quello degli investimenti.

L'obiettivo è di offrire agli studenti la conoscenza delle regole e dei sub-sistemi giuridici di diritto internazionale in ambito economico, e di stimolare la comprensione critica della materia, in particolare quando le regole discusse si applicano a casi che coinvolgono la tutela di valori non commerciali, come la tutela dell'ambiente e della salute umana.

Le lezioni sono frontali. Si cerca il costante coinvolgimento dei partecipanti tramite domande mirate e sollecitazione di commenti. Sono previste discussioni comuni di giurisprudenza significativa in materia, anche con previa distribuzione di materiale didattico e scientifico.

Prova orale

Come da calendario pubblicato sul sito della facoltà di giurisprudenza

Il diritto internazionale dell’economia ha per oggetto l’evoluzione e l’attuale situazione dei rapporti economici internazionali nella loro forma giuridica: un diritto interstatuale, in primis, ma anche un diritto degli attori privati e delle organizzazioni internazionali. Il corso intende in primo luogo offrire una visione di insieme delle regole che disciplinano i rapporti economici transnazionali, nel quadro dei principi del diritto internazionale generale e in relazione agli istituti e alla prassi dei soggetti privati. In tal senso, si studia il percorso storico che ha caratterizzato la disciplina internazionale dei rapporti economici, dal primo periodo del liberalismo classico, alla breve - ma determinante - fase del protezionismo tra le due guerre, fino al periodo del neo-liberismo c.d. garantito e alla sua versione odierna della globalizzazione. Lo studio dei diversi periodi storici è svolto analizzando, per ciascun periodo, la prassi e gli istituti fondamentali in tema di commercio, investimenti e moneta.

Il corso si articola poi secondo una bipartizione fondamentale: commercio internazionale e investimenti esteri. Per entrambi questi settori del diritto internazionale dell'economia si analizzano tanto la disciplina normativa quando la prassi di soluzione delle controversie.

In ambito commerciale, il programma si occupa dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, il cui diritto, essenzialmente finalizzato alla liberalizzazione degli scambi internazionali, ormai accomuna più di 160 Stati, tra cui tutte le principali economie del globo. Dopo aver ripreso il tema dell'origine dell'OMC dal GATT '47, si analizzano l'insieme di accordi ad essa collegati e la sua struttura interna, secondo la classica tripartizione organica delle O.I. Il cuore dello studio del diritto internazionale del commercio attiene ai principali istituti giuridici, che trovano disciplina nell'accordo GATT come incluso nel 'sistema OMC: clausola della nazione favorita, trattamento nazionale, divieto di restrizioni quantitative, disciplina dei dazi doganali, regime delle sovvenzioni. Tutti questi istituti sono studiati attraverso la copiosa prassi dell'OMC, che ha contribuito a scolpirne i significati e i limiti. In tal senso, è studiato nel dettaglio il sistema 'quasi giurisdizionale' di soluzione delle controversie dell'OMC, nell'ambito del quale si ha la prassi più significativa di interpretazione e applicazione delle regole sul commercio. Indicazioni generali sono anche date su altri temi del diritto GATT, quali la disciplina dell'agricoltura, delle integrazioni economiche regionali e dei paesi in via di sviluppo, e su altri accordi collegati, in particolare il GATS e il TRIPs. Chiude questa prima parte del corso lo studio dei casi giurisprudenziali che hanno visto in conflitto le norme sulla liberalizzazione degli scambi e la tutela dell'ambiente, oltre a cenni sui principali contratti commerciali internazionali.

La seconda macro-parte del programma attiene al diritto internazionale degli investimenti. Si tratta in primo luogo di realizzare un quadro complessivo delle variegate fonti pattizie in materia, dai quasi 3.000 trattati bilaterali che variamente prevedono obblighi degli Stati a tutela degli investimenti esteri, alle convenzioni che realizzano discipline regionali (Nord-America; Asia) o settoriali (energia), fino a strumenti volti a favorire la soluzione delle controversie, come la Convenzione ICSID del 1965. Si sottolinea fin da subito l'importanza della prassi dei tribunali arbitrali misti (investitore-Stato) e della tecnica c.d. della jurisprudence constante, per la progressiva uniformazione di quello che a prima vista rappresenta un vero e proprio patchwork normativo. Dopo un inquadramento della materia nel solco della tradizionale disciplina internazionale a tutela degli stranieri, l'analisi delle norme di diritto materiale muove dalla nozione di investitore straniero, sotto il duplice profilo del significato giuridico di investimento e della determinazione della nazionalità delle persone, in particolare delle società commerciali. Il cuore della trattazione ha ad oggetto i tre grandi istituti che caratterizzano il diritto internazionale degli investimenti, ossia la disciplina dell'espropriazione, e del quantum della compensation; il fair and equitable treatment; il principio di non discriminazione, nelle due classiche versioni della clausola della nazione più favorita e del trattamento nazionale. La trattazione di questa seconda macro-parte è conclusa, similmente alla prima, con la disamina di casi giurisprudenziali che hanno visto contrapposte la protezione degli investimenti esteri e la tutela dell'ambiente da parte dello Stato ospitante, mostrandosi l'attitudine dei tribunali arbitrali ad integrare valori non commerciali nell'interpretazione di norme in sé 'ristrette' alla tutela di interessi puramente proprietari e imprenditoriali.

Infine, saranno studiate per sommi capi le due grandi istituzioni internazionali 'finanziarie' di Bretton Woods, Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale.

A. Comba (a cura di), Neoliberismo internazionale e global economic governance. Sviluppi istituzionali e nuovi strumenti, 2° edizione Giappichelli 2013 

DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA (IUS/13)

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 40.0

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Anno di corso 4

Semestre Secondo Semestre (dal 18/02/2019 al 17/05/2019)

Lingua INGLESE

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

(IUS/13)
DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 10.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 75.0

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Anno di corso 2

Semestre Annualità Singola (dal 18/09/2017 al 14/05/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

Per sostenere l'esame sono propedeutici i corsi di diritto costituzionale e diritto privato I. Per chi intenda seguire le lezioni senza avere ancora sostenuto l'esame di diritto costituzionale, si consiglia di avere già conoscenza di alcune nozioni quali: forme di stato e forme di governo; differenza tra costituzione formale e materiale; disciplina costituzionale dei diritti fondamentali della persona. Per chi intenda seguire le lezioni senza avere ancora sostenuto l'esame di diritto privato I, si consiglia di avere già contezza delle nozioni di base in tema di situazioni soggettive e disciplina del contratto in generale. Durante le lezioni, quando necessario, saranno comunque richiamate, per sommi capi, le suddette nozioni di diritto costituzionale e diritto privato.

Il corso ha per oggetto il diritto della Comunità internazionale, inteso come un vero e proprio ordinamento giuridico. I principali temi del diritto internazionale - i soggetti; la formazione delle norme e il rapporto tra esse; il contenuto delle norme internazionali, in special modo quelle consuetudinarie; la disciplina dell'uso della forza; i diritti umani; la responsabilità internazionale; la funzione giurisdizionale internazionale; l’applicazione delle norme internazionali nell’ordinamento dello Stato - saranno trattati confrontandosi sempre con le vicende e le questioni dell'attualità internazionale. Si tratteranno anche i fondamenti del diritto internazionale privato, quali le sue partizioni fondamentali, la giurisdizione, la legge applicabile, i criteri di collegamento.

