Rossano, Ivan ADORNO

Rossano, Ivan ADORNO

Professore I Fascia (Ordinario/Straordinario)

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16: DIRITTO PROCESSUALE PENALE.

Dipartimento di Scienze Umane e Sociali

Centro Ecotekne Pal. R1 - Via per Arnesano - MONTERONI DI LECCE (LE)

Studio docente, Piano 1°

Telefono +39 0832 29 8498

Delegato del Rettore alle Risorse Umane

Area di competenza:

Procedura penale - SSD: IUS/16 (Diritto processuale penale).

Diritto dell'esecuzione penale - SSD: IUS/16 (Diritto processuale penale).

Orario di ricevimento

mercoledì dalle ore 11.00 (in presenza, presso lo studio del Docente, e "a distanza", tramite la piattaforma Teams)

Recapiti aggiuntivi

Studium 2000 - edificio 5 - Via di Valesio, 24 - LECCE (LE)

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Curriculum Vitae

Rossano Ivan Adorno si è laureato nel 1991 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari con il voto di 110/100 e lode, con tesi in Procedura penale (Relatore Prof. Vincenzo Perchinunno).

Nel 2000 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Procedura penale presso l’Università degli Studi di Bologna (Coordinatore Prof. Giulio Illuminati).

Nel 2001 è stato nominato Ricercatore Universitario afferente al SSD IUS/16 (Diritto processuale penale) presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Lecce.

Nel 2005, dopo aver ottenuto la conferma nel ruolo di Ricercatore Universitario, è stato nominato Professore Associato per il SSD IUS/16 "Diritto processuale penale" presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Lecce.

Nel 2009 è stato nominato Professore Associato confermato afferente al SSD IUS/16 "Diritto processuale penale" presso  la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università del Salento.

Nel 2021 è stato nominato Professore di I fascia (Ordinario) per il SSD IUS/16 "Diritto processuale penale", SC 12/G2 "Diritto processuale penale" presso l'Università del Salento.

Afferisce al Dipartimento di Storia, Società e Studi sull'Uomo dell'Università del Salento.

 

Dall’a.a. 2001-2002 insegna Procedura Penale, Diritto  Processuale Penale e Diritto dell’Esecuzione penale presso la Facoltà di Giurisprudenza (oggi, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche) dell’Università del Salento.

Dall’a.a. 2002-2003 all'a.a. 2013-2014 è stato Docente di Diritto processuale penale presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università del Salento.

Nell’a.a. 2017-2018 è stato Docente presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell'Università "Magna Graecia" di Catanzaro, tenendo un modulo di 8 ore dell'Insegnamento di Diritto processuale penale nel I anno di corso.

Ha tenuto seminari di approfondimento su temi di Procedura penale presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro.

Nell’a.a. 2006-2007 ha tenuto una lezione di Diritto processuale penale, sul tema “Conclusione delle indagini preliminari. Contrasti fra uffici del Pubblico Ministero” nell’ambito del Master di Primo livello in “Sicurezza Pubblica”, organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università LUM Jean Monnet di Casamassima (BA).

Nell’anno 2007 gli è stato conferito un incarico di docenza per l’insegnamento di Diritto processuale penale nell’ambito del Master di primo livello in “Criminologia Clinica e Psicopatologia Forense”, istituito presso il Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche dell’Università degli Studi del Salento. Nell’anno 2008 gli è stato conferito un incarico di docenza nell’ambito del Master di primo livello in “Criminologia Clinica e Psicopatologia Forense”, istituito presso il Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche dell’Università del Salento.

Nell’anno 2012 gli è stato conferito un incarico di docenza per il modulo “Obbligo del segreto professionale e di denuncia” nell’ambito del Master di secondo livello in “La vittima e l’intervento psicopedagogico, sociale, giuridico più appropriato”, istituito presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Salento (a.a. 2010-2011).

Nell’anno 2017 ha tenuto una lezione sul tema “Processo penale e pubblica Amministrazione” nell’ambito del Master di Primo livello in “Principi e regole dell’Amministrazione Pubblica”, istituito presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento (a.a. 2016-2017).

Nell’anno 2018 ha tenuto una lezione sul tema “Amministrazione e processo penale” nell’ambito del Master di Primo livello in “Principi e regole dell’Amministrazione Pubblica”, istituito presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento (a.a. 2017-2018).

Nell’anno 2018 gli è stato conferito un incarico di docenza per l’insegnamento “Scienze forensi e processo penale: il procedimento probatorio, perizia e consulenza tecnica, prelievo di campioni biologici e accertamenti medici coattivi, l’incidente probatorio” nell’ambito del Master di primo livello in “Criminologia: esperto in Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Sociologiche”, istituito presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento (a.a. 2017-2018).

 

Partecipa al Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) 2017 (cod. 20179CL5C5_004 – settore ERC SH6 – Linea C - Durata: 36 mesi - Decorrenza: 13.01.2020), dal titolo “Visioni criminali dall’antico: crimini e pene nello specchio della letteratura tra esperienze e deformazioni”, coordinato dalla Prof.ssa Carla Masi, Ordinario nell’Università di Napoli “Federico II”.

Ha partecipato al Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) 2007 (Prot.: 200757ZPRW_001, Area: 12, Durata: 24 mesi, Decorrenza: 22.09.2008), dal titolo “L’approvvigionamento di tracce e cose pertinenti al reato nel territorio europeo”, coordinato dal Prof. Adolfo Scalfati, Ordinario nell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

 

Nel 2004 è stato coordinatore scientifico di due progetti di ricerca su “I termini di durata massima delle misure cautelari personali (artt. 297, 303-308 c.p.p.)” e su “La motivazione dei provvedimenti giurisdizionali incidentali e il suo controllo in Cassazione”, svolti presso il Dipartimento di Studi Giuridici dell’Università degli Studi di Lecce, rispettivamente,  dalla Dr. M. Longo e dalla Dr. V. Campilongo. 

Nel 2008 è stato coordinatore scientifico per l’Italia del progetto di ricerca dal titolo “Il juicio rapido spagnolo: un antidoto alle lungaggini processuali anche in Italia?”, svolto dalla Dott.ssa Flavia Albano presso la Facultat de Ciències Jurìdiques - Universitat Rovira i Virgili di Tarragona (Spagna). Referente per la Spagna: Prof. Alfonso Gonzalez Bondia, Area de Dret Internacional Public i Relacions Internacionals. Progetto finanziato nell’ambito del POR PUGLIA 2000-2006. COMPLEMENTO DI PROGRAMMAZIONE – ASSE III - MISURA 3.12 -OPERAZIONE C.1.

Ha coordinato e coordina un gruppo di studiosi del Diritto processuale penale e del Diritto penitenziario composto da borsisti, dottorandi di ricerca/dottori di ricerca, assegnisti di ricerca e ricercatori, svolgendo attività di supervisione, in qualità di tutor/referente scientifico/relatore.

Collabora, insieme al gruppo di studiosi di Procedura penale che coordina, con le più autorevoli Riviste giuridiche nazionali del settore. 

 

Ha partecipato a varie commissioni di concorso per ricercatore, per l’accesso a corsi di dottorato di ricerca, per l’attribuzione di assegni di ricerca e borse post lauream, per l’esame finale del dottorato di ricerca e per il giudizio di conferma in ruolo dei professori associati per il settore scientifico-disciplinare IUS/16 (Diritto processuale penale).

 

È stato Valutatore/Revisore di prodotti della ricerca nell’ambito della VQR 2004-2010, della VQR 2011-2014 e della VQR 2015-2019 condotte dall’ANVUR.

È stato Valutatore/Revisore di Progetti, anche in qualità di Rapporteur, per conto del M.I.U.R., nell’ambito del bando “PRIN 2015”.

Nel 2021 è stato Referee  di un progetto di ricerca presentato in risposta al Bando dell’Università di Foggia (Albo Ufficiale di Ateneo 2440/2020 - prot. n. 50513- I/7 del 29.12.2020) relativo al finanziamento dei progetti di ricerca a valere sul Fondo per i Progetti di Ricerca di Ateneo - anno 2020.

Nel 2020 è stato Valutatore/Referee di una tesi di dottorato, ai fini dell'ammissione della candidata all'esame finale per il XXXIII ciclo del Dottorato di ricerca in “Scienze Giuridiche” - Università di Siena-Università di Foggia.

 

È stato componente del Comitato dei revisori della Rivista “Il Foro Italiano”, con la quale collabora.

Dal 2006 al 2009 sono stato componente del Comitato direttivo della Rivista “Le Corti Pugliesi”.

È componente del Comitato editoriale della Collana “Procedura penale”, Giappichelli.

È componente del Comitato scientifico della Rivista "Responsabilità d'impresa e antiriciclaggio", Ipsoa.

 

È Componente del Collegio dei Docenti dei seguenti Dottorati di Ricerca:

- Diritti e sostenibilità”, Università del Salento;

- “Diritto dei beni privati, pubblici e comuni. Tradizione e innovazione nei modelli di appartenenza e fruizione”, Università del Salento.

 

È stato Componente del Collegio dei Docenti dei seguenti Dottorati di Ricerca:

- “Forme dell’evoluzione del diritto”, Università del Salento;

- “Scienze Giuridiche”, Università del Salento.

 

È socio ordinario dell'Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale “Gian Domenico Pisapia”.

 

È Delegato del Rettore alle Risorse Umane.

È Componente del “Gruppo di lavoro per il supporto al Direttore Generale nell’attività di riorganizzazione della struttura amministrativa” dell’Università del Salento.

Dal 29.12.2014 al 31.10.2019 è stato Prorettore per l’Area Giuridico-Economica, con Delega al Personale, dell’Università del Salento.

È stato Componente del Consiglio Direttivo e Vice-Direttore della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università del Salento.

È stato Coordinatore (e già componente) della Commissione didattica paritetica del Consiglio didattico in Giurisprudenza e della Facoltà di Giurisprudenza eell’Università del Salento.

È stato Vice-Presidente del Consiglio didattico in Giurisprudenza dell’Università del Salento.

È stato Componente della Giunta del Dipartimento di Studi Giuridici dell’Università del Salento.

È stato Presidente della Commissione per la convalida degli esami (in caso di passaggi da diverso indirizzo della laurea triennale in Scienze giuridiche o della laurea Magistrale in Giurisprudenza, passaggi dal Corso di laurea in Scienze dei Servizi giuridici, trasferimenti da altri corsi di laurea o seconde lauree).

È stato delegato della Facoltà di Giurisprudenza per i rapporti con l’Area studenti dell’Università degli Studi di Lecce per la redazione delle tabelle relative all’offerta formativa annuale.

Ha partecipato, con un ruolo di supporto tecnico-giuridico: a) alla consultazione condotta dal Rettore presso i Dipartimenti dell'Università del Salento in vista della revisione dello Statuto, redigendo la relazione finale sulle principali criticità segnalate e proposte di modifica avanzate; b) ai lavori della Commissione composta dai Direttori di Dipartimento e coordinata dal Rettore, istituita dal Senato Accademico nella seduta del 21.07.2015 con il compito di elaborare una proposta di revisione dello Statuto alla luce della consultazione svolta all'interno dei Dipartimenti, redigendo la relazione finale di accompagnamento della proposta di revisione; c) alle sedute del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione in cui si è discusso delle proposte di revisione dello Statuto avanzate dai soggetti legittimati. Il procedimento di revisione dello Statuto, dopo il parere favorevole espresso dal Consiglio di Amministrazione (deliberazione n. 101 del 10.04.2017), l’approvazione della proposta da parte del Senato Accademico (delibera n. 133 del 28.07.2017) e il nulla-osta del MIUR alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (nota prot. n. 102746 del 02.11.2017), è poi culminato nel D.R. n. 597 del 07.11.2017 e nell’entrata in vigore del nuovo testo in data 08.12.2017.

È stato Componente del Gruppo di Lavoro per la revisione del Regolamento Generale di Ateneo ai sensi del nuovo Statuto dell’Università del Salento.

È stato Presidente della Commissione giudicatrice relativa alla procedura selettiva per titoli e esami per la progressione verticale dalla categoria C alla categoria D, area amministrativa-gestionale, di n. 1 unità di personale presso Ufficio Personale Docente dell’Area Gestione Carriere della Ripartizione Risorse Umane, riservata al personale tecnico-amministrativo in servizio con contratto di lavoro a tempo indeterminato presso l’Università del Salento, bandita con D.D. n. 282 del 08.07.2021. Procedura n. 3.

È stato Presidente della Commissione per la valutazione delle osservazioni avverso gli atti della procedura selettiva per la progressione economica all’interno della categoria – artt. 79, 81 e 82 del CCNL del Comparto Università sottoscritto in data 16/10/2008 – anno 2017.

È stato Componente del Gruppo di lavoro per la valutazione del rischio Stress lavoro-correlato (art. 28 d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81) del personale Docente/Ricercatore afferente all’Università del Salento (nonché degli Assegnisti/Dottorandi/Borsisti e Studenti che frequentano i Laboratori).

È stato Presidente della Commissione per la valutazione delle osservazioni avverso gli atti della procedura selettiva per la progressione economica all’interno della categoria – artt. 79, 81 e 82 del CCNL del Comparto Università sottoscritto in data 16/10/2008 – anno 2015. 

È stato Presidente della Commissione giudicatrice relativa alla procedura di valutazione comparativa per titoli bandita con D.R. n. 885 del 29.09.2015, riservata al personale docente, ricercatore e tecnico amministrativo a tempo indeterminato e determinato dell’Università del Salento per il conferimento di incarichi di docenza nell’ambito dei Corsi di Formazione destinati al personale tecnico-amministrativo.

Didattica

A.A. 2022/2023

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Per immatricolati nel 2019/2020

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso CLASSICO

Sede Lecce

DIRITTO PENALE E PROCESSO SPORTIVO - MODULO B

Corso di laurea DIRITTO E MANAGEMENT DELLO SPORT

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 30.0

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso Percorso comune

DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 14.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 105.0

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno di corso 5

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce

LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 40.0

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno di corso 5

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce

LEGISLAZIONE MINORILE

Corso di laurea SERVIZIO SOCIALE

Tipo corso di studio Laurea

Lingua ITALIANO

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 36.0

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETA' E STUDI SULL'UOMO

Percorso PERCORSI COMUNE/GENERICO

A.A. 2021/2022

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso CLASSICO

Sede Lecce

DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 14.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 105.0

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno di corso 5

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce

LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 40.0

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno di corso 5

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce

A.A. 2020/2021

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso CLASSICO

Sede Lecce

DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 14.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 105.0

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno di corso 5

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Partizione (A - L)

LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 40.0

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno di corso 5

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

A.A. 2019/2020

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2019/2020

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso CLASSICO

Sede Lecce

L'IMMIGRATO NEL PROCESSO PENALE

Corso di laurea GOVERNANCE EURO-MEDITERRANEA DELLE POLITICHE MIGRATORIE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 30.0

Anno accademico di erogazione 2019/2020

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSI COMUNE/GENERICO

Sede Lecce

PROCEDURA PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 15.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 112.5

Anno accademico di erogazione 2019/2020

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno di corso 5

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Partizione (A - L)

A.A. 2018/2019

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce

PROCEDURA PENALE MODULO B

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 9.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 0.0

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno di corso 5

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Partizione (A - L)

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DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2019/2020

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 19/09/2022 al 07/12/2022)

Lingua ITALIANO

Percorso CLASSICO (031)

Sede Lecce

Non è prevista alcuna propedeuticità. Per una migliore comprensione degli istituti di riferimento è utile conoscere le nozioni impartite al secondo anno nel corso di Diritto penale e le coordinate strutturali e funzionali del processo penale, alla cui trattazione sono dedicate le prime ore di lezione. In ogni caso, durante il corso, l'analisi dei singoli argomenti è sempre condotta tenendo conto dei nessi sistematici con le predette discipline.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente la fase dell'esecuzione penale (libro X del codice di procedura penale) e il diritto penitenziario, alla luce dei principi costituzionali e delle fonti sovranazionali. Saranno monitorati con attenzione i lavori della "riforma penitenziaria".

 

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso illustra gli istituti dell'esecuzione penale e del diritto penitenziario, mettendone a fuoco la problematicità, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni collocate nel libro X del codice di procedura penale e quelle dell'ordinamento penitenziario, anche se "esterne", sul piano topografico, alla l. n. 354/1975 e al d.P.R. n. 230/2000 (si pensi alle norme di cui agli artt. 90-94 d.P.R. n. 309/1990); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando, sul versante dell’esecuzione penale e del diritto penitenziario, la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, mira a sviluppare le capacità critiche dello studente e ad offrigli gli strumenti metodologici che possano consentirgli in futuro di orientarsi correttamente in sede applicativa. In questa prospettiva, durante il corso, gli studenti saranno impegnati sia in esercitazioni scritte, aventi ad oggetto il commento a massime giurisprudenziali e la redazione di atti giudiziari, sia, a turno, in una ragionata esposizione orale di sentenze di legittimità e costituzionali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, incentrato, non soltanto su lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche su esercitazioni scritte e orali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving. Un rilevante contributo in questo senso deriva, sullo specifico versante del diritto penitenziario, dalle visite guidate di Istituti penitenziari, che offrono la possibilità di testare “sul campo” i protocolli concernenti l’osservazione scientifica delle personalità e il trattamento dei detenuti, nonché di confrontarsi con le svariate problematiche legate all’esecuzione della pena detentiva.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari e visite-guidate presso gli Istituti penitenziari. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema dell’esecuzione penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari e al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. All’esito del corso gli studenti frequentanti avranno la possibilità di visitare strutture penitenziarie o di internamento e di assistere agli esiti di esperienze trattamentali dei detenuti, articolate su rappresentazioni teatrali e studi introspettivi che li vedono protagonisti.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia mercoledì 22 settembre 2021. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso Istituzioni penitenziarie o di internamento "esterne".

 

Dalla fase cognitiva alla fase esecutiva. L’irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali di condanna. La revisione. Gli effetti del giudicato: l’esecutività; il principio del ne bis in idem; gli effetti extrapenali. Dalla natura «amministrativa» alla natura «giurisdizionale» dell’esecuzione penale. Ruolo e funzioni del pubblico ministero. L'esecuzione delle pene detentive. Gli organi della giurisdizione esecutiva e il procedimento di esecuzione. Le attribuzioni del giudice dell’esecuzione.

Le fonti del diritto penitenziario. La funzione rieducativa della pena. I soggetti dell’amministrazione penitenziaria. Il trattamento penitenziario. Le misure alternative alla detenzione. La magistratura di sorveglianza. Il procedimento di sorveglianza.

Per la fase esecutiva:

M. Ceresa Gastaldo (a cura di), Procedura penale esecutiva, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2022.

 

Per il diritto penitenziario:

 

F. Della Casa - G. Giostra, Manuale di diritto penitenziario, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

un testo aggiornato della l. 26 luglio 1975, n. 354, del d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 e del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (artt. 90-94).

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE (IUS/16)
DIRITTO PENALE E PROCESSO SPORTIVO - MODULO B

Corso di laurea DIRITTO E MANAGEMENT DELLO SPORT

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 30.0

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Anno di corso 3

Semestre Secondo Semestre (dal 27/03/2023 al 26/05/2023)

Lingua

Percorso Percorso comune (999)

DIRITTO PENALE E PROCESSO SPORTIVO - MODULO B (IUS/16)
DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 14.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 105.0

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Anno di corso 5

Semestre Annualità Singola (dal 19/09/2022 al 26/05/2023)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

Propedeuticità: Diritto penale.

Il corso si propone di analizzare criticamente i rapporti tra la parte statica e quella dinamica del procedimento penale, nel prisma della funzione cognitiva che lo permea. Lungo quest'asse, che muove dalla notizia di reato e mette capo alla formazione del giudicato, si metteranno a fuoco tutti gli istituti processuali e i relativi nessi sistematici.

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento dei principi, delle caratteristiche strutturali e delle modalità di svolgimento del procedimento penale e dei profili istituzionali dell’ordinamento giudiziario nel settore penale; mette a fuoco la problematicità degli istituti, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni di "parte statica" e quelle di "parte dinamica"; prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme processuali negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni processuali vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, intende sviluppare le capacità critiche dello studente e affinarne quelle interpretative e favorire il conseguimento delle specifiche capacità, sul piano applicativo, di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giuridici, in ambito processuale penale, corretti, chiari, pertinenti e ben argomentati. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati, anche di tipo seminariale, sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale. Nella stessa prospettiva, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e delle tecniche argomentative, per il tramite di esercitazioni orali e scritte e simulazioni processuali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche di esercitazioni, scritte e orali, e simulazioni processuali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa e attitudine al problem solving.In questa direzione, la possibilità di assistere, a fine corso, alla celebrazione di dibattimenti, consentendo di testare come le norme processuali "vivono" nell'aula di udienza, favorisce quell'apertura mentale necessaria ad esplorare percorsi interpretativi e soluzioni applicative originali.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari, rendendoli protagonisti di simulazioni processuali. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema processuale penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, soprattutto post-lauream.

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari, al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione e allo svolgimento di simulazioni processuali. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare alla visita guidata di una sala intercettazioni presso la Procura della Repubblica di Brindisi e, alla fine del corso, di assistere a udienze penali di merito presso gli Uffici giudicanti del Distretto di Corte di Appello di Lecce

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

INTRODUZIONE: Il “giusto processo” penale.

 

PROFILI STATICI:

 

Soggetti: a) giudice; b) pubblico ministero; c) polizia giudiziaria; d) imputato; e) parti accessorie: parte civile; responsabile civile; persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria; f) persona offesa ed enti esponenziali degli interessi lesi dal reato; g) difensore.

 

Atti: a) disposizioni generali; b) atti e provvedimenti del giudice; c) documentazione degli atti; d) traduzione degli atti; e) notificazioni; f) termini; g) fisiologia e patologia dell’atto processuale: le specie di invalidità.

 

Prove: a) il procedimento probatorio, con particolare riferimento all’ammissione e alla valutazione della prova (artt. 190, 190 bis e 192 c.p.p.); b) la “circolazione” probatoria (artt. 238 e 238 bis c.p.p.); c) la prova dichiarativa: testimonianza, esame delle parti private e delle persone imputate in un procedimento connesso o collegato; d) perizia; e) ispezioni, perquisizioni e sequestro probatorio; f) intercettazioni di conversazioni o comunicazioni.

 

Misure cautelari: a) presupposti, criteri e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate;d) il giudicato cautelare; e) la riparazione per l’ingiusta detenzione; f) le misure cautelari reali.

 

 

PROFILI DINAMICI:

 

Indagini preliminari: a) notizia di reato; b) durata delle indagini preliminari; c) attività di polizia giudiziaria e del pubblico ministero e relative garanzie difensive; d) rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria; e) rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero; f) arresto in flagranza e fermo; g) incidente probatorio; h) indagini difensive; i) conclusione delle indagini preliminari, con particolare riferimento al procedimento di archiviazione.

 

Udienza preliminare: a) instaurazione; b) contradditorio camerale; c) poteri cognitivi e decisori del giudice; d) impugnazione e revoca della sentenza di non luogo a procedere; d) sistema dei fascicoli processuali.

 

Procedimenti speciali: a) giudizio abbreviato; b) applicazione della pena su richiesta delle parti; c) gli altri procedimenti speciali.

 

Fase del giudizio: a) atti preliminari e atti introduttivi al dibattimento; b) dibattimento: l’istruzione dibattimentale, con particolare riferimento alla disciplina dell'esame e delle letture; c) nuove contestazioni; d) atti successivi al dibattimento.

 

Procedimenti minori: a) procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica; b) procedimento dinanzi al giudice di pace; c) procedimento penale contro gli enti.

 

Impugnazioni: a) disposizioni generali; b) appello; c) ricorso per cassazione; d) revisione.

 

Profili istituzionali di ordinamento giudiziario.

 

 

 

GLI STUDENTI FREQUENTANTI APPROFONDIRANNO I SEGUENTI ARGOMENTI DEL PROGRAMMA (OLTRE AI TEMI CHE SARANNO OGGETTO DI ATTIVITÀ SEMINARIALI)

 

PROFILI STATICI:

 

Soggetti: Giurisdizione, competenza, difetto di giurisdizione e incompetenza.

 

Atti: Sanzioni processuali e specie di invalidità.

 

Prove: a) il procedimento probatorio, con particolare riferimento all'ammissione e alla valutazione della prova; b) la “circolazione” probatoria; c) prova dichiarativa e mutamento di status del dichiarante; d) la prova scientifica; e) intercettazioni di conversazioni o comunicazioni.

 

Misure cautelari: a) presupposti, criteri e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate;d) il giudicato cautelare.

 

 

PROFILI DINAMICI:

 

Indagini preliminari: a) notizia di reato e termini di durata delle indagini preliminari; b) incidente probatorio; c) arresto in flagranza e fermo; d) archiviazione; e) avviso di conclusione delle indagini preliminari.

 

Udienza preliminare: a) instaurazione; b) contradditorio camerale; c) poteri cognitivi e decisori del giudice; d) impugnazione e revoca della sentenza di non luogo a procedere; d) sistema dei fascicoli processuali.

 

Procedimenti speciali: a) giudizio abbreviato; b) applicazione della pena su richiesta delle parti.

 

Fase del giudizio: a) atti preliminari al dibattimento, con particolare riferimento alle liste di cui all'art. 468 c.p.p.; b) l'istruzione dibattimentale, con particolare riferimento alla disciplina dell'esame e delle letture.

 

Impugnazioni: a) l'appello avverso le sentenze di proscioglimento; b) i motivi di ricorso per cassazione.

 

Lettura propedeutica:
G. Giostra, Prima lezione sulla giustizia penale, Laterza, Bari, ultima edizione.

 


Un manuale a scelta tra:
- M. Bargis, Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, ultima edizione;


- A. Scalfati-A. Bernasconi-A. De Caro-A. Furgiuele-M. Menna-C. Pansini-N. Triggiani-C. Valentini,
Manuale di Diritto processuale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;


- O. Dominioni-P. Corso-A. Gaito- G. Spangher-N. Galantini-L. Filippi-G. Garuti-O. Mazza-G.
Varraso-D. Vigoni, Procedura penale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;


- P. Tonini, Manuale di procedura penale, Giuffrè, Milano, ultima edizione.


- F. Ruggieri, Diritto processuale e pratiche criminali, Zanichelli, Bologna, ultima edizione.

 

Sono escluse le seguenti parti di ciascun manuale: processo minorile, giudicato ed esecuzione penale, rapporti giurisdizionali con autorità straniere.

 

Quale codice di procedura penale:

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2022.

 

Letture, facoltative, di approfondimento:

- F. Ruggieri, Il volto costituzionale del processo penale. Indagine giurisprudenziale alla ricerca di valori condivisi, Pacini Giuridica, Pisa, 2021.

 

- P. Ferrua, Il ‘Giusto processo', Zanichelli, Bologna, 2012;

 

- M. Ceresa Gastaldo, Procedura penale delle società, Giappichelli, Torino, ultima edizione.

DIRITTO PROCESSUALE PENALE (IUS/16)
LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 40.0

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Anno di corso 5

Semestre Primo Semestre (dal 19/09/2022 al 07/12/2022)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

Propedeuticità: nessuna.

Il corso si articolerà in una prima parte finalizzata all'analisi approfondita degli istituti processuali propedeutici all'acquisizione del metodo di articolazione degli atti giudiziari e in una seconda parte dedicata alla illustrazione della tecnica di redazione dei principali atti di impugnazione in materia penale, alla simulazione del relativo svolgimento, alla redazione in aula o "da remoto" (tramite la piattaforma Microsoft Teams) di richieste di riesame, atti di appello e ricorsi per cassazione e alla relativa correzione, sia "collettiva" che individuale.

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento delle tecniche di redazione degli atti giudiziari in materia penale, con particolare riferimento ai più significativi atti di impugnazione (richiesta di riesame, appello, ricorso per cassazione). In questa prospettiva, si presterà particolare attenzione alla correttezza sintattico-grammaticale ed ortografica degli elaborati, all’uso appropriato della terminologia giuridica, alla chiarezza, completezza e concisione narrativa, al rigore metodologico della esposizione e alla logicità delle argomentazioni giuridiche, alla padronanza delle tecniche di persuasione, alla sussistenza degli elementi essenziali dell’atto giudiziario, alla conoscenza degli istituti giuridici di riferimento, alla capacità interpretativa, all'articolazione dei motivi di impugnazione secondo un appropriato ordine logico-giuridico, alla congruenza “interna” dello svolgimento argomentativo rispetto ai motivi dedotti e alla coerenza tra questi ultimi e le richieste.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso intende sviluppare le capacità critiche e interpretative dello studente e favorire il conseguimento, sul piano applicativo, delle specifiche capacità di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giudiziari, in ambito penale, corretti, chiari, pertinenti, logicamente argomentati e persuasivi. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale. Nello stesso ordine di idee, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e saranno illustrate e sperimentate le tecniche di redazione degli atti di impugnazione, anche per il tramite di simulazioni orali ed esercitazioni scritte.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti, ma anche di simulazioni orali ed esercitazioni scritte, prevalentemente consistenti nella redazione di atti di impugnazione in materia penale, lo studente potrà acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa nella individuazione e nello svolgimento dei motivi di impugnazione e nella formulazione delle corrispondenti richieste, capacità di selezionare, sul piano argomentativo, le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata sollecitandoli al dibattito in occasione delle lezioni - in particolare, delle simulazioni orali di atti giudiziari in ambito penale - e impegnandoli direttamente in esercitazioni scritte, consistenti prevalentemente nella redazione di atti di impugnazione.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso mira a stimolare l’apprendimento mediante il confronto durante le lezioni - in particolare, nel corso delle simulazioni orali di atti giudiziari in ambito penale - e l’esercizio pratico, con elaborati (prevalentemente, atti di impugnazione) da svolgere in aula o “da remoto”.