Gli obiettivi del corso sono quelli di fornire agli studenti la conoscenza della struttura, della funzione e dei principali istituti tanto del diritto internazionale pubblico quanto del diritto internazionale privato, in modo da poter comprendere e rielaborare - con particolare riferimento al diritto internazionale pubblico - le questioni dell'attualità internazionale (conflitti internazionali, ruolo delle Nazioni Unite, tutela internazionale dei diritti umani, etc.).

Lezioni frontali di tipo tradizionale. Attività seminariali. Esercitazioni su parti del programma.

Esame orale

Gli appelli sono quelli reperibili regolarmente sul sito della facoltà.

Il corso ha per oggetto il diritto della Comunità internazionale, come essenzialmente costituita dagli Stati nazionali, formatisi a seguito della progressiva dissoluzione della struttura giuridica universalistica propria dell'esperienza giuridica medievale. Le prime lezioni hanno quindi lo scopo di spiegare le origini e i caratteri fondamentali del diritto internazionale, vero e proprio ordinamento giuridico della societasdegli Stati, e pur distinto strutturalmente dagli ordinamenti nazionali per la mancanza di un'autorità sovraordinata. Il principio della sovranità rappresenta quindi il punto di congiunzione, e nel contempo l'elemento critico, nel rapporto tra ordinamento internazionale e ordinamenti interni, mentre il principio di effettività costituisce l'architrave della stessa esperienza giuridica internazionale.

Chiariti questi temi fondamentali, che accompagnano l'intero arco del corso, è trattato il primo tema, schiettamente normativo, che direttamente si collega alla stessa idea di ordine giuridico internazionale, quello della soggettività internazionale. Soggettività degli Stati in primis,quali unici soggetti originari - o necessari - del diritto internazionale, e poi di altre entità che assumono soggettività in virtù della volontà degli Stati stessi, a partire dalle organizzazioni internazionali. Un cenno è qui fatto anche al controverso tema del significato della soggettività dell'individuo nel diritto internazionale, tema poi ripreso e articolato al momento di trattare la tutela dei diritti umani. Sempre nel quadro dello studio della soggettività, ma dando conto delle diverse ripercussioni in termini di diritti e obblighi degli stati - è poi discusso il principio di autodeterminazione dei popoli, che è alla base della (limitata) soggettività dei movimenti di liberazione nazionale e spesso conduce, quando effettivamente esercitato, alla formazione, per secessione, di nuovi Stati.

Il macro-tema delle c.d. fonti del diritto internazionale rappresenta il successivo sviluppo del programma. Si discute innanzitutto della consuetudine, architrave dell'intero ordinamento internazionale in quanto unica espressione di norme di diritto internazionale schiettamente generali. Essa va intesa come forma di diritto spontaneo, non riducibile quindi allo schema, tipico dei diritti interni, delle norme generali di produzione del diritto che prevedono una fattispecie al verificarsi della quale le singole norme hanno origine. Data questa premessa, è possibile comprendere criticamente la teoria dei c.d. due elementi della consuetudine - diuturnitas(o usus) e opinio juris - i quali, da fatto-fonte delle consuetudini, sono stati dalla migliore dottrina correttamente ri(con)dotti al tema dell'accertamento della concreta esistenza di una norma consuetudinaria, accertamento da condurre comunque considerando l'interezza e complessità della prassi degli Stati e anche il ruolo dei principi generali preesistenti. Connesso alla questione dell'accertamento della consuetudine è poi il tema della codificazione del diritto internazionale, con il ruolo oggi centrale della Commissione di diritto internazionale. Successivamente è sviluppato il tema dei trattati internazionali e della loro disciplina, dettata essenzialmente da norme consuetudinarie come codificate dalla Convenzione di Vienna del 1969, che regolano la formazione, l'interpretazione, la validità, l'efficacia, l'estinzione degli stessi. Si discute infine del controverso rapporto tra norme consuetudinarie e pattizie, sia su un piano generale, sia soprattutto in caso di conflitto. Parità delle fonti e principio di specialità regolano questo importante tema, dove però si è progressivamente sviluppata la categoria delle norme consuetudinarie inderogabili in via pattizia (ius cogens).Il quadro delle 'fonti' di diritto internazionale si completa con la controversa categoria dei principi generali di diritto.

Chiusa questa prima parte, il programma del corso investe principali istituti di diritto 'materiale'. Il primo grande tema trattato è quello della disciplina dell'uso della forza da parte degli Stati, in primis nelle reciproche relazioni, secondo i due poli concettuali della forza come aggressione e della forza come sanzione. Il primo polo si traduce nell'attuale disciplina del c.d. ius ad bellum e del divieto assoluto previsto dall'art. 2.4 della Carta Onu (con la eccezione 'conforme' (secundum tenorem rationis) della legittima difesa), disciplina appartenente al nucleo di ius cogens. Il secondo polo, superata la possibilità di un'autotutela dello Stato implicante l'uso della forza, riguarda il ruolo e i poteri, anche coercitivi, che la Carta Onu attribuisce al Consiglio di Sicurezza, secondo le previsioni del suo Cap. VII. In questo ambito, si dà nella trattazione ampio spazio alla prassi internazionale, e in particolare a quella verificatasi a partire dalla fine del mondo bipolare, dalla guerra in Irak del 1991 fino alle recenti vicende della Libia e della Siria, passando per le guerre in Kosovo (1999), in Afghanistan (2002) e, di nuovo (ma con 'titoli' diversi), in Irak (2003).

Il secondo macro-tema di diritto 'materiale' esaminato è quello dei diversi limiti che il diritto internazionale pone alla sovranità 'interna' dello Stato, alla sua domestic jurisdiction. I primi istituti giuridici che si discutono affondano le radici nel diritto internazionale classico, che tendeva a limitare la sovranità territoriale dello Stato solo in ragione di proiezioni esterne di sfere di sovranità altrui. Si tratterà quindi dei temi della tutela degli stranieri, che ha peraltro subito una rilevante evoluzione recente, della garanzia di immunità al personale diplomatico e del trattamento 'interno' degli Stati stranieri. In questo ambito si collocano le connessioni più strette, con elementi di sovrapposizione, tra diritto internazionale (pubblico) e diritto internazionale privato. Successivamente, si discutono gli argomenti più caratteristici del diritto internazionale contemporaneo, secondo il cambio di paradigma rispetto ai limiti alla domestic jurisdiction avutosi a seguito della seconda guerra mondiale. Si tratta innanzitutto del grande tema della tutela internazionale dei diritti umani (human rights law), che è esaminato nel corso tanto nei suoi profili generali, essenzialmente nel quadro dell'ONU, quanto nella sua dimensione regionale, con particolare attenzione alla esperienza giuridica della CEDU. Direttamente connesso al tema dei diritti umani è il c.d. diritto internazionale penale, costituito da norme interstatali che prevedono fattispecie incriminatrici di condotte individuali e norme processuali volte a perseguirle. Si daranno infine delle indicazioni, necessariamente sintetiche, ad altri temi tipici del diritto internazionale odierno - di fonte essenzialmente pattizia - quali il diritto internazionale dell'ambiente e il diritto internazionale dell'economia.