Il corso si svolgerà secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, fin dalle prime lezioni, destinate all’approfondimento degli istituti processuali propedeutici all'acquisizione del metodo di articolazione degli atti giudiziari in ambito penale, gli studenti saranno chiamati ad interloquire per esprimere il proprio motivato punto di vista in ordine all’interpretazione delle norme e alle relative ricadute applicative. Il coinvolgimento degli studenti si intensificherà nel corso delle lezioni che avranno per oggetto lo svolgimento simulato di atti giudiziari in ambito penale – in particolare, atti di impugnazione – o la correzione "guidata", in aula o “da remoto” (tramite la piattaforma Microsoft Teams), degli atti in precedenza svolti, fino a divenire totalizzante nel corso delle esercitazioni scritte, che consisteranno nella redazione, sempre in aula o "da remoto", di richieste di riesame, atti di appello e ricorsi per cassazione.

La preparazione sarà accertata con una verifica orale, in vista dell’attribuzione dei 4 cfu per idoneità. La verifica consisterà nella illustrazione orale di un atto di impugnazione in materia penale, alla luce di una traccia che sarà assegnata dal docente in sede di verifica. La valutazione della prova dipenderà dalla capacità di indicare gli elementi essenziali dell’atto di impugnazione, di individuare i motivi, in diritto e in fatto, di articolarli secondo un’appropriata sequenza logico-giuridica e di esporli correttamente – denotando chiarezza espositiva, adeguatezza nell’uso della terminologia giuridica, completezza della trattazione, logicità e consequenzialità nelle argomentazioni –, nonché di formulare richieste coerenti con i motivi dedotti.

La struttura del procedimento penale.


Sanzioni processuali e specie di invalidità:
a) nullità; b) inutilizzabilità; c) inammissibilità; d) decadenza; e) abnormità.


Le misure cautelari:
a) presupposti, criteri di scelta e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate:
inquadramento sistematico; provvedimenti impugnabili; motivi deducibili; poteri cognitivi e decisori del giudice ad quem; d) il giudicato cautelare; e) le misure cautelari reali.


Procedimento probatorio, sentenza di merito e impugnazioni:
a) Ricostruzione del fatto e sentenza; b) inquadramento dell'appello e del ricorso per cassazione.


Illustrazione della tecnica di redazione della richiesta di riesame ex art. 309 c.p.p.


Redazione, svolgimento simulato e correzione di una o più richieste di riesame ex art. 309 c.p.p.


Motivazione della sentenza, contenuto dell'atto di impugnazione e rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in grado di appello.


Illustrazione della tecnica di redazione dell'atto di appello.


Redazione, svolgimento simulato e correzione di uno o più atti di appello.


Motivi di ricorso per cassazione.


Illustrazione della tecnica di redazione del ricorso per cassazione.


Redazione, svolgimento simulato e correzione di uno o più ricorsi per cassazione.

Stante la natura laboratoriale dell’insegnamento, non vi sono manuali su cui preparare l’esame che, d'altronde, consiste nell'illustrazione orale o nella redazione scritta di un atto di impugnazione. Lo studente che intenda acquisire le tecniche di redazione degli atti giudiziari in ambito penale attraverso lo studio di opere dedicate o l'analisi della giurisprudenza potrà contattare il docente via mail per i relativi suggerimenti.

 

Quale codice di procedura penale: H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2022.

 

Durante il corso saranno fornite dispense di approfondimento sugli argomenti trattati

LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE (IUS/16)
LEGISLAZIONE MINORILE

Corso di laurea SERVIZIO SOCIALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 36.0

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno accademico di erogazione 2022/2023

Anno di corso 3

Semestre Secondo Semestre (dal 06/03/2023 al 09/06/2023)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSI COMUNE/GENERICO (999)

Propedeuticità: nessuna.

Il corso si propone di scandagliare il sistema penale minorile, nelle sue diverse componenti (diritto sostanziale, diritto processuale, ordinamento giudiziario). In questa prospettiva, saranno analizzate le corrispondenti disposizioni del codice penale, di procedura penale, del d.P.R. n. 448 del 1988 e del r.d.l. n. 1404 del 1934 (istitutivo del Tribunale per i minorenni).

a) Conoscenze e comprensione: il corso si propone di fornire una conoscenza specialistica del diritto penale minorile. A tal fine, intende approfondire il ruolo alternativo che può assumere il minore - autore o vittima del reato - e condurre per mano lo studente nella comprensione di istituti processuali forgiati per coniugare le esigenze di accertamento con la tutela del soggetto.

 

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni penali sostanziali e processuali e dei relativi nessi sistematici, intende sviluppare le capacità critiche dello studente e affinarne quelle interpretative.

 

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche di seminari con esperti del settore, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving.

 

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessità di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà affinata impegnandoli a esporre il contenuto di sentenze e sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema penale minorile, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici di tipo seminariale con esperti del settore e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici e all’analisi di pronunce della Corte costituzionale e della Corte di cassazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina. A fine corso, gli studenti frequentanti avranno la possibilità di assistere ad una udienza penale.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, la capacità di comprensione della ratio sottesa alle disposizioni penali sostanziali e processuali di riferimento e quella di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Ricevimento studenti e laureandi:

 

Centro Ecotekne Pal. R1 – Via per Arnesano – Monteroni di Lecce (LE)

 

Sudio, Piano 1°

Il minore autore di reato

Struttura e forme di manifestazione del reato.

L’imputabilità del minore.

Le sanzioni: pene e misure di sicurezza.

La sospensione condizionale della pena.

 

Il minore vittima di reato

I reati a danno di minori: prostituzione minorile; pornografia minorile; atti sessuali con i minorenni; iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile; impiego dei minori nell’accattonaggio; corruzione di minorenne; adescamento dei minorenni.

L’ignoranza dell’età della persona offesa.

Le circostanze aggravanti legate alla minore età della persona offesa.

 

Principi generali e fisionomia del procedimento penale

 

Il procedimento penale minorile

Profili storici.

Le fonti.

I principi guida.

I soggetti.

Accertamenti sull’età.

Accertamenti sulla personalità.

Le misure cautelari e precautelari.

Dinamiche: udienza preliminare; procedimenti speciali; dibattimento.

La definizione anticipata del processo e la specificità delle formule decisorie: il perdono giudiziale, la sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto; la messa alla prova.

AA.VV., Procedura penale minorile, a cura di M. Bargis, Giappichelli, Torino, 2021.

 

F. Mantovani, Diritto penale. Parte speciale, vol. I, Delitti contro la persona, II ed., Wolters Kluwer-Cedam, 2019 (sono da studiare esclusivamente i capitoli relativi ai reati indicati nel programma).

 

Codici aggiornati di diritto penale e di procedura penale; d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448; r.d.l. 20 luglio 1934, n. 1034.

 

Lettura consigliata:

G. Giostra, Prima lezione sulla giustizia penale, Laterza, ultima edizione.

LEGISLAZIONE MINORILE (IUS/17)
DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 20/09/2021 al 07/12/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso CLASSICO (031)

Sede Lecce

Non è prevista alcuna propedeuticità. Per una migliore comprensione degli istituti di riferimento è utile conoscere le nozioni impartite al secondo anno nel corso di Diritto penale e le coordinate strutturali e funzionali del processo penale, alla cui trattazione sono dedicate le prime ore di lezione. In ogni caso, durante il corso, l'analisi dei singoli argomenti è sempre condotta tenendo conto dei nessi sistematici con le predette discipline.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente la fase dell'esecuzione penale (libro X del codice di procedura penale) e il diritto penitenziario, alla luce dei principi costituzionali e delle fonti sovranazionali. Saranno monitorati con attenzione i lavori della "riforma penitenziaria".

 

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso illustra gli istituti dell'esecuzione penale e del diritto penitenziario, mettendone a fuoco la problematicità, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni collocate nel libro X del codice di procedura penale e quelle dell'ordinamento penitenziario, anche se "esterne", sul piano topografico, alla l. n. 354/1975 e al d.P.R. n. 230/2000 (si pensi alle norme di cui agli artt. 90-94 d.P.R. n. 309/1990); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando, sul versante dell’esecuzione penale e del diritto penitenziario, la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, mira a sviluppare le capacità critiche dello studente e ad offrigli gli strumenti metodologici che possano consentirgli in futuro di orientarsi correttamente in sede applicativa. In questa prospettiva, durante il corso, gli studenti saranno impegnati sia in esercitazioni scritte, aventi ad oggetto il commento a massime giurisprudenziali e la redazione di atti giudiziari, sia, a turno, in una ragionata esposizione orale di sentenze di legittimità e costituzionali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, incentrato, non soltanto su lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche su esercitazioni scritte e orali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving. Un rilevante contributo in questo senso deriva, sullo specifico versante del diritto penitenziario, dalle visite guidate di Istituti penitenziari, che offrono la possibilità di testare “sul campo” i protocolli concernenti l’osservazione scientifica delle personalità e il trattamento dei detenuti, nonché di confrontarsi con le svariate problematiche legate all’esecuzione della pena detentiva.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari e visite-guidate presso gli Istituti penitenziari. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema dell’esecuzione penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari e al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. All’esito del corso gli studenti frequentanti avranno la possibilità di visitare strutture penitenziarie o di internamento e di assistere agli esiti di esperienze trattamentali dei detenuti, articolate su rappresentazioni teatrali e studi introspettivi che li vedono protagonisti.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia mercoledì 22 settembre 2021. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso Istituzioni penitenziarie o di internamento "esterne".

 

Dalla fase cognitiva alla fase esecutiva. L’irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali di condanna. La revisione. Gli effetti del giudicato: l’esecutività; il principio del ne bis in idem; gli effetti extrapenali. Dalla natura «amministrativa» alla natura «giurisdizionale» dell’esecuzione penale. Ruolo e funzioni del pubblico ministero. L'esecuzione delle pene detentive. Gli organi della giurisdizione esecutiva e il procedimento di esecuzione. Le attribuzioni del giudice dell’esecuzione.

Le fonti del diritto penitenziario. La funzione rieducativa della pena. I soggetti dell’amministrazione penitenziaria. Il trattamento penitenziario. Le misure alternative alla detenzione. La magistratura di sorveglianza. Il procedimento di sorveglianza.

Per la fase esecutiva:

M. Ceresa Gastaldo (a cura di), Procedura penale esecutiva, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2020.

 

Per il diritto penitenziario:

 

F. Della Casa - G. Giostra, Manuale di diritto penitenziario, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

un testo aggiornato della l. 26 luglio 1975, n. 354, del d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 e del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (artt. 90-94).

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE (IUS/16)
DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 14.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 105.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Anno di corso 5

Semestre Annualità Singola (dal 20/09/2021 al 20/05/2022)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

Propedeuticità: Diritto penale.

 

Il corso si propone di analizzare criticamente i rapporti tra la parte statica e quella dinamica del procedimento penale, nel prisma della funzione cognitiva che lo permea. Lungo quest'asse, che muove dalla notizia di reato e mette capo alla formazione del giudicato, si metteranno a fuoco tutti gli istituti processuali e i relativi nessi sistematici.

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento dei principi, delle caratteristiche strutturali e delle modalità di svolgimento del procedimento penale e dei profili istituzionali dell’ordinamento giudiziario nel settore penale; mette a fuoco la problematicità degli istituti, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni di "parte statica" e quelle di "parte dinamica"; prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme processuali negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni processuali vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, intende sviluppare le capacità critiche dello studente e affinarne quelle interpretative e favorire il conseguimento delle specifiche capacità, sul piano applicativo, di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giuridici, in ambito processuale penale, corretti, chiari, pertinenti e ben argomentati. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati, anche di tipo seminariale, sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale. Nella stessa prospettiva, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e delle tecniche argomentative, per il tramite di esercitazioni orali e scritte e simulazioni processuali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche di esercitazioni, scritte e orali, e simulazioni processuali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa e attitudine al problem solving.In questa direzione, la possibilità di assistere, a fine corso, alla celebrazione di dibattimenti, consentendo di testare come le norme processuali "vivono" nell'aula di udienza, favorisce quell'apertura mentale necessaria ad esplorare percorsi interpretativi e soluzioni applicative originali.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari, rendendoli protagonisti di simulazioni processuali. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema processuale penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, soprattutto post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari, al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione e allo svolgimento di simulazioni processuali. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare alla visita guidata di una sala intercettazioni presso la Procura della Repubblica di Brindisi e, alla fine del corso, di assistere a udienze penali di merito presso gli Uffici giudicanti del Distretto di Corte di Appello di Lecce

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia lunedì 20 settembre 2021. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso la Corte di cassazione, la Corte costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, etc.

 

INTRODUZIONE: Il “giusto processo” penale.

 

 

PROFILI STATICI:

 

Soggetti: a) giudice; b) pubblico ministero; c) polizia giudiziaria; d) imputato; e) parti accessorie: parte civile; responsabile civile; persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria; f) persona offesa ed enti esponenziali degli interessi lesi dal reato; g) difensore.

 

Atti: a) disposizioni generali; b) atti e provvedimenti del giudice; c) documentazione degli atti; d) traduzione degli atti; e) notificazioni; f) termini; g) fisiologia e patologia dell’atto processuale: le specie di invalidità.

 

Prove: a) il procedimento probatorio, con particolare riferimento all’ammissione e alla valutazione della prova (artt. 190, 190 bis e 192 c.p.p.); b) la “circolazione” probatoria (artt. 238 e 238 bis c.p.p.); c) la prova dichiarativa: testimonianza, esame delle parti private e delle persone imputate in un procedimento connesso o collegato; d) perizia; e) ispezioni, perquisizioni e sequestro probatorio; f) intercettazioni di conversazioni o comunicazioni.

 

Misure cautelari: a) presupposti, criteri e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate;d) il giudicato cautelare; e) la riparazione per l’ingiusta detenzione; f) le misure cautelari reali.

 

 

PROFILI DINAMICI:

 

Indagini preliminari: a) notizia di reato; b) durata delle indagini preliminari; c) attività di polizia giudiziaria e del pubblico ministero e relative garanzie difensive; d) rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria; e) rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero; f) arresto in flagranza e fermo; g) incidente probatorio; h) indagini difensive; i) conclusione delle indagini preliminari, con particolare riferimento al procedimento di archiviazione.

 

Udienza preliminare: a) instaurazione; b) contradditorio camerale; c) poteri cognitivi e decisori del giudice; d) impugnazione e revoca della sentenza di non luogo a procedere; d) sistema dei fascicoli processuali.

 

Procedimenti speciali: a) giudizio abbreviato; b) applicazione della pena su richiesta delle parti; c) gli altri procedimenti speciali.

 

Fase del giudizio: a) atti preliminari e atti introduttivi al dibattimento; b) dibattimento: l’istruzione dibattimentale, con particolare riferimento alla disciplina dell'esame e delle letture; c) nuove contestazioni; d) atti successivi al dibattimento.

 

Procedimenti minori: a) procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica; b) procedimento dinanzi al giudice di pace; c) procedimento penale contro gli enti.

 

Impugnazioni: a) disposizioni generali; b) appello; c) ricorso per cassazione; d) revisione.

 

Profili istituzionali di ordinamento giudiziario.

 

 

 

GLI STUDENTI FREQUENTANTI APPROFONDIRANNO I SEGUENTI ARGOMENTI DEL PROGRAMMA (OLTRE AI TEMI CHE SARANNO OGGETTO DI ATTIVITÀ SEMINARIALI):

 

PROFILI STATICI:

 

Soggetti: Giurisdizione, competenza, difetto di giurisdizione e incompetenza.

 

Atti: Sanzioni processuali e specie di invalidità.

 

Prove: a) il procedimento probatorio, con particolare riferimento all'ammissione e alla valutazione della prova; b) la “circolazione” probatoria; c) prova dichiarativa e mutamento di status del dichiarante; d) la prova scientifica; e) intercettazioni di conversazioni o comunicazioni.

 

Misure cautelari: a) presupposti, criteri e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate;d) il giudicato cautelare.

 

 

PROFILI DINAMICI:

 

Indagini preliminari: a) notizia di reato e termini di durata delle indagini preliminari; b) incidente probatorio; c) arresto in flagranza e fermo; d) archiviazione; e) avviso di conclusione delle indagini preliminari.

 

Udienza preliminare: a) instaurazione; b) contradditorio camerale; c) poteri cognitivi e decisori del giudice; d) impugnazione e revoca della sentenza di non luogo a procedere; d) sistema dei fascicoli processuali.

 

Procedimenti speciali: a) giudizio abbreviato; b) applicazione della pena su richiesta delle parti.

 

Fase del giudizio: a) atti preliminari al dibattimento, con particolare riferimento alle liste di cui all'art. 468 c.p.p.; b) l'istruzione dibattimentale, con particolare riferimento alla disciplina dell'esame e delle letture.

 

Impugnazioni: a) l'appello avverso le sentenze di proscioglimento; b) i motivi di ricorso per cassazione.

Lettura propedeutica:

G. Giostra, Prima lezione sulla giustizia penale, Laterza, Bari, 2020.

 

Un manuale a scelta tra:

- M. Bargis, Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, ultima edizione;

 

- A. Scalfati-A. Bernasconi-A. De Caro-A. Furgiuele-M. Menna-C. Pansini-N. Triggiani-C. Valentini, Manuale di Diritto processuale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- O. Dominioni-P. Corso-A. Gaito- G. Spangher-N. Galantini-L. Filippi-G. Garuti-O. Mazza-G. Varraso-D. Vigoni, Procedura penale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- P. Tonini, Manuale di procedura penale, Giuffrè, Milano, ultima edizione.

 

- F. Ruggieri, Diritto processuale e pratiche criminali, Zanichelli, Bologna, 2020.

 

Sono escluse le seguenti parti di ciascun manuale: processo minorile, giudicato ed esecuzione penale, rapporti giurisdizionali con autorità straniere.

 

Quale codice di procedura penale:

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2020.

 

Letture, facoltative, di approfondimento:

- R. Orlandi, L’organizzazione della giustizia penale, in P. Biavati-C. Guarnieri-R. Orlandi-N. Zanon, La giustizia civile e penale in Italia, Il Mulino, Bologna, 2008, p. 197-259;

 

- F. Ruggieri, Il volto costituzionale del processo penale. Indagine giurisprudenziale alla ricerca di valori condivisi, Pacini Giuridica, Pisa, 2021.

 

-P. Ferrua, Il ‘Giusto processo', Zanichelli, Bologna, 2012;

 

- M. Ceresa Gastaldo, Procedura penale delle società, Giappichelli, Torino, 2019. 

DIRITTO PROCESSUALE PENALE (IUS/16)
LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 40.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Anno di corso 5

Semestre Primo Semestre (dal 20/09/2021 al 07/12/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

Propedeuticità: nessuna.

 

Il corso si articolerà in una prima parte finalizzata all'analisi approfondita degli istituti processuali propedeutici all'acquisizione del metodo di articolazione degli atti giudiziari e in una seconda parte dedicata alla illustrazione della tecnica di redazione dei principali atti di impugnazione in materia penale, alla simulazione del relativo svolgimento, alla redazione in aula o "da remoto" (tramite la piattaforma Microsoft Teams) di richieste di riesame, atti di appello e ricorsi per cassazione e alla relativa correzione, sia "collettiva" che individuale.

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento delle tecniche di redazione degli atti giudiziari in materia penale, con particolare riferimento ai più significativi atti di impugnazione (richiesta di riesame, appello, ricorso per cassazione). In questa prospettiva, si presterà particolare attenzione alla correttezza sintattico-grammaticale ed ortografica degli elaborati, all’uso appropriato della terminologia giuridica, alla chiarezza, completezza e concisione narrativa, al rigore metodologico della esposizione e alla logicità delle argomentazioni giuridiche, alla padronanza delle tecniche di persuasione, alla sussistenza degli elementi essenziali dell’atto giudiziario, alla conoscenza degli istituti giuridici di riferimento, alla capacità interpretativa, all'articolazione dei motivi di impugnazione secondo un appropriato ordine logico-giuridico, alla congruenza “interna” dello svolgimento argomentativo rispetto ai motivi dedotti e alla coerenza tra questi ultimi e le richieste.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso intende sviluppare le capacità critiche e interpretative dello studente e favorire il conseguimento, sul piano applicativo, delle specifiche capacità di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giudiziari, in ambito penale, corretti, chiari, pertinenti, logicamente argomentati e persuasivi. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale. Nello stesso ordine di idee, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e saranno illustrate e sperimentate le tecniche di redazione degli atti di impugnazione, anche per il tramite di simulazioni orali ed esercitazioni scritte.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti, ma anche di simulazioni orali ed esercitazioni scritte, prevalentemente consistenti nella redazione di atti di impugnazione in materia penale, lo studente potrà acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa nella individuazione e nello svolgimento dei motivi di impugnazione e nella formulazione delle corrispondenti richieste, capacità di selezionare, sul piano argomentativo, le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata sollecitandoli al dibattito in occasione delle lezioni - in particolare, delle simulazioni orali di atti giudiziari in ambito penale - e impegnandoli direttamente in esercitazioni scritte, consistenti prevalentemente nella redazione di atti di impugnazione.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso mira a stimolare l’apprendimento mediante il confronto durante le lezioni - in particolare, nel corso delle simulazioni orali di atti giudiziari in ambito penale - e l’esercizio pratico, con elaborati (prevalentemente, atti di impugnazione) da svolgere in aula o “da remoto”.

 

Il corso si svolgerà secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, fin dalle prime lezioni, destinate all’approfondimento degli istituti processuali propedeutici all'acquisizione del metodo di articolazione degli atti giudiziari in ambito penale, gli studenti saranno chiamati ad interloquire per esprimere il proprio motivato punto di vista in ordine all’interpretazione delle norme e alle relative ricadute applicative. Il coinvolgimento degli studenti si intensificherà nel corso delle lezioni che avranno per oggetto lo svolgimento simulato di atti giudiziari in ambito penale – in particolare, atti di impugnazione – o la correzione "guidata", in aula o “da remoto” (tramite la piattaforma Microsoft Teams), degli atti in precedenza svolti, fino a divenire totalizzante nel corso delle esercitazioni scritte, che consisteranno nella redazione, sempre in aula o "da remoto", di richieste di riesame, atti di appello e ricorsi per cassazione.

La preparazione sarà accertata con una verifica, scritta (od orale, nel caso in cui non fosse possibile espletare la verifica in forma scritta), in vista dell’attribuzione dei 4 cfu per idoneità. La verifica consisterà nella redazione scritta (o nella illustrazione orale, qualora non fosse possibile espletare la verifica in forma scritta) di un atto di impugnazione in materia penale, alla luce di una traccia che sarà assegnata dal docente in sede di verifica. La valutazione della prova dipenderà dalla capacità di indicare gli elementi essenziali dell’atto di impugnazione, di individuare i motivi, in diritto e in fatto, di articolarli secondo un’appropriata sequenza logico-giuridica e di esporli correttamente – denotando chiarezza espositiva, adeguatezza nell’uso della terminologia giuridica, completezza della trattazione, logicità e consequenzialità nelle argomentazioni –, nonché di formulare richieste coerenti con i motivi dedotti.

Il corso inizia lunedì 20 settembre 2021.

La struttura del procedimento penale.

 

Sanzioni processuali e specie di invalidità:

a) nullità; b) inutilizzabilità; c) inammissibilità; d) decadenza; e) abnormità.

 

Le misure cautelari:

a) presupposti, criteri di scelta e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate:  inquadramento sistematico; provvedimenti impugnabili; motivi deducibili; poteri cognitivi e decisori del giudice adquem; d) il giudicato cautelare; e) le misure cautelari reali.

 

Procedimento probatorio, sentenza di merito e impugnazioni:

a) Ricostruzione del fatto e sentenza; b) inquadramento dell'appello e del ricorso per cassazione.

 

Illustrazione della tecnica di redazione della richiesta di riesame ex art. 309 c.p.p.

 

Redazione, svolgimento simulato e correzione di una o più richieste di riesame ex art. 309 c.p.p.

 

Motivazione della sentenza, contenuto dell'atto di impugnazione e rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in grado di appello. 

 

Illustrazione della tecnica di redazione dell'atto di appello.

 

Redazione, svolgimento simulato e correzione di uno o più atti di appello.

 

Motivi di ricorso per cassazione.

 

Illustrazione della tecnica di redazione del ricorso per cassazione.

 

Redazione, svolgimento simulato e correzione di uno o più ricorsi per cassazione.

Stante la natura laboratoriale dell’insegnamento, non vi sono manuali su cui preparare l’esame che, d'altronde, consiste nell'illustrazione orale o nella redazione scritta di un atto di impugnazione. Lo studente che intenda acquisire le tecniche di redazione degli atti giudiziari in ambito penale attraverso lo studio di opere dedicate o l'analisi della giurisprudenza potrà contattare il docente via mail per i relativi suggerimenti.

 

Quale codice di procedura penale:

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2020.

 

Durante il corso saranno fornite dispense di approfondimento sugli argomenti trattati.

LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE (IUS/16)
DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 14/09/2020 al 09/12/2020)

Lingua ITALIANO

Percorso CLASSICO (031)

Sede Lecce

Non è prevista alcuna propedeuticità. Per una migliore comprensione degli istituti di riferimento è utile conoscere le nozioni impartite al secondo anno nel corso di Diritto penale e le coordinate strutturali e funzionali del processo penale, alla cui trattazione sono dedicate le prime ore di lezione. In ogni caso, durante il corso, l'analisi dei singoli argomenti è sempre condotta tenendo conto dei nessi sistematici con le predette discipline.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente la fase dell'esecuzione penale (libro X del codice di procedura penale) e il diritto penitenziario, alla luce dei principi costituzionali e delle fonti sovranazionali. Saranno monitorati con attenzione i lavori della "riforma penitenziaria".

 

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso illustra gli istituti dell'esecuzione penale e del diritto penitenziario, mettendone a fuoco la problematicità, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni collocate nel libro X del codice di procedura penale e quelle dell'ordinamento penitenziario, anche se "esterne", sul piano topografico, alla l. n. 354/1975 e al d.P.R. n. 230/2000 (si pensi alle norme di cui agli artt. 90-94 d.P.R. n. 309/1990); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando, sul versante dell’esecuzione penale e del diritto penitenziario, la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, mira a sviluppare le capacità critiche dello studente e ad offrigli gli strumenti metodologici che possano consentirgli in futuro di orientarsi correttamente in sede applicativa. In questa prospettiva, durante il corso, gli studenti saranno impegnati sia in esercitazioni scritte, aventi ad oggetto il commento a massime giurisprudenziali e la redazione di atti giudiziari, sia, a turno, in una ragionata esposizione orale di sentenze di legittimità e costituzionali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, incentrato, non soltanto su lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche su esercitazioni scritte e orali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving. Un rilevante contributo in questo senso deriva, sullo specifico versante del diritto penitenziario, dalle visite guidate di Istituti penitenziari, che offrono la possibilità di testare “sul campo” i protocolli concernenti l’osservazione scientifica delle personalità e il trattamento dei detenuti, nonché di confrontarsi con le svariate problematiche legate all’esecuzione della pena detentiva.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari e visite-guidate presso gli Istituti penitenziari. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema dell’esecuzione penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari e al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. All’esito del corso gli studenti frequentanti avranno la possibilità di visitare strutture penitenziarie o di internamento e di assistere agli esiti di esperienze trattamentali dei detenuti, articolate su rappresentazioni teatrali e studi introspettivi che li vedono protagonisti.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia mercoledì 16 settembre 2020. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso Istituzioni penitenziarie o di internamento "esterne".

 

Dalla fase cognitiva alla fase esecutiva. L’irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali di condanna. La revisione. Gli effetti del giudicato: l’esecutività; il principio del ne bis in idem; gli effetti extrapenali. Dalla natura «amministrativa» alla natura «giurisdizionale» dell’esecuzione penale. Ruolo e funzioni del pubblico ministero. L'esecuzione delle pene detentive. Gli organi della giurisdizione esecutiva e il procedimento di esecuzione. Le attribuzioni del giudice dell’esecuzione.

Le fonti del diritto penitenziario. La funzione rieducativa della pena. I soggetti dell’amministrazione penitenziaria. Il trattamento penitenziario. Le misure alternative alla detenzione. La magistratura di sorveglianza. Il procedimento di sorveglianza.

Per la fase esecutiva:

F. Caprioli-D. Vicoli, Procedura penale dell’esecuzione, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

un codice dell’esecuzione penale aggiornato.

 

Per il diritto penitenziario, un manuale a scelta tra:

 

F. Della Casa - G. Giostra, Manuale di diritto penitenziario, Giappichelli, Torino, 2020;

 

P. Corso (a cura di), Manuale della esecuzione penitenziaria, Monduzzi Editoriale, Milano, 2019 (o, se disponibile, 2020); 

 

un testo aggiornato della l. 26 luglio 1975, n. 354, del d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 e del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (artt. 90-94).

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE (IUS/16)
DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 14.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 105.0

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 5

Semestre Annualità Singola (dal 14/09/2020 al 21/05/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

DIRITTO PROCESSUALE PENALE (IUS/16)
DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 14.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 105.0

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 5

Semestre Annualità Singola (dal 14/09/2020 al 21/05/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Propedeuticità: Diritto penale.

 

Il corso si propone di analizzare criticamente i rapporti tra la parte statica e quella dinamica del procedimento penale, nel prisma della funzione cognitiva che lo permea. Lungo quest'asse, che muove dalla notizia di reato e mette capo alla formazione del giudicato, si metteranno a fuoco tutti gli istituti processuali e i relativi nessi sistematici.