Una trattazione autonoma avrà infine, a chiusura della disamina delle norme 'materiali' di diritto internazionale, il tema del diritto del mare. Oggetto da sempre di una disciplina internazionale, essenzialmente incentrata su principi di reciproca libertà, questo ambito del diritto internazionale ha avuto, nella seconda metà del secolo scorso, un imponente sviluppo di disciplina, connesso alla maggiore interdipendenza della societas internazionale. Si analizzano quindi, in particolare, gli istituti previsti dalla Convenzione di Montego Bay del 1982 - mare territoriale, zona contigua, piattaforma continentale, zona economica esclusiva, mare internazionale - che in larga misura rappresentano ormai norme di diritto generale. Cenni saranno dati anche alla disciplina della pirateria.

L'ultima fase del corso si occupa delle norme c.d. secondarie (secondo la nota teoria hartiana) di diritto internazionale, volte a garantire il rispetto e l'esecuzione dei diritti e degli obblighi degli Stati previsti dalle norme materiali (o primarie). Così, si discuterà in primo luogo del tema cruciale della responsabilità internazionale degli Stati, disciplinata esclusivamente - salvo i regimi speciali - da norme consuetudinarie, da sempre discusse nella loro portata ed estensione, ma oggetto di una pluridecennale opera di codificazione decisiva da parte della Commissione di diritto internazionale, culminata infine nel Progetto di articoli del 2001. Seguendo la falsariga del Progetto (dai più ritenuto rispecchiare, nelle sue parti fondamentali, il diritto generale), si discute della imputabilità allo Stato di condotte umane (c.d. elemento soggettivo della responsabilità), anche di soggetti non tecnicamente organi dello Stato; poi della nozione in senso stretto di illecito internazionale (c.d elemento oggettivo), con la disamina anche delle varie figure di esimenti (stato di necessità, forza maggiore, etc.), come delineate dal Progetto e come effettivamente riscontrabili nella prassi degli Stati. Quindi si analizza il tema delle conseguenze del fatto illecito internazionale, sub specie di obblighi secondari, a partire da quelli di riparazione; infine, si tratta del dibattuto tema dell'attuazione (o enforcement) della responsabilità, con particolare attenzione alla categoria degli obblighi erga omnes.

L'altro raggruppamento di norme secondarie analizzate sono quelle che riguardano la disciplina della soluzione pacifica delle controversie tra Stati. La trattazione segue la distinzione tradizionale tra procedimenti diplomatici di soluzione delle controversie (buoni uffici, mediazione, conciliazione, etc.), incentrati sul raggiungimento di un accordo tra le parti, e procedimenti giurisdizionali di soluzione delle controversie, basati sulle decisioni vincolanti di soggetti terzi scelti dalle parti, secondo l'istituto, tipico nell'ordinamento internazionale, dell'arbitrato. Si analizzano quindi i diversi modelli di soluzione giurisdizionale delle controversie offerti dal diritto internazionale oggi, e in particolare le competenze e la struttura della Corte Internazionale di Giustizia, organo delle Nazioni Unite. Lato sensu riconducibile al macro-tema delle norme secondarie è anche la questione dell'adattamento del diritto interno al diritto internazionale, che rappresenta oggi la principale forma di adempimento degli obblighi internazionali da parte degli Stati, che è analizzato seguendo la distinzione tra adattamento al diritto consuetudinario e a quello pattizio, con particolare attenzione alla disciplina prevista nel diritto italiano, a partire dagli artt. 10 e 80 della Costituzione.

Infine, il tema del diritto internazionale privato è discusso in termini generali, fin dall'inizio del corso, nel suo rapporto dialettico con il diritto internazionale (pubblico), a partire dalla nozione di domestic jurisdiction e dalla grande questione della delimitazione delle sfere di potere sovrano degli stati nell'esercizio di prerogative che coinvolgano soggetti stranieri. Parimenti, va compresa l'interazione tra fonti internazionali, fonti comunitarie e fonti interne di diritto internazionale privato. Sono poi oggetto del programma di studio macro-temi specifici di diritto internazionale privato, quali quello della disciplina della giurisdizione dei giudici interni, del diritto applicabile nelle controversie con elementi di estraneità, del riconoscimento ed esecuzione delle sentenze straniere.

B. Conforti   Diritto internazionale, Editoriale Scientifica

F. Mosconi - C. Campiglio   Diritto internazionale privato e processuale, Vol. I, UTET

S. De Bellis   Studi sui diritti umani, Cacucci (2 capitoli a scelta)

DIRITTO INTERNAZIONALE (IUS/13)
DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Anno di corso 3

Semestre Secondo Semestre (dal 26/02/2018 al 14/05/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

Propedeucità di diritto internazionale. Durante le lezioni saranno comunque richiamate di volta in volta le nozioni base di diritto internazionale necessarie per la corretta comprensione degli argomenti trattati, così da permettere la frequenza anche a studenti che ancora non hanno sostenuto l'esame di diritto internazionale.

Il diritto internazionale dell’economia ha per oggetto l’evoluzione e l’attuale situazione dei rapporti economici internazionali nella loro forma giuridica: un diritto interstatuale, in primis, ma anche un diritto degli attori privati e delle organizzazioni internazionali. Il corso intende offrire una visione di insieme delle regole che disciplinano i rapporti economici transnazionali, nel quadro dei principi del diritto internazionale generale e in relazione agli istituti e alla prassi dei soggetti privati. In particolare, saranno studiati gli strumenti e i principi basilari che disciplinano il commercio internazionale e gli investimenti esteri. Il corso si sviluppa quindi, secondo una bipartizione fondamentale: lo studio del diritto internazionale del commercio, muovendo dall’Accordo GATT ’47 fino all’attuale quadro normativo previsto dagli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio; l’analisi del diritto internazionale degli investimenti, trattandone gli istituti principali e mostrando il ruolo centrale dei tribunali arbitrali misti, che svolgono una funzione unificante del frammentatissimo insieme di fonti pattizie. Un tema trasversale è quello della tutela dei valori non commerciali nell'applicazione del diritto internazionale dell'economia, tanto nel contesto OMC quanto in quello degli investimenti.

L'obiettivo è di offrire agli studenti la conoscenza delle regole e dei sub-sistemi giuridici di diritto internazionale in ambito economico, e di stimolare la comprensione critica della materia, in particolare quando le regole discusse si applicano a casi che coinvolgono la tutela di valori non commerciali, come la tutela dell'ambiente e della salute umana.

Le lezioni sono frontali. Si cerca il costante coinvolgimento dei partecipanti tramite domande mirate e sollecitazione di commenti. Sono previste discussioni comuni di giurisprudenza significativa in materia, anche con previa distribuzione di materiale didattico e scientifico. Si prevede di realizzare una visita a Ginevra dell'OMC durante la quale approfindire i temi studiati.