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento dei principi, delle caratteristiche strutturali e delle modalità di svolgimento del procedimento penale e dei profili istituzionali dell’ordinamento giudiziario nel settore penale; mette a fuoco la problematicità degli istituti, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni di "parte statica" e quelle di "parte dinamica"; prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme processuali negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni processuali vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, intende sviluppare le capacità critiche dello studente e affinarne quelle interpretative e favorire il conseguimento delle specifiche capacità, sul piano applicativo, di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giuridici, in ambito processuale penale, corretti, chiari, pertinenti e ben argomentati. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati, anche di tipo seminariale, sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale. Nella stessa prospettiva, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e delle tecniche argomentative, per il tramite di esercitazioni orali e scritte e simulazioni processuali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche di esercitazioni, scritte e orali, e simulazioni processuali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa e attitudine al problem solving.In questa direzione, la possibilità di assistere, a fine corso, alla celebrazione di dibattimenti, consentendo di testare come le norme processuali "vivono" nell'aula di udienza, favorisce quell'apertura mentale necessaria ad esplorare percorsi interpretativi e soluzioni applicative originali.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari, rendendoli protagonisti di simulazioni processuali. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema processuale penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, soprattutto post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari, al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione e allo svolgimento di simulazioni processuali. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare alla visita guidata di una sala intercettazioni presso la Procura della Repubblica di Brindisi e, alla fine del corso, di assistere a udienze penali di merito presso gli Uffici giudicanti del Distretto di Corte di Appello di Lecce

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia mercoledì 16 settembre 2020. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso la Corte di cassazione, la Corte costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, etc.

 

 

INTRODUZIONE: Il “giusto processo” penale.

 

 

PROFILI STATICI:

 

Soggetti: a) giudice; b) pubblico ministero; c) polizia giudiziaria; d) imputato; e) parti accessorie: parte civile; responsabile civile; persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria; f) persona offesa ed enti esponenziali degli interessi lesi dal reato; g) difensore.

 

Atti: a) disposizioni generali; b) atti e provvedimenti del giudice; c) documentazione degli atti; d) traduzione degli atti; e) notificazioni; f) termini; g) fisiologia e patologia dell’atto processuale: le specie di invalidità.

 

Prove: a) il procedimento probatorio, con particolare riferimento all’ammissione e alla valutazione della prova (artt. 190, 190 bis e 192 c.p.p.); b) la “circolazione” probatoria (artt. 238 e 238 bis c.p.p.); c) la prova dichiarativa: testimonianza, esame delle parti private e delle persone imputate in un procedimento connesso o collegato; d) perizia; e) ispezioni, perquisizioni e sequestro probatorio; f) intercettazioni di conversazioni o comunicazioni.

 

Misure cautelari: a) presupposti, criteri e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate; d) la riparazione per l’ingiusta detenzione; e) le misure cautelari reali.

 

 

PROFILI DINAMICI:

 

Indagini preliminari: a) notizia di reato; b) durata delle indagini preliminari; c) attività di polizia giudiziaria e del pubblico ministero e relative garanzie difensive; d) rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria; e) rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero; f) arresto in flagranza e fermo; g) incidente probatorio; h) indagini difensive; i) conclusione delle indagini preliminari, con particolare riferimento al procedimento di archiviazione.

 

Udienza preliminare: a) instaurazione; b) contradditorio camerale; c) poteri cognitivi e decisori del giudice; d) sistema dei fascicoli processuali.

 

Procedimenti speciali: a) giudizio abbreviato; b) applicazione della pena su richiesta delle parti; c) gli altri procedimenti speciali.

 

Fase del giudizio: a) atti preliminari e atti introduttivi al dibattimento; b) dibattimento: l’istruzione dibattimentale, con particolare riferimento alla disciplina dell'esame e delle letture; c) nuove contestazioni; d) atti successivi al dibattimento.

 

Procedimenti minori: a) procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica; b) procedimento dinanzi al giudice di pace; c) procedimento penale contro gli enti.

 

Impugnazioni: a) disposizioni generali; b) appello; c) ricorso per cassazione; d) revisione.

 

Cenni sul giudicato penale.

 

I rapporti giurisdizionali con autorità straniere.

 

Profili istituzionali di ordinamento giudiziario.

Lettura propedeutica:

G. Giostra, Prima lezione sulla giustizia penale, Laterza, Bari, 2020.

 

Un manuale a scelta tra:

- M. Bargis, Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, ultima edizione;

 

A. Scalfati-A. Bernasconi-A. De Caro-A. Furgiuele-M. Menna-C. Pansini-N. Triggiani-C. Valentini, Manuale di Diritto processuale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- O. Dominioni-P. Corso-A. Gaito- G. Spangher-N. Galantini-L. Filippi-G. Garuti-O. Mazza-G. Varraso-D. Vigoni, Procedura penale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- P. Tonini, Manuale di procedura penale, Giuffrè, Milano, 2020.

 

Quale codice di procedura penale:

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2020.

 

Letture, facoltative, di approfondimento:

- R. Orlandi, L’organizzazione della giustizia penale, in P. Biavati-C. Guarnieri-R. Orlandi-N. Zanon, La giustizia civile e penale in Italia, Il Mulino, Bologna, 2008, p. 197-259;

 

-P. Ferrua, Il ‘Giusto processo, Zanichelli, Bologna, 2012;

 

- M. Ceresa Gastaldo, Procedura penale delle società, Giappichelli, Torino, 2019. 

DIRITTO PROCESSUALE PENALE
LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 4.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 40.0

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 5

Semestre Primo Semestre (dal 14/09/2020 al 09/12/2020)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Propedeuticità: nessuna.

 

Il corso si articolerà in una prima parte finalizzata all'analisi approfondita degli istituti processuali propedeutici all'acquisizione del metodo di articolazione degli atti giudiziari e in una seconda parte dedicata alla illustrazione della tecnica di redazione dei principali atti di impugnazione in materia penale, alla simulazione del relativo svolgimento, alla redazione in aula o "da remoto" (tramite la piattaforma Microsoft Teams) di richieste di riesame, atti di appello e ricorsi per cassazione e alla relativa correzione, sia "collettiva" che individuale.

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento delle tecniche di redazione degli atti giudiziari in materia penale, con particolare riferimento ai più significativi atti di impugnazione (richiesta di riesame, appello, ricorso per cassazione). In questa prospettiva, si presterà particolare attenzione alla correttezza sintattico-grammaticale ed ortografica degli elaborati, all’uso appropriato della terminologia giuridica, alla chiarezza, completezza e concisione narrativa, al rigore metodologico della esposizione e alla logicità delle argomentazioni giuridiche, alla padronanza delle tecniche di persuasione, alla sussistenza degli elementi essenziali dell’atto giudiziario, alla conoscenza degli istituti giuridici di riferimento, alla capacità interpretativa, all'articolazione dei motivi di impugnazione secondo un appropriato ordine logico-giuridico, alla congruenza “interna” dello svolgimento argomentativo rispetto ai motivi dedotti e alla coerenza tra questi ultimi e le richieste.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso intende sviluppare le capacità critiche e interpretative dello studente e favorire il conseguimento, sul piano applicativo, delle specifiche capacità di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giudiziari, in ambito penale, corretti, chiari, pertinenti, logicamente argomentati e persuasivi. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale. Nello stesso ordine di idee, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e saranno illustrate e sperimentate le tecniche di redazione degli atti di impugnazione, anche per il tramite di simulazioni orali ed esercitazioni scritte.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti, ma anche di simulazioni orali ed esercitazioni scritte, prevalentemente consistenti nella redazione di atti di impugnazione in materia penale, lo studente potrà acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa nella individuazione e nello svolgimento dei motivi di impugnazione e nella formulazione delle corrispondenti richieste, capacità di selezionare, sul piano argomentativo, le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata sollecitandoli al dibattito in occasione delle lezioni - in particolare, delle simulazioni orali di atti giudiziari in ambito penale - e impegnandoli direttamente in esercitazioni scritte, consistenti prevalentemente nella redazione di atti di impugnazione.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso mira a stimolare l’apprendimento mediante il confronto durante le lezioni - in particolare, nel corso delle simulazioni orali di atti giudiziari in ambito penale - e l’esercizio pratico, con elaborati (prevalentemente, atti di impugnazione) da svolgere in aula o “da remoto”.

 

Il corso si svolgerà secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, fin dalle prime lezioni, destinate all’approfondimento degli istituti processuali propedeutici all'acquisizione del metodo di articolazione degli atti giudiziari in ambito penale, gli studenti saranno chiamati ad interloquire per esprimere il proprio motivato punto di vista in ordine all’interpretazione delle norme e alle relative ricadute applicative. Il coinvolgimento degli studenti si intensificherà nel corso delle lezioni che avranno per oggetto lo svolgimento simulato di atti giudiziari in ambito penale – in particolare, atti di impugnazione – o la correzione "guidata", in aula o “da remoto” (tramite la piattaforma Microsoft Teams), degli atti in precedenza svolti, fino a divenire totalizzante nel corso delle esercitazioni scritte, che consisteranno nella redazione, sempre in aula o "da remoto", di richieste di riesame, atti di appello e ricorsi per cassazione.

La preparazione sarà accertata con una verifica, scritta od orale, in vista dell’attribuzione dei 4 cfu per idoneità. La verifica consisterà nella illustrazione orale o nella redazione scritta di un atto di impugnazione in materia penale, alla luce di una traccia che sarà assegnata dal docente in sede di verifica. La valutazione della prova dipenderà dalla capacità di indicare gli elementi essenziali dell’atto di impugnazione, di individuare i motivi, in diritto e in fatto, di articolarli secondo un’appropriata sequenza logico-giuridica e di esporli correttamente – denotando chiarezza espositiva, adeguatezza nell’uso della terminologia giuridica, completezza della trattazione, logicità e consequenzialità nelle argomentazioni –, nonché di formulare richieste coerenti con i motivi dedotti.

Il corso inizia lunedì 14 settembre 2020.

La struttura del procedimento penale.

 

Sanzioni processuali e specie di invalidità:

a) nullità; b) inutilizzabilità; c) inammissibilità; d) decadenza; e) abnormità.

 

Le misure cautelari:

a) presupposti, criteri di scelta e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate:  inquadramento sistematico; provvedimenti impugnabili; motivi deducibili; poteri cognitivi e decisori del giudice adquem; d) il giudicato cautelare; e) le misure cautelari reali.

 

Procedimento probatorio, sentenza di merito e impugnazioni:

a) Ricostruzione del fatto e sentenza; b) inquadramento dell'appello e del ricorso per cassazione.

 

Illustrazione della tecnica di redazione della richiesta di riesame ex art. 309 c.p.p.

 

Redazione, svolgimento simulato e correzione di una o più richieste di riesame ex art. 309 c.p.p.

 

Motivazione della sentenza, contenuto dell'atto di impugnazione e rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in grado di appello. 

 

Illustrazione della tecnica di redazione dell'atto di appello.

 

Redazione, svolgimento simulato e correzione di uno o più atti di appello.

 

Motivi di ricorso per cassazione.

 

Illustrazione della tecnica di redazione del ricorso per cassazione.

 

Redazione, svolgimento simulato e correzione di uno o più ricorsi per cassazione.

Stante la natura laboratoriale dell’insegnamento, non vi sono manuali su cui preparare l’esame che, d'altronde, consiste nell'illustrazione orale o nella redazione scritta di un atto di impugnazione. Lo studente che intenda acquisire le tecniche di redazione degli atti giudiziari in ambito penale attraverso lo studio di opere dedicate o l'analisi della giurisprudenza potrà contattare il docente via mail per i relativi suggerimenti.

 

Quale codice di procedura penale:

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2020.

 

Durante il corso saranno fornite dispense di approfondimento sugli argomenti trattati.

LABORATORIO INTERATTIVO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE (IUS/16)
DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno accademico di erogazione 2019/2020

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 16/09/2019 al 06/12/2019)

Lingua ITALIANO

Percorso CLASSICO (031)

Sede Lecce

Non è prevista alcuna propedeuticità. Per una migliore comprensione degli istituti di riferimento è utile conoscere le nozioni impartite al secondo anno nel corso di Diritto penale e le coordinate strutturali e funzionali del processo penale, alla cui trattazione sono dedicate le prime ore di lezione. In ogni caso, durante il corso, l'analisi dei singoli argomenti è sempre condotta tenendo conto dei nessi sistematici con le predette discipline.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente la fase dell'esecuzione penale (libro X del codice di procedura penale) e il diritto penitenziario, alla luce dei principi costituzionali e delle fonti sovranazionali. Saranno monitorati con attenzione i lavori della "riforma penitenziaria".

 

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso illustra gli istituti dell'esecuzione penale e del diritto penitenziario, mettendone a fuoco la problematicità, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni collocate nel libro X del codice di procedura penale e quelle dell'ordinamento penitenziario, anche se "esterne", sul piano topografico, alla l. n. 354/1975 e al d.P.R. n. 230/2000 (si pensi alle norme di cui agli artt. 90-94 d.P.R. n. 309/1990); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando, sul versante dell’esecuzione penale e del diritto penitenziario, la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, mira a sviluppare le capacità critiche dello studente e ad offrigli gli strumenti metodologici che possano consentirgli in futuro di orientarsi correttamente in sede applicativa. In questa prospettiva, durante il corso, gli studenti saranno impegnati sia in esercitazioni scritte, aventi ad oggetto il commento a massime giurisprudenziali e la redazione di atti giudiziari, sia, a turno, in una ragionata esposizione orale di sentenze di legittimità e costituzionali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, incentrato, non soltanto su lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche su esercitazioni scritte e orali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving. Un rilevante contributo in questo senso deriva, sullo specifico versante del diritto penitenziario, dalle visite guidate di Istituti penitenziari, che offrono la possibilità di testare “sul campo” i protocolli concernenti l’osservazione scientifica delle personalità e il trattamento dei detenuti, nonché di confrontarsi con le svariate problematiche legate all’esecuzione della pena detentiva.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari e visite-guidate presso gli Istituti penitenziari. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema dell’esecuzione penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari e al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. All’esito del corso gli studenti frequentanti avranno la possibilità di visitare strutture penitenziarie o di internamento e di assistere agli esiti di esperienze trattamentali dei detenuti, articolate su rappresentazioni teatrali e studi introspettivi che li vedono protagonisti.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia mercoledì 18 settembre 2019. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso Istituzioni penitenziarie o di internamento "esterne".

 

Dalla fase cognitiva alla fase esecutiva. L’irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali di condanna. La revisione. Gli effetti del giudicato: l’esecutività; il principio del ne bis in idem; gli effetti extrapenali. Dalla natura «amministrativa» alla natura «giurisdizionale» dell’esecuzione penale. Ruolo e funzioni del pubblico ministero. L'esecuzione delle pene detentive. Gli organi della giurisdizione esecutiva e il procedimento di esecuzione. Le attribuzioni del giudice dell’esecuzione.

Le fonti del diritto penitenziario. La funzione rieducativa della pena. I soggetti dell’amministrazione penitenziaria. Il trattamento penitenziario. Le misure alternative alla detenzione. La magistratura di sorveglianza. Il procedimento di sorveglianza.

Per la fase esecutiva:

F. Caprioli-D. Vicoli, Procedura penale dell’esecuzione, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

un codice dell’esecuzione penale aggiornato.

 

Per il diritto penitenziario:

P. Corso (a cura di), Manuale della esecuzione penitenziaria, Monduzzi Editoriale, Milano, ultima edizione; 

 

un testo aggiornato della l. 26 luglio 1975, n. 354, del d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 e del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (artt. 90-94).

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE (IUS/16)
L'IMMIGRATO NEL PROCESSO PENALE

Corso di laurea GOVERNANCE EURO-MEDITERRANEA DELLE POLITICHE MIGRATORIE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 30.0

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno accademico di erogazione 2019/2020

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 24/02/2020 al 22/05/2020)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSI COMUNE/GENERICO (999)

Sede Lecce

Non è prevista alcuna propedeuticità.

Il corso si propone di approfondire criticamente le peculiarità del processo penale nell’ottica dell’immigrato: l'immigrato come indagato, imputato, condannato o persona offesa e le particolari disposizioni processuali penali in materia di immigrazioni clandestina.

a) Conoscenze e comprensione: il corso illustra gli istituti processuali penali che possono trovare applicazione quando un immigrato assume la veste di indagato, imputato, condannato o persona offesa, mettendone in luce la problematicità.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando la costante ricerca della ratiosottesa alle disposizioni processuali che possono trovare applicazione quando un immigrato assume lo status di indagato, imputato, condannato o persona offesa, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, mira a sviluppare le capacità critiche dello studente e ad affinarne quelle interpretative.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, incentrato, non soltanto su lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche su esercitazioni scritte e orali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving. 

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione delle lezioni e dei seminari.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura della condizione dell'immigrato coinvolto in un procedimento penale o interessato dalla esecuzione di una sentenza di condanna, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e il contributo di specialisti della materia. Sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici e al commento di pronunce delle Corti interne e sovranazionali. Lo sguardo sarà sempre rivolto alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia mercoledì 4 marzo 2020.

Il processo penale: profili generali.

 

Lo status processuale dell'immigrato (indagato, imputato, condannato o persona offesa).

 

Il diritto di difesa dello straniero (art. 17 d. lgs. n. 286/1998).

 

Le particolari disposizioni processuali penali in materia di immigrazione clandestina: a) le speciali attribuzioni del Procuratore della Repubblica Distrettuale (art. 51 c.p.p.);  b) ispezioni, perquisizioni e sequestri (art. 12, commi 7, 8, 9-bis, 9-ter, 9-quater, 9-quinquies, 9-sexiese 9-septiesd. lgs. n. 286/1998); c) le intercettazioni (art. 13 d.l. n. 152/1991, conv. in l. n. 203/1991); d) le operazioni sotto copertura (art. 9 l. n. 146/2006); e) l’arresto in flagranza (artt. 379-391 c.p.p.; art. 12, comma 4, d. lgs. n. 286/1998); f) le presunzioni cautelari di sussistenza dei pericula libertatis e di adeguatezza esclusiva della custodia carceraria (art. 275 comma 3 c.p.p.; art. 12, comma 4-bis, d. lgs. n. 286/1998); g) il sequestro a fini di confisca, di confisca “allargata” e “per equivalente” (artt. 321-323 c.p.p.; artt. 240-240-bis c.p.; art. 12, commi 4-ter, 5-bis e 8, d. lgs. n. 286/1998); h) i termini di durata delle indagini preliminari e la relativa proroga (artt. 405-407 c.p.p.); i) i criteri di ammissione della prova in casi particolari (art. 190-bis c.p.p.); l) l’applicazione della pena su richiesta delle parti (artt. 444-448 c.p.p.); m) l’esecuzione delle pene detentive (art. 656 c.p.p.; art. 4-bis l. n. 354/1975; art. 18, comma 6, d. lgs. n. 286/1998; cfr. anche art. 16 d. lgs. n. 286/1998).

 

Le interferenze tra processo penale e “ingresso e soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato”, “espulsione amministrativa”, “programmi di rimpatrio assistito” (artt. 10-bis, commi 3, 4, 5, e 6, 13, 14, 14-ter, commi 3 e 5, e 18-bis, comma 4-bis, d. lgs. n. 286/1998).

 

L’espulsione a titolo di misura di sicurezza (art. 15 d. lgs. n. 286/1998).

 

L’espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione (art. 16 d. lgs. n. 286/1998).

Un manuale a scelta tra:

- M. Bargis, Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, ultima edizione;

 

A. Scalfati-A. Bernasconi-A. De Caro-A. Furgiuele-M. Menna-C. Pansini-N. Triggiani-C. Valentini, Manuale di Diritto processuale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- O. Dominioni-P. Corso-A. Gaito- G. Spangher-N. Galantini-L. Filippi-G. Garuti-O. Mazza-G. Varraso-D. Vigoni, Procedura penale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- P. Tonini, Manuale di procedura penale, Giuffrè, Milano, 2020.

 

Dei manuali indicati, andranno studiati solo i capitoli relativi agli argomenti del programma. 

 

Un codice di procedura penale aggiornato (contenente, tra l'altro, il d. lgs. n. 286/1998).

L'IMMIGRATO NEL PROCESSO PENALE (IUS/16)
PROCEDURA PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 15.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 112.5

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2019/2020

Anno di corso 5

Semestre Annualità Singola (dal 16/09/2019 al 22/05/2020)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Propedeuticità: Diritto penale.

 

Il corso si propone di analizzare criticamente i rapporti tra la parte statica e quella dinamica del procedimento penale, nel prisma della funzione cognitiva che lo permea. Lungo quest'asse, che muove dalla notizia di reato e mette capo alla formazione del giudicato, si metteranno a fuoco tutti gli istituti processuali e i relativi nessi sistematici.

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento dei principi, delle caratteristiche strutturali e delle modalità di svolgimento del procedimento penale e dei profili istituzionali dell’ordinamento giudiziario nel settore penale; mette a fuoco la problematicità degli istituti, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni di "parte statica" e quelle di "parte dinamica"; prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme processuali negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni processuali vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, intende sviluppare le capacità critiche dello studente e affinarne quelle interpretative e favorire il conseguimento delle specifiche capacità, sul piano applicativo, di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giuridici, in ambito processuale penale, corretti, chiari, pertinenti e ben argomentati. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati, anche di tipo seminariale, sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale. Nella stessa prospettiva, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e delle tecniche argomentative, per il tramite di esercitazioni orali e scritte e simulazioni processuali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche di esercitazioni, scritte e orali, e simulazioni processuali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa e attitudine al problem solving.In questa direzione, la possibilità di assistere, a fine corso, alla celebrazione di dibattimenti, consentendo di testare come le norme processuali "vivono" nell'aula di udienza, favorisce quell'apertura mentale necessaria ad esplorare percorsi interpretativi e soluzioni applicative originali.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari, rendendoli protagonisti di simulazioni processuali. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema processuale penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, soprattutto post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari, al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione e allo svolgimento di simulazioni processuali. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare alla visita guidata di una sala intercettazioni presso la Procura della Repubblica di Brindisi e, alla fine del corso, di assistere a udienze penali di merito presso gli Uffici giudicanti del Distretto di Corte di Appello di Lecce

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia giovedì 19 settembre 2019. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso la Corte di cassazione, la Corte costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, etc.

 

 

INTRODUZIONE: Il “giusto processo” penale.

 

 

PROFILI STATICI:

 

Soggetti: a) giudice; b) pubblico ministero; c) polizia giudiziaria; d) imputato; e) parti accessorie: parte civile; responsabile civile; persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria; f) persona offesa ed enti esponenziali degli interessi lesi dal reato; g) difensore.

 

Atti: a) disposizioni generali; b) atti e provvedimenti del giudice; c) documentazione degli atti; d) traduzione degli atti; e) notificazioni; f) termini; g) fisiologia e patologia dell’atto processuale: le specie di invalidità.

 

Prove: a) il procedimento probatorio, con particolare riferimento all’ammissione e alla valutazione della prova (artt. 190, 190 bis e 192 c.p.p.); b) la “circolazione” probatoria (artt. 238 e 238 bis c.p.p.); c) la prova dichiarativa: testimonianza, esame delle parti private e delle persone imputate in un procedimento connesso o collegato; d) perizia; e) ispezioni, perquisizioni e sequestro probatorio; f) intercettazioni di conversazioni o comunicazioni.

 

Misure cautelari: a) presupposti, criteri e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate; d) la riparazione per l’ingiusta detenzione; e) le misure cautelari reali.

 

 

PROFILI DINAMICI:

 

Indagini preliminari: a) notizia di reato; b) durata delle indagini preliminari; c) attività di polizia giudiziaria e del pubblico ministero e relative garanzie difensive; d) rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria; e) rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero; f) arresto in flagranza e fermo; g) incidente probatorio; h) indagini difensive; i) conclusione delle indagini preliminari, con particolare riferimento al procedimento di archiviazione.

 

Udienza preliminare: a) instaurazione; b) contradditorio camerale; c) poteri cognitivi e decisori del giudice; d) sistema dei fascicoli processuali.

 

Procedimenti speciali: a) giudizio abbreviato; b) applicazione della pena su richiesta delle parti; c) gli altri procedimenti speciali.

 

Fase del giudizio: a) atti preliminari e atti introduttivi al dibattimento; b) dibattimento: l’istruzione dibattimentale, con particolare riferimento alla disciplina dell'esame e delle letture; c) nuove contestazioni; d) atti successivi al dibattimento.

 

Procedimenti minori: a) procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica; b) procedimento dinanzi al giudice di pace; c) procedimento penale contro gli enti.

 

Impugnazioni: a) disposizioni generali; b) appello; c) ricorso per cassazione; d) revisione.

 

Cenni sul giudicato penale.

 

I rapporti giurisdizionali con autorità straniere.

 

Profili istituzionali di ordinamento giudiziario.

Lettura propedeutica:

G. Giostra, Prima lezione sulla giustizia penale, Laterza, Bari, in corso di pubblicazione.

 

Un manuale a scelta tra:

- M. Bargis, Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, ultima edizione;

 

A. Scalfati-A. Bernasconi-A. De Caro-A. Furgiuele-M. Menna-C. Pansini-N. Triggiani-C. Valentini, Manuale di Diritto processuale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- O. Dominioni-P. Corso-A. Gaito- G. Spangher-N. Galantini-L. Filippi-G. Garuti-O. Mazza-G. Varraso-D. Vigoni, Procedura penale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- P. Tonini, Manuale di procedura penale, Giuffrè, Milano, ultima edizione.

 

Quale codice di procedura penale:

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2019.

 

Letture, facoltative, di approfondimento:

- R. Orlandi, L’organizzazione della giustizia penale, in P. Biavati-C. Guarnieri-R. Orlandi-N. Zanon, La giustizia civile e penale in Italia, Il Mulino, Bologna, 2008, p. 197-259;

 

-P. Ferrua, Il ‘Giusto processo, Zanichelli, Bologna, 2012;

 

- M. Ceresa Gastaldo, Procedura penale delle società, Giappichelli, Torino, 2019. 

PROCEDURA PENALE
PROCEDURA PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 15.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 112.5

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2019/2020

Anno di corso 5

Semestre Annualità Singola (dal 16/09/2019 al 22/05/2020)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

PROCEDURA PENALE (IUS/16)
DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 17/09/2018 al 07/12/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

Non è prevista alcuna propedeuticità. Per una migliore comprensione degli istituti di riferimento è utile conoscere le nozioni impartite al secondo anno nel corso di Diritto penale e le coordinate strutturali e funzionali del processo penale, alla cui trattazione sono dedicate le prime ore di lezione. In ogni caso, durante il corso, l'analisi dei singoli argomenti è sempre condotta tenendo conto dei nessi sistematici con le predette discipline.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente la fase dell'esecuzione penale (libro X del codice di procedura penale) e il diritto penitenziario, alla luce dei principi costituzionali e delle fonti sovranazionali. Saranno monitorati con attenzione i lavori della "riforma penitenziaria".

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso illustra gli istituti dell'esecuzione penale e del diritto penitenziario, mettendone a fuoco la problematicità, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni collocate nel libro X del codice di procedura penale e quelle dell'ordinamento penitenziario, anche se "esterne", sul piano topografico, alla l. n. 354/1975 e al d.P.R. n. 230/2000 (si pensi alle norme di cui agli artt. 90-94 d.P.R. n. 309/1990); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando, sul versante dell’esecuzione penale e del diritto penitenziario, la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, mira a sviluppare le capacità critiche dello studente e ad offrigli gli strumenti metodologici che possano consentirgli in futuro di orientarsi correttamente in sede applicativa. In questa prospettiva, durante il corso, gli studenti saranno impegnati sia in esercitazioni scritte, aventi ad oggetto il commento a massime giurisprudenziali e la redazione di atti giudiziari, sia, a turno, in una ragionata esposizione orale di sentenze di legittimità e costituzionali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, incentrato, non soltanto su lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche su esercitazioni scritte e orali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving. Un rilevante contributo in questo senso deriva, sullo specifico versante del diritto penitenziario, dalle visite guidate di Istituti penitenziari, che offrono la possibilità di testare “sul campo” i protocolli concernenti l’osservazione scientifica delle personalità e il trattamento dei detenuti, nonché di confrontarsi con le svariate problematiche legate all’esecuzione della pena detentiva.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari e visite-guidate presso gli Istituti penitenziari. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema dell’esecuzione penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari e al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. All’esito del corso gli studenti frequentanti avranno la possibilità di visitare strutture penitenziarie o di internamento e di assistere agli esiti di esperienze trattamentali dei detenuti, articolate su rappresentazioni teatrali e studi introspettivi che li vedono protagonisti.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia lunedì 24 settembre 2018. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso Istituzioni penitenziarie o di internamento "esterne".

 

Dalla fase cognitiva alla fase esecutiva. L’irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali di condanna. La revisione. Gli effetti del giudicato: l’esecutività; il principio del ne bis in idem; gli effetti extrapenali. Dalla natura «amministrativa» alla natura «giurisdizionale» dell’esecuzione penale. Ruolo e funzioni del pubblico ministero. L'esecuzione delle pene detentive. Gli organi della giurisdizione esecutiva e il procedimento di esecuzione. Le attribuzioni del giudice dell’esecuzione.

Le fonti del diritto penitenziario. La funzione rieducativa della pena. I soggetti dell’amministrazione penitenziaria. Il trattamento penitenziario. Le misure alternative alla detenzione. La magistratura di sorveglianza. Il procedimento di sorveglianza.

Per la fase esecutiva:

F. Caprioli-D. Vicoli, Procedura penale dell’esecuzione, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

un codice dell’esecuzione penale aggiornato.