Prova orale

Come da calendario pubblicato sul sito della facoltà di giurisprudenza

Il diritto internazionale dell’economia ha per oggetto l’evoluzione e l’attuale situazione dei rapporti economici internazionali nella loro forma giuridica: un diritto interstatuale, in primis, ma anche un diritto degli attori privati e delle organizzazioni internazionali. Il corso intende in primo luogo offrire una visione di insieme delle regole che disciplinano i rapporti economici transnazionali, nel quadro dei principi del diritto internazionale generale e in relazione agli istituti e alla prassi dei soggetti privati. In tal senso, si studia il percorso storico che ha caratterizzato la disciplina internazionale dei rapporti economici, dal primo periodo del liberalismo classico, alla breve - ma determinante - fase del protezionismo tra le due guerre, fino al periodo del neo-liberismo c.d. garantito e alla sua versione odierna della globalizzazione. Lo studio dei diversi periodi storici è svolto analizzando, per ciascun periodo, la prassi e gli istituti fondamentali in tema di commercio, investimenti e moneta.

Il corso si articola poi secondo una bipartizione fondamentale: commercio internazionale e investimenti esteri. Per entrambi questi settori del diritto internazionale dell'economia si analizzano tanto la disciplina normativa quando la prassi di soluzione delle controversie.

In ambito commerciale, il programma si occupa dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, il cui diritto, essenzialmente finalizzato alla liberalizzazione degli scambi internazionali, ormai accomuna più di 160 Stati, tra cui tutte le principali economie del globo. Dopo aver ripreso il tema dell'origine dell'OMC dal GATT '47, si analizzano l'insieme di accordi ad essa collegati e la sua struttura interna, secondo la classica tripartizione organica delle O.I. Il cuore dello studio del diritto internazionale del commercio attiene ai principali istituti giuridici, che trovano disciplina nell'accordo GATT come incluso nel 'sistema OMC: clausola della nazione favorita, trattamento nazionale, divieto di restrizioni quantitative, disciplina dei dazi doganali, regime delle sovvenzioni. Tutti questi istituti sono studiati attraverso la copiosa prassi dell'OMC, che ha contribuito a scolpirne i significati e i limiti. In tal senso, è studiato nel dettaglio il sistema 'quasi giurisdizionale' di soluzione delle controversie OMC, nell'ambito del quale si ha la prassi più significativa di interpretazione e applicazione delle regole sul commercio. Indicazioni generali sono anche date su altri temi del diritto GATT, quali la disciplina dell'agricoltura, delle integrazioni economiche regionali e dei paesi in via di sviluppo, e su altri accordi collegati, in particolare il GATS e il TRIPs. Chiude questa prima parte del corso lo studio dei casi giurisprudenziali che hanno visto in conflitto le norme sulla liberalizzazione degli scambi e la tutela dell'ambiente, oltre a cenni sui principali contratti commerciali internazionali.

La seconda macro-parte del programma attiene al diritto internazionale degli investimenti. Si tratta in primo luogo di realizzare un quadro complessivo delle variegate fonti pattizie in materia, dai quasi 3.000 trattati bilaterali che variamente prevedono obblighi degli Stati a tutela degli investimenti esteri, alle convenzioni che realizzano discipline regionali (Nord-America; Asia) o settoriali (energia), fino a strumenti volti a favorire la soluzione delle controversie, come la Convenzione ICSID del 1965. Si sottolinea fin da subito l'importanza della prassi dei tribunali arbitrali misti (investitore-Stato) e della tecnica c.d. della jurisprudence constante, per la progressiva uniformazione di quello che a prima vista rappresenta un vero e proprio patchwork normativo. Dopo un inquadramento della materia nel solco della tradizionale disciplina internazionale a tutela degli stranieri, l'analisi delle norme di diritto materiale muove dalla nozione di investitore straniero, sotto il duplice profilo del significato giuridico di investimento e della determinazione della nazionalità delle persone, in particolare delle società commerciali. Il cuore della trattazione ha ad oggetto i tre grandi istituti che caratterizzano il diritto internazionale degli investimenti, ossia la disciplina dell'espropriazione, e del quantum della compensation; il fair and equitable treatment; il principio di non discriminazione, nelle due classiche versioni della clausola della nazione più favorita e del trattamento nazionale. La trattazione di questa seconda macro-parte è conclusa, similmente alla prima, con la disanima di casi giurisprudenziali che hanno visto contrapposte la protezione degli investimenti esteri e la tutela dell'ambiente da parte dello Stato ospitante, mostrandosi l'attitudine dei tribunali arbitrali ad integrare valori non commerciali nell'interpretazione di norme in sé 'ristrette' alla tutela di interessi puramente proprietari e imprenditoriali.

A. Comba (a cura di), Neoliberismo internazionale e global economic governance. Sviluppi istituzionali e nuovi strumenti, 2° edizione Giappichelli 2013 

DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA (IUS/13)
INTERNATIONAL ENVIRONMENTAL LAW

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 30.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Anno di corso 4

Semestre Secondo Semestre (dal 26/02/2018 al 14/05/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

INTERNATIONAL ENVIRONMENTAL LAW (IUS/13)
DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 12.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 90.0 Ore Studio individuale: 210.0

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Anno di corso 2

Semestre Annualità Singola (dal 19/09/2016 al 26/05/2017)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

Per sostenere l'esame sono propedeutici i corsi di diritto costituzionale e diritto privato I. Per chi intenda seguire le lezioni senza avere ancora sostenuto l'esame di diritto costituzionale, si consiglia di avere già conoscenza di alcune nozioni quali: forme di stato e forme di governo; differenza tra costituzione formale e materiale; disciplina costituzionale dei diritti fondamentali della persona. Per chi intenda seguire le lezioni senza avere ancora sostenuto l'esame di diritto privato I, si consiglia di avere già contezza delle nozioni di base in tema di situazioni soggettive e disciplina del contratto in generale. Durante le lezioni, quando necessario, saranno comunque richiamate, per sommi capi, le suddette nozioni di diritto costituzionale e diritto privato.

Il corso ha per oggetto il diritto della Comunità internazionale, inteso come un vero e proprio ordinamento giuridico. I principali temi del diritto internazionale - i soggetti; la formazione delle norme e il rapporto tra esse; il contenuto delle norme internazionali, in special modo quelle consuetudinarie; la disciplina dell'uso della forza; i diritti umani; la responsabilità internazionale; la funzione giurisdizionale internazionale; l’applicazione delle norme internazionali nell’ordinamento dello Stato - saranno trattati confrontandosi sempre con le vicende e le questioni dell'attualità internazionale. Si tratteranno anche i fondamenti del diritto internazionale privato, quali le sue partizioni fondamentali, la giurisdizione, la legge applicabile, i criteri di collegamento.

Gli obiettivi del corso sono quelli di fornire agli studenti la conoscenza della struttura, della funzione e dei principali istituti tanto del diritto internazionale pubblico quanto del diritto internazionale privato, in modo da poter comprendere e rielaborare - con particolare riferimento al diritto internazionale pubblico - le questioni dell'attualità internazionale (conflitti internazionali, ruolo delle Nazioni Unite, tutela internazionale dei diritti umani, etc.).

Lezioni frontali di tipo tradizionale. Attività seminariali. Esercitazioni su parti del programma.

Esame orale

Gli appelli sono quelli reperibili regolarmente sul sito della facoltà.

Il corso ha per oggetto il diritto della Comunità internazionale, come essenzialmente costituita dagli Stati nazionali, formatisi a seguito della progressiva dissoluzione della struttura giuridica universalistica propria dell'esperienza giuridica medievale. Le prime lezioni hanno quindi lo scopo di spiegare le origini e i caratteri fondamentali del diritto internazionale, vero e proprio ordinamento giuridico della societasdegli Stati, e pur distinto strutturalmente dagli ordinamenti nazionali per la mancanza di un'autorità sovraordinata. Il principio della sovranità rappresenta quindi il punto di congiunzione, e nel contempo l'elemento critico, nel rapporto tra ordinamento internazionale e ordinamenti interni, mentre il principio di effettività costituisce l'architrave della stessa esperienza giuridica internazionale.

Chiariti questi temi fondamentali, che accompagnano l'intero arco del corso, è trattato il primo tema, schiettamente normativo, che direttamente si collega alla stessa idea di ordine giuridico internazionale, quello della soggettività internazionale. Soggettività degli Stati in primis,quali unici soggetti originari - o necessari - del diritto internazionale, e poi di altre entità che assumono soggettività in virtù della volontà degli Stati stessi, a partire dalle organizzazioni internazionali. Un cenno è qui fatto anche al controverso tema del significato della soggettività dell'individuo nel diritto internazionale, tema poi ripreso e articolato al momento di trattare la tutela dei diritti umani. Sempre nel quadro dello studio della soggettività, ma dando conto delle diverse ripercussioni in termini di diritti e obblighi degli stati - è poi discusso il principio di autodeterminazione dei popoli, che è alla base della (limitata) soggettività dei movimenti di liberazione nazionale e spesso conduce, quando effettivamente esercitato, alla formazione, per secessione, di nuovi Stati.

Il macro-tema delle c.d. fonti del diritto internazionale rappresenta il successivo sviluppo del programma. Si discute innanzitutto della consuetudine, architrave dell'intero ordinamento internazionale in quanto unica espressione di norme di diritto internazionale schiettamente generali. Essa va intesa come forma di diritto spontaneo, non riducibile quindi allo schema, tipico dei diritti interni, delle norme generali di produzione del diritto che prevedono una fattispecie al verificarsi della quale le singole norme hanno origine. Data questa premessa, è possibile comprendere criticamente la teoria dei c.d. due elementi della consuetudine - diuturnitas(o usus) e opinio juris - i quali, da fatto-fonte delle consuetudini, sono stati dalla migliore dottrina correttamente ri(con)dotti al tema dell'accertamento della concreta esistenza di una norma consuetudinaria, accertamento da condurre comunque considerando l'interezza e complessità della prassi degli Stati e anche il ruolo dei principi generali preesistenti. Connesso alla questione dell'accertamento della consuetudine è poi il tema della codificazione del diritto internazionale, con il ruolo oggi centrale della Commissione di diritto internazionale. Successivamente è sviluppato il tema dei trattati internazionali e della loro disciplina, dettata essenzialmente da norme consuetudinarie come codificate dalla Convenzione di Vienna del 1969, che regolano la formazione, l'interpretazione, la validità, l'efficacia, l'estinzione degli stessi. Si discute infine del controverso rapporto tra norme consuetudinarie e pattizie, sia su un piano generale, sia soprattutto in caso di conflitto. Parità delle fonti e principio di specialità regolano questo importante tema, dove però si è progressivamente sviluppata la categoria delle norme consuetudinarie inderogabili in via pattizia (ius cogens).Il quadro delle 'fonti' di diritto internazionale si completa con la controversa categoria dei principi generali di diritto.

Chiusa questa prima parte, il programma del corso investe principali istituti di diritto 'materiale'. Il primo grande tema trattato è quello della disciplina dell'uso della forza da parte degli Stati, in primis nelle reciproche relazioni, secondo i due poli concettuali della forza come aggressione e della forza come sanzione. Il primo polo si traduce nell'attuale disciplina del c.d. ius ad bellum e del divieto assoluto previsto dall'art. 2.4 della Carta Onu (con la eccezione 'conforme' (secundum tenorem rationis) della legittima difesa), disciplina appartenente al nucleo di ius cogens. Il secondo polo, superata la possibilità di un'autotutela dello Stato implicante l'uso della forza, riguarda il ruolo e i poteri, anche coercitivi, che la Carta Onu attribuisce al Consiglio di Sicurezza, secondo le previsioni del suo Cap. VII. In questo ambito, si dà nella trattazione ampio spazio alla prassi internazionale, e in particolare a quella verificatasi a partire dalla fine del mondo bipolare, dalla guerra in Irak del 1991 fino alle recenti vicende della Libia e della Siria, passando per le guerre in Kosovo (1999), in Afghanistan (2002) e, di nuovo (ma con 'titoli' diversi), in Irak (2003).

Il secondo macro-tema di diritto 'materiale' esaminato è quello dei diversi limiti che il diritto internazionale pone alla sovranità 'interna' dello Stato, alla sua domestic jurisdiction. I primi istituti giuridici che si discutono affondano le radici nel diritto internazionale classico, che tendeva a limitare la sovranità territoriale dello Stato solo in ragione di proiezioni esterne di sfere di sovranità altrui. Si tratterà quindi dei temi della tutela degli stranieri, che ha peraltro subito una rilevante evoluzione recente, della garanzia di immunità al personale diplomatico e del trattamento 'interno' degli Stati stranieri. In questo ambito si collocano le connessioni più strette, con elementi di sovrapposizione, tra diritto internazionale (pubblico) e diritto internazionale privato. Successivamente, si discutono gli argomenti più caratteristici del diritto internazionale contemporaneo, secondo il cambio di paradigma rispetto ai limiti alla domestic jurisdiction avutosi a seguito della seconda guerra mondiale. Si tratta innanzitutto del grande tema della tutela internazionale dei diritti umani (human rights law), che è esaminato nel corso tanto nei suoi profili generali, essenzialmente nel quadro dell'ONU, quanto nella sua dimensione regionale, con particolare attenzione alla esperienza giuridica della CEDU. Direttamente connesso al tema dei diritti umani è il c.d. diritto internazionale penale, costituito da norme interstatali che prevedono fattispecie incriminatrici di condotte individuali e norme processuali volte a perseguirle. Si daranno infine delle indicazioni, necessariamente sintetiche, ad altri temi tipici del diritto internazionale odierno - di fonte essenzialmente pattizia - quali il diritto internazionale dell'ambiente e il diritto internazionale dell'economia.

Una trattazione autonoma avrà infine, a chiusura della disamina delle norme 'materiali' di diritto internazionale, il tema del diritto del mare. Oggetto da sempre di una disciplina internazionale, essenzialmente incentrata su principi di reciproca libertà, questo ambito del diritto internazionale ha avuto, nella seconda metà del secolo scorso, un imponente sviluppo di disciplina, connesso alla maggiore interdipendenza della societas internazionale. Si analizzano quindi, in particolare, gli istituti previsti dalla Convenzione di Montego Bay del 1982 - mare territoriale, zona contigua, piattaforma continentale, zona economica esclusiva, mare internazionale - che in larga misura rappresentano ormai norme di diritto generale. Cenni saranno dati anche alla disciplina della pirateria.