 

Per il diritto penitenziario:

P. Corso (a cura di), Manuale della esecuzione penitenziaria, Monduzzi Editoriale, Milano, ultima edizione; 

 

un testo aggiornato della l. 26 luglio 1975, n. 354, del d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 e del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (artt. 90-94).

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE (IUS/16)
PROCEDURA PENALE MODULO B

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 9.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 0.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Anno di corso 5

Semestre Annualità Singola (dal 17/09/2018 al 17/05/2019)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

PROCEDURA PENALE MODULO B (IUS/16)
PROCEDURA PENALE MODULO B

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 9.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 0.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2018/2019

Anno di corso 5

Semestre Annualità Singola (dal 17/09/2018 al 17/05/2019)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Propedeuticità: Diritto penale.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente il rapporto tra cautele e libertà personale e la fase dinamica del procedimento penale di cognizione, che muove dalla notizia di reato e mette capo alla formazione del giudicato. Lungo quest'asse, si prenderanno in considerazione tutti gli istituti del procedimento penale e i relativi nessi sistematici.

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento dei principi, delle caratteristiche strutturali e delle dinamiche del sistema cautelare, delle modalità di svolgimento del processo penale e dei profili istituzionali dell’ordinamento giudiziario nel settore penale; mette a fuoco la problematicità degli istituti, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti con le disposizioni di "parte statica" contenute nei primi tre libri del codice (analizzate nell'ambito del modulo A); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme processuali negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni processuali vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, intende sviluppare le capacità critiche dello studente e affinarne quelle interpretative e favorire il conseguimento delle specifiche capacità, sul piano applicativo, di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giuridici, in ambito processuale penale, corretti, chiari, pertinenti e ben argomentati. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati, anche di tipo seminariale, sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale. Nella stessa prospettiva, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e delle tecniche argomentative, per il tramite di esercitazioni orali e scritte e simulazioni processuali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche di esercitazioni, scritte e orali, e simulazioni processuali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa e attitudine al problem solving.In questa direzione, la possibilità di assistere, a fine corso, alla celebrazione di dibattimenti, consentendo di testare come le norme processuali "vivono" nell'aula di udienza, favorisce quell'apertura mentale necessaria ad esplorare percorsi interpretativi e soluzioni applicative originali.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari, rendendoli protagonisti di simulazioni processuali. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema processuale penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, soprattutto post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari, al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione e allo svolgimento di simulazioni processuali. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare alla visita guidata di una sala intercettazioni presso la Procura della Repubblica di Brindisi e, alla fine del corso, di assistere a udienze penali di merito presso gli Uffici giudicanti del Distretto di Corte di Appello di Lecce

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia mercoledì 27 febbraio 2019. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso la Corte di cassazione, la Corte costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, etc.

 

Introduzione: Libertà e cautele penali.

 

PROFILI STATICI

Misure cautelari: a) presupposti, criteri e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate; d) la riparazione per l’ingiusta detenzione; e) le misure cautelari reali.

 

PROFILI DINAMICI

Indagini preliminari: a) notizia di reato; b) durata delle indagini preliminari; c) attività di polizia giudiziaria e del pubblico ministero e relative garanzie difensive; d) rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria; e) rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero; f) arresto in flagranza e fermo; g) incidente probatorio; h) indagini difensive; i) conclusione delle indagini preliminari, con particolare riferimento al procedimento di archiviazione.

Udienza preliminare: a) instaurazione; b) contradditorio camerale; c) poteri cognitivi e decisori del giudice; d) sistema dei fascicoli processuali.

Procedimenti speciali: a) giudizio abbreviato; b) applicazione della pena su richiesta delle parti; c) gli altri procedimenti speciali.

Fase del giudizio: a) atti preliminari e atti introduttivi al dibattimento; b) dibattimento: l’istruzione dibattimentale, con particolare riferimento alla disciplina dell'esame e delle letture; c) nuove contestazioni; d) atti successivi al dibattimento.

Procedimenti minori: a) procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica; b) procedimento dinanzi al giudice di pace; c) procedimento penale contro gli enti.

Impugnazioni: a) disposizioni generali; b) appello; c) ricorso per cassazione; d) revisione.

Cenni sul giudicato penale.

I rapporti giurisdizionali con autorità straniere.

Profili istituzionali di ordinamento giudiziario.

Per le misure cautelari:

R. Adorno, Libertà e cautele (titolo provvisorio), Giappichelli, Torino, in corso di pubblicazione.

 

Per la restante parte del programma, un manuale a scelta tra:

- M. Bargis, Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, ultima edizione;

 

A. Scalfati-A. Bernasconi-A. De Caro-A. Furgiuele-M. Menna-C. Pansini-N. Triggiani-C. Valentini, Manuale di Diritto processuale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- O. Dominioni-P. Corso-A. Gaito- G. Spangher-N. Galantini-L. Filippi-G. Garuti-O. Mazza-G. Varraso-D. Vigoni, Procedura penale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- P. Tonini, Manuale di procedura penale, Giuffrè, Milano, ultima edizione.

 

Quale codice di procedura penale:

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, ultrima edizione.

 

Letture, facoltative, di approfondimento:

- R. Orlandi, L’organizzazione della giustizia penale, in P. Biavati-C. Guarnieri-R. Orlandi-N. Zanon, La giustizia civile e penale in Italia, Il Mulino, Bologna, 2008, p. 197-259;

 

-P. Ferrua, Il ‘Giusto processo, Zanichelli, Bologna, 2012;

 

- M. Ceresa Gastaldo, Procedura penale delle società, Giappichelli, Torino, 2015. 

PROCEDURA PENALE MODULO B
DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 0.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 18/09/2017 al 07/12/2017)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

Non è prevista alcuna propedeuticità. Per una migliore comprensione degli istituti di riferimento è utile conoscere le nozioni impartite al secondo anno nel corso di Diritto penale e le coordinate strutturali e funzionali del processo penale, alla cui trattazione sono dedicate le prime ore di lezione. In ogni caso, durante il corso, l'analisi dei singoli argomenti è sempre condotta tenendo conto dei nessi sistematici con le predette discipline.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente la fase dell'esecuzione penale (libro X del codice di procedura penale) e il diritto penitenziario, alla luce dei principi costituzionali e delle fonti sovranazionali. Saranno monitorati con attenzione gli sviluppi della delega per la "riforma penitenziaria".

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso illustra gli istituti dell'esecuzione penale e del diritto penitenziario, mettendone a fuoco la problematicità, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni collocate nel libro X del codice di procedura penale e quelle dell'ordinamento penitenziario, anche se "esterne", sul piano topografico, alla l. n. 354/1975 e al d.P.R. n. 230/2000 (si pensi alle norme di cui agli artt. 90-94 d.P.R. n. 309/1990); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando, sul versante dell’esecuzione penale e del diritto penitenziario, la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, mira a sviluppare le capacità critiche dello studente e ad offrigli gli strumenti metodologici che possano consentirgli in futuro di orientarsi correttamente in sede applicativa. In questa prospettiva, durante il corso, gli studenti saranno impegnati sia in esercitazioni scritte, aventi ad oggetto il commento a massime giurisprudenziali e la redazione di atti giudiziari, sia, a turno, in una ragionata esposizione orale di sentenze di legittimità e costituzionali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, incentrato, non soltanto su lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche su esercitazioni scritte e orali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving. Un rilevante contributo in questo senso deriva, sullo specifico versante del diritto penitenziario, dalle visite guidate di Istituti penitenziari, che offrono la possibilità di testare “sul campo” i protocolli concernenti l’osservazione scientifica delle personalità e il trattamento dei detenuti, nonché di confrontarsi con le svariate problematiche legate all’esecuzione della pena detentiva.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari e visite-guidate presso gli Istituti penitenziari. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema dell’esecuzione penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari e al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. All’esito del corso gli studenti frequentanti avranno la possibilità di visitare strutture penitenziarie o di internamento e di assistere agli esiti di esperienze trattamentali dei detenuti, articolate su rappresentazioni teatrali e studi introspettivi che li vedono protagonisti.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia martedì 26 settembre 2017. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso Istituzioni penitenziarie o di internamento "esterne".

 

Dalla fase cognitiva alla fase esecutiva. L’irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali di condanna. La revisione. Gli effetti del giudicato: l’esecutività; il principio del ne bis in idem; gli effetti extrapenali. Dalla natura «amministrativa» alla natura «giurisdizionale» dell’esecuzione penale. Ruolo e funzioni del pubblico ministero. L'esecuzione delle pene detentive. Gli organi della giurisdizione esecutiva e il procedimento di esecuzione. Le attribuzioni del giudice dell’esecuzione.

Le fonti del diritto penitenziario. La funzione rieducativa della pena. I soggetti dell’amministrazione penitenziaria. Il trattamento penitenziario. Le misure alternative alla detenzione. La magistratura di sorveglianza. Il procedimento di sorveglianza.

Per la fase esecutiva:

F. Caprioli-D. Vicoli, Procedura penale dell’esecuzione, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

un codice dell’esecuzione penale aggiornato.

 

Per il diritto penitenziario:

P. Corso (a cura di), Manuale della esecuzione penitenziaria, Monduzzi Editoriale, Milano, ultima edizione; 

 

un testo aggiornato della l. 26 luglio 1975, n. 354, del d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 e del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (artt. 90-94).

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE (IUS/16)
PROCEDURA PENALE - MODULO B

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 9.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 0.0

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Anno di corso 5

Semestre Secondo Semestre (dal 26/02/2018 al 14/05/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Propedeuticità: Diritto penale.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente il rapporto tra cautele e libertà personale e la fase dinamica del procedimento penale di cognizione, che muove dalla notizia di reato e mette capo alla formazione del giudicato. Lungo quest'asse, si prenderanno in considerazione tutti gli istituti del procedimento penale e i relativi nessi sistematici.

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso è volto a consentire allo studente l’apprendimento dei principi, delle caratteristiche strutturali e delle dinamiche del sistema cautelare, delle modalità di svolgimento del processo penale e dei profili istituzionali dell’ordinamento giudiziario nel settore penale; mette a fuoco la problematicità degli istituti, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti con le disposizioni di "parte statica" contenute nei primi tre libri del codice (analizzate nell'ambito del modulo A); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme processuali negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni processuali vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, intende sviluppare le capacità critiche dello studente e affinarne quelle interpretative e favorire il conseguimento delle specifiche capacità, sul piano applicativo, di affrontare con consapevolezza l’analisi casistica e la qualificazione giuridica dei fatti e di redigere atti giuridici, in ambito processuale penale, corretti, chiari, pertinenti e ben argomentati. A tal fine, saranno curati approfondimenti mirati, anche di tipo seminariale, sugli istituti nevralgici e sui più delicati snodi del processo penale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale. Nella stessa prospettiva, sarà valorizzato l’insegnamento della metodologia di analisi dei testi normativi e giurisprudenziali e delle tecniche argomentative, per il tramite di esercitazioni orali e scritte e simulazioni processuali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, che sia avvale, non soltanto di lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche di esercitazioni, scritte e orali, e simulazioni processuali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica, iniziativa e attitudine al problem solving.In questa direzione, la possibilità di assistere, a fine corso, alla celebrazione di dibattimenti, consentendo di testare come le norme processuali "vivono" nell'aula di udienza, favorisce quell'apertura mentale necessaria ad esplorare percorsi interpretativi e soluzioni applicative originali.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari, rendendoli protagonisti di simulazioni processuali. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema processuale penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, soprattutto post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari, al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione e allo svolgimento di simulazioni processuali. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare alla visita guidata di una sala intercettazioni presso la Procura della Repubblica di Brindisi e, alla fine del corso, di assistere a udienze penali di merito presso gli Uffici giudicanti del Distretto di Corte di Appello di Lecce

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia mercoledì 21 febbraio 2018. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso la Corte di cassazione, la Corte costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, etc.

 

Introduzione: Libertà e cautele penali.

 

PROFILI STATICI

Misure cautelari: a) presupposti, criteri e procedimento applicativo delle misure cautelari personali; b) l’estinzione delle misure cautelari personali; c) le impugnazioni dei provvedimenti de libertate; d) la riparazione per l’ingiusta detenzione; e) le misure cautelari reali.

 

PROFILI DINAMICI

Indagini preliminari: a) notizia di reato; b) durata delle indagini preliminari; c) attività di polizia giudiziaria e del pubblico ministero e relative garanzie difensive; d) rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria; e) rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero; f) arresto in flagranza e fermo; g) incidente probatorio; h) indagini difensive; i) conclusione delle indagini preliminari, con particolare riferimento al procedimento di archiviazione.

Udienza preliminare: a) instaurazione; b) contradditorio camerale; c) poteri cognitivi e decisori del giudice; d) sistema dei fascicoli processuali.

Procedimenti speciali: a) giudizio abbreviato; b) applicazione della pena su richiesta delle parti; c) gli altri procedimenti speciali.

Fase del giudizio: a) atti preliminari e atti introduttivi al dibattimento; b) dibattimento: l’istruzione dibattimentale, con particolare riferimento alla disciplina dell'esame e delle letture; c) nuove contestazioni; d) atti successivi al dibattimento.

Procedimenti minori: a) procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica; b) procedimento dinanzi al giudice di pace; c) procedimento penale contro gli enti.

Impugnazioni: a) disposizioni generali; b) appello; c) ricorso per cassazione; d) revisione.

Cenni sul giudicato penale.

I rapporti giurisdizionali con autorità straniere.

Profili istituzionali di ordinamento giudiziario.

Un manuale a scelta tra:

- G. Conso-V. Grevi-M. Bargis, Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, ultima edizione;

 

- O. Dominioni-P. Corso-A. Gaito- G. Spangher-N. Galantini-L. Filippi-G. Garuti-O. Mazza-G. Varraso-D. Vigoni, Procedura penale, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

- P. Tonini, Manuale di procedura penale, Giuffrè, Milano, ultima edizione.

 

H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia (a cura di), Codice sistematico di procedura penale, Giappichelli, Torino, ultrima edizione.

 

Letture, facoltative, di approfondimento:

- R. Orlandi, L’organizzazione della giustizia penale, in P. Biavati-C. Guarnieri-R. Orlandi-N. Zanon, La giustizia civile e penale in Italia, Il Mulino, Bologna, 2008, p. 197-259;

 

-P. Ferrua, Il ‘Giusto processo, Zanichelli, Bologna, 2012;

 

- M. Ceresa Gastaldo, Procedura penale delle società, Giappichelli, Torino, 2015. 

PROCEDURA PENALE - MODULO B (IUS/16)
DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/16

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore totali di attività frontale: 0.0

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 19/09/2016 al 09/12/2016)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

Non è prevista alcuna propedeuticità. Per una migliore comprensione degli istituti di riferimento è utile conoscere le nozioni impartite al secondo anno nel corso di Diritto penale e le coordinate strutturali e funzionali del processo penale, alla cui trattazione sono dedicate le prime ore di lezione. In ogni caso, durante il corso, l'analisi dei singoli argomenti è sempre condotta tenendo conto dei nessi sistematici con le predette discipline.