L'ultima fase del corso si occupa delle norme c.d. secondarie (secondo la nota teoria hartiana) di diritto internazionale, volte a garantire il rispetto e l'esecuzione dei diritti e degli obblighi degli Stati previsti dalle norme materiali (o primarie). Così, si discuterà in primo luogo del tema cruciale della responsabilità internazionale degli Stati, disciplinata esclusivamente - salvo i regimi speciali - da norme consuetudinarie, da sempre discusse nella loro portata ed estensione, ma oggetto di una pluridecennale opera di codificazione decisiva da parte della Commissione di diritto internazionale, culminata infine nel Progetto di articoli del 2001. Seguendo la falsariga del Progetto (dai più ritenuto rispecchiare, nelle sue parti fondamentali, il diritto generale), si discute della imputabilità allo Stato di condotte umane (c.d. elemento soggettivo della responsabilità), anche di soggetti non tecnicamente organi dello Stato; poi della nozione in senso stretto di illecito internazionale (c.d elemento oggettivo), con la disamina anche delle varie figure di esimenti (stato di necessità, forza maggiore, etc.), come delineate dal Progetto e come effettivamente riscontrabili nella prassi degli Stati. Quindi si analizza il tema delle conseguenze del fatto illecito internazionale, sub specie di obblighi secondari, a partire da quelli di riparazione; infine, si tratta del dibattuto tema dell'attuazione (o enforcement) della responsabilità, con particolare attenzione alla categoria degli obblighi erga omnes.

L'altro raggruppamento di norme secondarie analizzate sono quelle che riguardano la disciplina della soluzione pacifica delle controversie tra Stati. La trattazione segue la distinzione tradizionale tra procedimenti diplomatici di soluzione delle controversie (buoni uffici, mediazione, conciliazione, etc.), incentrati sul raggiungimento di un accordo tra le parti, e procedimenti giurisdizionali di soluzione delle controversie, basati sulle decisioni vincolanti di soggetti terzi scelti dalle parti, secondo l'istituto, tipico nell'ordinamento internazionale, dell'arbitrato. Si analizzano quindi i diversi modelli di soluzione giurisdizionale delle controversie offerti dal diritto internazionale oggi, e in particolare le competenze e la struttura della Corte Internazionale di Giustizia, organo delle Nazioni Unite. Lato sensu riconducibile al macro-tema delle norme secondarie è anche la questione dell'adattamento del diritto interno al diritto internazionale, che rappresenta oggi la principale forma di adempimento degli obblighi internazionali da parte degli Stati, che è analizzato seguendo la distinzione tra adattamento al diritto consuetudinario e a quello pattizio, con particolare attenzione alla disciplina prevista nel diritto italiano, a partire dagli artt. 10 e 80 della Costituzione.

Infine, il tema del diritto internazionale privato è discusso in termini generali, fin dall'inizio del corso, nel suo rapporto dialettico con il diritto internazionale (pubblico), a partire dalla nozione di domestic jurisdiction e dalla grande questione della delimitazione delle sfere di potere sovrano degli stati nell'esercizio di prerogative che coinvolgano soggetti stranieri. Parimenti, va compresa l'interazione tra fonti internazionali, fonti comunitarie e fonti interne di diritto internazionale privato. Sono poi oggetto del programma di studio macro-temi specifici di diritto internazionale privato, quali quello della disciplina della giurisdizione dei giudici interni, del diritto applicabile nelle controversie con elementi di estraneità, del riconoscimento ed esecuzione delle sentenze straniere.

B. Conforti   Diritto internazionale, Editoriale Scientifica

F. Mosconi - C. Campiglio   Diritto internazionale privato e processuale, Vol. I, UTET

S. De Bellis   Studi sui diritti umani, Cacucci

DIRITTO INTERNAZIONALE (IUS/13)
DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0 Ore Studio individuale: 140.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Anno di corso 3

Semestre Primo Semestre (dal 19/09/2016 al 09/12/2016)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Propedeucità di diritto internazionale. Durante le lezioni saranno comunque richiamate di volta in volta le nozioni base di diritto internazionale necessarie per la corretta comprensione degli argomenti trattati, così da permettere la frequenza anche a studenti che ancora non hanno sostenuto l'esame di diritto internazionale.

Il diritto internazionale dell’economia ha per oggetto l’evoluzione e l’attuale situazione dei rapporti economici internazionali nella loro forma giuridica: un diritto interstatuale, in primis, ma anche un diritto degli attori privati e delle organizzazioni internazionali. Il corso intende offrire una visione di insieme delle regole che disciplinano i rapporti economici transnazionali, nel quadro dei principi del diritto internazionale generale e in relazione agli istituti e alla prassi dei soggetti privati. In particolare, saranno studiati gli strumenti e i principi basilari che disciplinano il commercio internazionale e gli investimenti esteri. Il corso si sviluppa quindi, secondo una bipartizione fondamentale: lo studio del diritto internazionale del commercio, muovendo dall’Accordo GATT ’47 fino all’attuale quadro normativo previsto dagli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio; l’analisi del diritto internazionale degli investimenti, trattandone gli istituti principali e mostrando il ruolo centrale dei tribunali arbitrali misti, che svolgono una funzione unificante del frammentatissimo insieme di fonti pattizie. Un tema trasversale è quello della tutela dei valori non commerciali nell'applicazione del diritto internazionale dell'economia, tanto nel contesto OMC quanto in quello degli investimenti.

L'obiettivo è di offrire agli studenti la conoscenza delle regole e dei sub-sistemi giuridici di diritto internazionale in ambito economico, e di stimolare la comprensione critica della materia, in particolare quando le regole discusse si applicano a casi che coinvolgono la tutela di valori non commerciali, come la tutela dell'ambiente e della salute umana.

Le lezioni sono frontali. Si cerca il costante coinvolgimento dei partecipanti tramite domande mirate e sollecitazione di commenti. Sono previste discussioni comuni di giurisprudenza significativa in materia, anche con previa distribuzione di materiale didattico e scientifico. Si prevede di realizzare una visita a Ginevra dell'OMC durante la quale approfindire i temi studiati.

Prova orale

Come da calendario pubblicato sul sito della facoltà di giurisprudenza

Il diritto internazionale dell’economia ha per oggetto l’evoluzione e l’attuale situazione dei rapporti economici internazionali nella loro forma giuridica: un diritto interstatuale, in primis, ma anche un diritto degli attori privati e delle organizzazioni internazionali. Il corso intende in primo luogo offrire una visione di insieme delle regole che disciplinano i rapporti economici transnazionali, nel quadro dei principi del diritto internazionale generale e in relazione agli istituti e alla prassi dei soggetti privati. In tal senso, si studia il percorso storico che ha caratterizzato la disciplina internazionale dei rapporti economici, dal primo periodo del liberalismo classico, alla breve - ma determinante - fase del protezionismo tra le due guerre, fino al periodo del neo-liberismo c.d. garantito e alla sua versione odierna della globalizzazione. Lo studio dei diversi periodi storici è svolto analizzando, per ciascun periodo, la prassi e gli istituti fondamentali in tema di commercio, investimenti e moneta.

Il corso si articola poi secondo una bipartizione fondamentale: commercio internazionale e investimenti esteri. Per entrambi questi settori del diritto internazionale dell'economia si analizzano tanto la disciplina normativa quando la prassi di soluzione delle controversie.

In ambito commerciale, il programma si occupa dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, il cui diritto, essenzialmente finalizzato alla liberalizzazione degli scambi internazionali, ormai accomuna più di 160 Stati, tra cui tutte le principali economie del globo. Dopo aver ripreso il tema dell'origine dell'OMC dal GATT '47, si analizzano l'insieme di accordi ad essa collegati e la sua struttura interna, secondo la classica tripartizione organica delle O.I. Il cuore dello studio del diritto internazionale del commercio attiene ai principali istituti giuridici, che trovano disciplina nell'accordo GATT come incluso nel 'sistema OMC: clausola della nazione favorita, trattamento nazionale, divieto di restrizioni quantitative, disciplina dei dazi doganali, regime delle sovvenzioni. Tutti questi istituti sono studiati attraverso la copiosa prassi dell'OMC, che ha contribuito a scolpirne i significati e i limiti. In tal senso, è studiato nel dettaglio il sistema 'quasi giurisdizionale' di soluzione delle controversie OMC, nell'ambito del quale si ha la prassi più significativa di interpretazione e applicazione delle regole sul commercio. Indicazioni generali sono anche date su altri temi del diritto GATT, quali la disciplina dell'agricoltura, delle integrazioni economiche regionali e dei paesi in via di sviluppo, e su altri accordi collegati, in particolare il GATS e il TRIPs. Chiude questa prima parte del corso lo studio dei casi giurisprudenziali che hanno visto in conflitto le norme sulla liberalizzazione degli scambi e la tutela dell'ambiente, oltre a cenni sui principali contratti commerciali internazionali.

La seconda macro-parte del programma attiene al diritto internazionale degli investimenti. Si tratta in primo luogo di realizzare un quadro complessivo delle variegate fonti pattizie in materia, dai quasi 3.000 trattati bilaterali che variamente prevedono obblighi degli Stati a tutela degli investimenti esteri, alle convenzioni che realizzano discipline regionali (Nord-America; Asia) o settoriali (energia), fino a strumenti volti a favorire la soluzione delle controversie, come la Convenzione ICSID del 1965. Si sottolinea fin da subito l'importanza della prassi dei tribunali arbitrali misti (investitore-Stato) e della tecnica c.d. della jurisprudence constante, per la progressiva uniformazione di quello che a prima vista rappresenta un vero e proprio patchwork normativo. Dopo un inquadramento della materia nel solco della tradizionale disciplina internazionale a tutela degli stranieri, l'analisi delle norme di diritto materiale muove dalla nozione di investitore straniero, sotto il duplice profilo del significato giuridico di investimento e della determinazione della nazionalità delle persone, in particolare delle società commerciali. Il cuore della trattazione ha ad oggetto i tre grandi istituti che caratterizzano il diritto internazionale degli investimenti, ossia la disciplina dell'espropriazione, e del quantum della compensation; il fair and equitable treatment; il principio di non discriminazione, nelle due classiche versioni della clausola della nazione più favorita e del trattamento nazionale. La trattazione di questa seconda macro-parte è conclusa, similmente alla prima, con la disanima di casi giurisprudenziali che hanno visto contrapposte la protezione degli investimenti esteri e la tutela dell'ambiente da parte dello Stato ospitante, mostrandosi l'attitudine dei tribunali arbitrali ad integrare valori non commerciali nell'interpretazione di norme in sé 'ristrette' alla tutela di interessi puramente proprietari e imprenditoriali.

A. Comba (a cura di), Neoliberismo internazionale e global economic governance. Sviluppi istituzionali e nuovi strumenti, 2° edizione Giappichelli 2013  

S. Di Benedetto, International Investment Law and the Environment, Edward Elgar 2013 (facoltativo)

DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA (IUS/13)
INTERNATIONAL ENVIRONMENTAL LAW

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 30.0 Ore Studio individuale: 70.0

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Anno di corso 4

Semestre Secondo Semestre (dal 20/02/2017 al 26/05/2017)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

INTERNATIONAL ENVIRONMENTAL LAW (IUS/13)
DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare

Crediti 12.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 90.0 Ore Studio individuale: 210.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Anno di corso 2

Semestre Annualità Singola (dal 21/09/2015 al 20/05/2016)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Per sostenere l'esame sono propedeutici i corsi di diritto costituzionale e diritto privato I. Per chi intenda seguire le lezioni senza avere ancora sostenuto l'esame di diritto costituzionale, si consiglia di avere già conoscenza di alcune nozioni quali: forme di stato e forme di governo; differenza tra costituzione formale e materiale; disciplina costituzionale dei diritti fondamentai della persona. Per chi intenda seguire le lezioni senza avere ancora sostenuto l'esame di diritto privato I, si consiglia di avere già contezza delle nozioni di base in tema di situazioni soggettive, diritti reali, disciplina del contratto in generale, responsabilità civile. Durante le lezioni, quando necessario, saranno comunque richiamate, in premessa e per sommi capi, le suddette nozioni di diritto costituzionale e diritto privato.

Il corso è articolato in due parti principali, dedicate rispettivamente al diritto internazionale e al diritto internazionale privato e processuale, e poi ad un approfondimento su diritti umani.

La prima parte, che avrà una durata maggiore della seconda per la vastità e complessità dei temi, ha per oggetto il diritto della Comunità internazionale: i soggetti; la formazione delle norme; il contenuto delle norme internazionali, in special modo quelle consuetudinarie; l’applicazione delle norme internazionali nell’ordinamento dello Stato; la responsabilità internazionale; la funzione giurisdizionale internazionale.

La seconda parte verte sui seguenti argomenti: concetto, oggetto e funzione del diritto internazionale privato; partizioni fondamentali della disciplina: individuazione della legge applicabile; determinazione dell’àmbito della giurisdizione; riconoscimento ed esecuzione di sentenze straniere.

Gli obiettivi del corso sono quelli di fornire agli studenti la conoscenza della struttura, della funzione e dei principali istituti tanto del diritto internazionale pubblico quanto del diritto internazionale privato, in modo da poter comprendere e rielaborare - con particolare riferimento al diritto internazionale pubblico - le questioni dell'attualità internazionale (conflitti armati, ruolo delle Nazioni Unite, tutela internazionale dei diritti umani, etc.).

Lezioni frontali di tipo tradizionale. Si prevedono anche attività seminariali. Verrà poi svolta un'esercitazione sul programma svolto nel primo semestre.

Esame orale

Gli appelli sono quelli reperibili regolarmente sul sito della facoltà.

B. Conforti   Diritto internazionale, Editoriale Scientifica

F. Mosconi - C. Campiglio   Diritto internazionale privato e processuale, UTET

S. De Bellis   Studi sui diritti umani, Cacucci

Di tutti i testi è richiesto di procurarsi l'ultima edizione.

DIRITTO INTERNAZIONALE
DIRITTO INTERNAZIONALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 12.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 90.0 Ore Studio individuale: 210.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Anno di corso 2

Semestre Annualità Singola (dal 21/09/2015 al 20/05/2016)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO INTERNAZIONALE (IUS/13)
DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/13

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0 Ore Studio individuale: 140.0

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Anno di corso 3

Semestre Primo Semestre (dal 21/09/2015 al 04/12/2015)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

Propedeucità di diritto internazionale. Durante le lezioni saranno comunque richiamate di volta in volta le nozioni base di diritto internazionale necessarie per la corretta comprensione degli argomenti trattati, così da permettere la frequenza anche a studenti che ancora non hanno sostenuto l'esame di diritto internazionale.

Il diritto internazionale dell’economia ha per oggetto l’evoluzione e l’attuale situazione dei rapporti economici internazionali nella loro forma giuridica: un diritto interstatale, in primis, ma anche un diritto degli attori privati e delle organizzazioni internazionali. Il corso quest'anno tratta in particolare il diritto internazionale degli investimenti, analizzandone gli istituti principali e mostrando i momenti di conflitto tra le norme a tutela degli investitori e le prerogative sovrane di tutela di interessi fondamentali. Una particolare attenzione è dedicata alle decisioni dei tribunali arbitrali, che svolgono una funzione unificante del frammentatissimo insieme di fonti pattizie in materia di investimenti e che spesso si trovano proprio a dover dirimere hard casesche coinvolgono questioni di tutela di valori fondamentali.

L'obiettivo è di fornire agli studenti le nozioni base delle regole e sub-sistemi giuridici di diritto internazionale in ambito economico, e di stimolare la comprensione critica della materia, in particolare del diritto internazionale degli investimenti, quando le regole discusse si applicano a casi che coinvolgono la tutela di valori non commerciali.

Le lezioni sono frontali. Si cerca il costante coinvolgimento dei partecipanti tramite domande mirate e sollecitazione di commenti. Sono previste discussioni comuni di giurisprudenza significativa in materia, anche con previa distribuzione di materiale didattico e scientifico. Si prevede di realizzare una visita a Ginevra dell'OMC durante la quale approfindire i temi studiati.

Prova orale

Come da calendario pubblicato sul sito della facoltà di giurisprudenza

A. Comba (a cura di), Neoliberismo internazionale e global economic governance. Sviluppi istituzionali e nuovi strumenti, 2° edizione Giappichelli 2013  

S. Di Benedetto, International Investment Law and the Environment, Edward Elgar 2013 (facoltativo)

DIRITTO INTERNAZIONALE DELL'ECONOMIA (IUS/13)

Pubblicazioni

Saverio Di Benedetto (a cura di) (2012). Studi di diritto internazionale dell'economia . Scritti Di Maria Chiara Malaguti, Susanna Cafaro, Saverio Di Benedetto, Liboria Maggio, Silvia Solidoro. Roma:Aracne editrice S.r.l., ISBN: 9788854855410

Saverio Di Benedetto (2012). Integrating Non-Economic Concerns in International Law on Foreign
Investments. Towards an exception model? . In: Saverio Di Benedetto. Studi di diritto internazionale
dell'economia. p. 233-282, Roma:Aracne editrice S.r.l., ISBN: 9788854855410
2012 - Contributo in volume (Capitolo o Saggio) [allegato ©]
Saverio Di Benedetto (2012). Forme di responsabilità giuridica internazionale dell'impresa. In: Saverio
Di Benedetto. Studi di diritto internazionale dell'economia. p. 181-205, Roma:Aracne editrice S.r.l.,
ISBN: 9788854855410
2012 - Contributo in volume (Capitolo o Saggio) [allegato ©]
Saverio Di Benedetto (2012). Prime riflessioni sui profili giuridici e istituzionali dell'UPM. In: Saverio Di
Benedetto. Studi di diritto internazionale dell'economia. p. 159-178, Roma:Aracne editrice S.r.l.,
ISBN: 9788854855410
2012 - Prefazione/Postfazione [allegato ©]
Saverio Di Benedetto (2012). Introduzione. Un percorso di ricerca comune. In: Saverio Di Benedetto.
Studi di diritto internazionale dell'economia. p. 9-14, Roma:Aracne editrice S.r.l., ISBN:
9788854855410
2011 - Contributo in volume (Capitolo o Saggio) [allegato ©]
S. DI BENEDETTO (2011). Le rôle des tribunaux CIRDI au regard de la mise en uvre de la protection
de l'environnement. In: SANDRINE MALJEAN DUBOIS; LAVANJA RAJAMANI. La mise en uvre du droit
de l'environnement. p. 537-578, THE HAGUE:Hague Academy of International Law, ISBN:
9789004208926
2010 - Contributo in Atti di convegno [allegato ©]
S. Di Benedetto (2010). Il rapporto tra diritto internazionale degli investimenti e tutela dell'ambiente
nel quadro dell'arbitrato internazionale misto:l'esperienza dei tribunali Uncitral.. In: A. Oddenino, E.
Ruozzi, A. Viterbo, F. Costamagna, L. Mola, L. Poli. La funzione giurisdizionale nell'ordinamento
internazionale e nell'ordinamento comunitario. Atti dell'incontro di studio tra giovani cultori delle
materie internazionalistiche. Torino, 9 e 10 ottobre 2009, p. 175-194, Napoli:Edizioni scientifiche
italiane (ESI), ISBN: 9788849519600
2010 - Contributo in Atti di convegno [allegato ©]
S. DI BENEDETTO (2010). The Standards of Compensation for Foreign Investment Expropriations in
International Law: Internalizing Environmental Costs?. In: Hélène Ruiz Fabri, Rüdiger Wolfrum and
Jana Gogolin. Select Proceedings of the European Society of International Law. Max Planck Institute -
Heidelberg, 4 - 6 settembre

Temi di ricerca

Diritto internazionale generale
Frammentazione delle fonti, indeterminatezza e principi giuridici.

Diritto internazionale dell'ambiente
Principio di precauzione e ruolo dell'incertezza scientifica. Sovranità dello Stato e tutela degli ecosistemi. Non-compliance mechanisms negli MEAs. Diritto ed agroecologia

Diritto internazionale dell'economia
Diritto Internazionale degli Investimenti: frammentazione e unità del DII; integrazione di valori non-commerciali; metodi interpretativi; partecipazione dei terzi al procedimento arbitrale e ruolo degli 'amici curiae'; obblighi dell'investitore e counterclaims; eccezioni generali; regulatory takings.
Diritto internazionale del commercio e diritto del'OMC: integrazione di valori non commerciali; rilevanza di situazioni di incertezza scientifica nell'accordo SPS; giurisprudenza sulle eccezioni generali.
Diritto internazionale dei rapporti finanziari e monetari: clausole di condizionalità, tutela di valori fondamentali e democraticità; trasparenza e strumenti finanziari.

Organizzazioni internazionali
Organizzazione Mondiale del Commercio: rapporto con le organizzazioni regionali di sviluppo economico ; riforma dei processi decisionali e rapporti con le altre organizzazioni internazionali.
Fondo Monetario Internazionale: prospettive di riforma tra legittimità ed efficienza; la sorveglianza del Fondo ex Art. IV.
Unione per il Mediterraneo: natura e ruolo; creazione di un'area euromediterranea di libero scambio.
G8 e G20 tra soft law e deficit democratico.

Risorse correlate

Documenti