 

Il corso si propone di approfondire criticamente la fase dell'esecuzione penale (libro X del codice di procedura penale) e il diritto penitenziario, alla luce dei principi costituzionali e delle fonti sovranazionali.

 

Obiettivi formativi

 

a) Conoscenze e comprensione: il corso illustra gli istituti dell'esecuzione penale e del diritto penitenziario, mettendone a fuoco la problematicità, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale; conduce per mano lo studente nella comprensione dei nessi sistematici intercorrenti tra le disposizioni collocate nel libro X del codice di procedura penale e quelle dell'ordinamento penitenziario, anche se "esterne", sul piano topografico, alla l. n. 354/1975 e al d.P.R. n. 230/2000 (si pensi alle norme di cui agli artt. 90-94 d.P.R. n. 309/1990); prepara il futuro giurista a collocare correttamente le norme negli ambiti applicativi di riferimento.

 

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: il corso, valorizzando, sul versante dell’esecuzione penale e del diritto penitenziario, la costante ricerca della ratio sottesa alle disposizioni vigenti, la loro spiegazione sistematica e la ricostruzione del precetto da esse ricavabile alla luce della Costituzione e del diritto comunitario e convenzionale, mira a sviluppare le capacità critiche dello studente e ad offrigli gli strumenti metodologici che possano consentirgli in futuro di orientarsi correttamente in sede applicativa. In questa prospettiva, durante il corso, gli studenti saranno impegnati sia in esercitazioni scritte, aventi ad oggetto il commento a massime giurisprudenziali e la redazione di atti giudiziari, sia, a turno, in una ragionata esposizione orale di sentenze di legittimità e costituzionali.

 

c) Autonomia di giudizio: attraverso un metodo didattico interattivo, incentrato, non soltanto su lezioni frontali - comunque sempre finalizzate a stimolare la capacità di ragionamento del discente, attraverso la contestualizzazione empirica degli argomenti esposti -, ma anche su esercitazioni scritte e orali, nel corso delle quali saranno esaminati specifici casi giurisprudenziali o affrontate questioni del tutto nuove, lo studente può acquisire flessibilità concettuale e giuridica e attitudine al problem solving. Un rilevante contributo in questo senso deriva, sullo specifico versante del diritto penitenziario, dalle visite guidate di Istituti penitenziari, che offrono la possibilità di testare “sul campo” i protocolli concernenti l’osservazione scientifica delle personalità e il trattamento dei detenuti, nonché di confrontarsi con le svariate problematiche legate all’esecuzione della pena detentiva.

 

d) Abilità comunicative: il tecnicismo che caratterizza la disciplina comporta la necessita di dotare gli studenti di una terminologia specialistica, di una tecnica espositiva serrata e della capacità di sviluppare con accuratezza e logicità le proprie argomentazioni. In quest’ordine di idee, l’abilità comunicativa degli studenti sarà forgiata impegnandoli in una eterogenea gamma di esercitazioni scritte, chiamandoli ad esporre coram populo il contenuto di sentenze, sollecitandoli al dibattito in occasione di seminari e visite-guidate presso gli Istituti penitenziari. L’affinamento della capacità comunicativa sarà ulteriormente stimolato nell’ambito del ricevimento, durante il quale è prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente, tanto nella analisi degli argomenti trattati a lezione, quanto nella elaborazione della tesi di laurea.

 

e) Capacità di apprendimento: il corso si propone di impartire non solo, e non tanto, nozioni, ma chiavi di lettura del sistema dell’esecuzione penale, in modo tale da consentire agli studenti stessi di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del diritto positivo e vivente. Muovendo dall’evoluzione storica degli istituti e dalla loro cornice costituzionale, europea e convenzionale, e mettendo a frutto le costruzioni dogmatiche della più autorevole dottrina e la conoscenza delle rationes decidendi che hanno ispirato i tracciati esegetici delle Corti interne e sovranazionali, lo studente acquisirà competenze e capacità critiche idonee a garantirgli l’accesso a ulteriori approfondimenti teorico-pratici, anche post-lauream.

 

Il corso si articola secondo modalità fortemente dinamiche e interattive. A tal fine, alle lezioni frontali si affiancheranno approfondimenti tematici, anche di tipo seminariale, con l’ausilio di apposito materiale dottrinale e giurisprudenziale e sarà riservata particolare attenzione alla discussione di casi pratici, alla redazione di atti giudiziari e al commento di massime tratte da pronunce della Corte di cassazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle più attuali questioni interpretative e ai risvolti applicativi della disciplina: le une e gli altri saranno anche scandagliati, in appositi seminari, con il contributo di specialisti della materia. All’esito del corso gli studenti frequentanti avranno la possibilità di visitare strutture penitenziarie o di internamento e di assistere agli esiti di esperienze trattamentali dei detenuti, articolate su rappresentazioni teatrali e studi introspettivi che li vedono protagonisti.

L’esame consiste in un colloquio orale teso a verificare il grado di assimilazione e comprensione degli argomenti trattati durante il corso e contenuti nei libri di testo consigliati, nonché la capacità di proiettare criticamente le nozioni apprese nella tessitura di collegamenti sistematici tra i singoli istituti e di individuare soluzioni sul piano applicativo partendo dal quadro normativo di riferimento.

Il corso inizia martedì 20 settembre 2016. Gli studenti frequentanti avranno la possibilità di partecipare, secondo un criterio di priorità, ai viaggi di studio che dovessero essere organizzati durante l’anno accademico presso Istituzioni penitenziarie o di internamento "esterne".

 

Dalla fase cognitiva alla fase esecutiva. L’irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali di condanna. La revisione. Gli effetti del giudicato: l’esecutività; il principio del ne bis in idem; gli effetti extrapenali. Dalla natura «amministrativa» alla natura «giurisdizionale» dell’esecuzione penale. Ruolo e funzioni del pubblico ministero. L'esecuzione delle pene detentive. Gli organi della giurisdizione esecutiva e il procedimento di esecuzione. Le attribuzioni del giudice dell’esecuzione.

Le fonti del diritto penitenziario. La funzione rieducativa della pena. I soggetti dell’amministrazione penitenziaria. Il trattamento penitenziario. Le misure alternative alla detenzione. La magistratura di sorveglianza. Il procedimento di sorveglianza.

Per la fase esecutiva:

F. Caprioli-D. Vicoli, Procedura penale dell’esecuzione, Giappichelli, Torino, ultima edizione;

 

un codice dell’esecuzione penale aggiornato.

 

Per il diritto penitenziario:

 

P. Corso (a cura di), Manuale della esecuzione penitenziaria, Monduzzi Editoriale, Milano, ultima edizione; 

 

un testo aggiornato della l. 26 luglio 1975, n. 354, del d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 e del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (artt. 90-94).

DIRITTO DELL'ESECUZIONE PENALE (IUS/16)

Tesi

È stato relatore di numerosissime tesi di laurea.

Pubblicazioni

PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE (edite al 31 dicembre 2021)

 

  1. Artt. 449-452, 459-464 novies c.p.p., in Codice sistematico di procedura penale, a cura di Hervé Belluta – Mitja Gialuz – Luca Luparia, V ed., Giappichelli, Torino, 2020;
  2. Il termine per il reclamo in materia di permessi premio tra “rime obbligate” e “soluzioni già esistenti nel sistema”, in Giurisprudenza costituzionale, Giuffrè, Milano, 2020, fasc. 3;
  3. L’art. 275 c.p.p. a trent’anni dalla «grande riforma», in Il Foro Italiano, Società Editrice «Il Foro Italiano», Roma, 2020, fasc. 4;
  4. Commento agli artt. 470-477 c.p.p., in Commentario breve al codice di procedura penale, III ed., a cura di Giulio Illuminati – Livia Giuliani, Wolters Kluwer-Cedam, Milano, 2020;
  5. Artt. 449-452, 459-464 novies c.p.p., in Codice sistematico di procedura penale, a cura di Hervé Belluta – Mitja Gialuz – Luca Luparia, IV ed., Giappichelli, Torino, 2019;
  6. Commento all’art. 14 quater ord. penit., in L’esecuzione penale. Ordinamento penitenziario e leggi complementari, a cura di Fabio Fiorentin – Fabrizio Siracusano, Giuffrè, Milano, 2019;
  7. Le radici della mafia nel Salento, in AA. VV., Ricerche sul Salento. Il contributo del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo alla conoscenza del territorio. Rapporto 2018, a cura di Fabio Pollice, in Placetelling, 2018, n.1, Università del Salento, Lecce, 2018;  
  8. La Sacra Corona Unità tra offensiva giudiziaria e legittimazione sociale, in AA. VV., Ricerche sul Salento. Il contributo del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo alla conoscenza del territorio. Rapporto 2018, a cura di Fabio Pollice, in Placetelling, 2018, n.1, Università del Salento, Lecce, 2018; 
  9. Artt. 449-452, 459-464 novies c.p.p., in Codice sistematico di procedura penale, a cura di Hervé Belluta – Mitja Gialuz – Luca Luparia, III ed., Giappichelli, Torino, 2018;
  10.  La vicenda cautelare: presupposti e criteri di scelta delle misure de libertate, in AA. VV., Donne e carcere, a cura di Daniela Pajardi-Rossano Adorno-Carla Marina Lendaro-Carlo Alberto Romano, Giuffrè, Milano, 2018;
  11.  Diritto al difensore dell’imputato in vinculis e procedimento cautelare, in AA. VV., Nuovi orizzonti del diritto alla difesa tecnica. Un itinerario tra questioni attuali e aperture del quadro normativo, a cura di Daniele Negri – Paolo Renon, Giappichelli, Torino, 2017;
  12.  Commento agli artt. 114-115 c.p.p., in Codice di procedura penale, a cura di Giovanni Canzio – Renato Bricchetti, vol. I, Giuffrè, Milano, 2017;
  13.  Commento agli artt. 220 parte A, 221-224, 225-233 parte A c.p.p., in Codice di procedura penale commentato, a cura di Angelo Giarda - Giorgio Spangher, Ipsoa, V ed., vol. I, Wolters Kluwer (Commentari Ipsoa), Milanofiori Assago (MI), 2017;
  14.  Commento all’art. 309 c.p.p., in Codice di procedura penale commentato, a cura di Angelo Giarda - Giorgio Spangher, V ed., vol. I, Wolters Kluwer (Commentari Ipsoa), Milanofiori Assago (MI), 2017;
  15.  Artt. 449-452, 459-464 novies c.p.p., in Codice sistematico di procedura penale, a cura di Hervé Belluta – Mitja Gialuz – Luca Luparia, II ed., Giappichelli, Torino, 2017;
  16.  Semplificazione, diritto alla presenza dell’interessato e pubblicità, in AA. VV., Proposte per l’attuazione della delega penitenziaria, a cura di Glauco Giostra – Pasquale Bronzo, Sapienza Università Editrice, Roma, 2017;
  17.  Artt. 449-452, 459-464 novies c.p.p., in Codice sistematico di procedura penale, a cura di Hervé Belluta – Mitja Gialuz – Luca Luparia, Giappichelli, Torino, 2016;
  18.  La parabola della custodia cautelare ‘obbligatoria per legge’, in Scritti dedicati a Maurizio Converso, a cura di Domenico Dalfino, Roma Tre-Press, Roma, 2016;
  19.  Contributo in tema di Semplificazione delle procedure, in AA. VV., Carceri: materiali per la riforma. Working paper, raccolta di contributi curata da Glauco Giostra, con la collaborazione di Pasquale Bronzo, in www. penalecontemporaneo.it, 2015;
  20.  La pubblicità delle udienze nel procedimento davanti al tribunale di sorveglianza, in Rivista italiana di diritto e procedura penale, Giuffrè, Milano, 2015;
  21.  Commento agli artt. 470-477 c.p.p., in Commentario breve al codice di procedura penale,II ed., a cura di Giovanni Conso - Giulio Illuminati, Wolters Kluwer-Cedam, Padova, 2015;
  22.  Pubblicità delle udienze penali e procedimento di sicurezza, in Giurisprudenza costituzionale, Giuffrè, Milano, 2014;
  23.  L'inarrestabile irragionevolezza del carcere cautelare “obbligatorio”: cade la presunzione assoluta anche per i reati di “contesto mafioso”, in Giurisprudenza costituzionale, Giuffrè, Milano, 2013, fasc. 3;
  24.  Le variabili dibattimentali nella posizione del tema di prova, in Il Foro italiano, Zanichelli, Bologna, 2013;
  25.  La fisionomia del thema probandum nel processo penale, in Il Foro italiano, Zanichelli, Bologna, 2013;
  26.  Commento agli artt. 29-33 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, in Leggi complementari al codice di procedura penale, a cura di Giovanni Canzio - Giovanni Tranchina, Giuffrè, Milano, 2013;
  27.  L’ammissione della prova in dibattimento, Giappichelli, Torino, 2012, monografia pubblicata nella Collana “Procedura penale”, diretta da M. Bargis-G. Giostra-V. Grevi-G. Illuminati-R. E. Kostoris-R. Orlandi-E. Zappalà;
  28.  L’acquisizione concordata di atti nel quadro dei protocolli negoziali di formazione della prova, in AA.VV., Il rito accusatorio a vent’anni dalla grande riforma. Continuità, fratture, nuovi orizzonti (Atti del Convegno dell’Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale, Lecce, 23-25 ottobre 2009), Giuffrè, Milano, 2012;
  29.  I rapporti tra p.m. e p.g. nel prisma dell’art. 109 Cost.: ieri, oggi, domani, in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 2012, fasc. 5;
  30.  Sequestro preventivo, fumus commissi delicti e cognizione del tribunale del riesame, in Giurisprudenza costituzionale, Giuffrè, Milano, 2011, fasc. 1;
  31.  Omessa citazione o presentazione del teste per il dibattimento e rinuncia tacita alla prova, in Il Foro italiano, Zanichelli, Bologna, 2011, fasc. 3;
  32.  Sulla legittimazione del difensore dell’imputato a concordare l’acquisizione di atti al fascicolo per il dibattimento a norma dell’art. 493, 3° comma, c.p.p., in Il Foro italiano, Zanichelli, Bologna, 2010, fasc. 10;
  33.  Commento agli artt. 220 parte A, 221-224, 225-233 parte A c.p.p., in Codice di procedura penale commentato, a cura di Angelo Giarda - Giorgio Spangher, IV ed., vol. I, Ipsoa, Milanofiori Assago (MI), 2010;
  34.  Commento all’art. 309 c.p.p., in Codice di procedura penale commentato, a cura di Angelo Giarda - Giorgio Spangher, IV ed., vol. I, Ipsoa, Milanofiori Assago (MI), 2010;
  35.  Il prelievo coattivo a fini investigativi, in Dottrina e attualità giuridiche a cura di Giovanni Conso e Glauco Giostra, La disciplina del prelievo biologico coattivo alla luce della L. 30 giugno 2009, n. 85, in Giurisprudenza italiana, Utet Giuridica, Torino, 2010, fasc. Maggio;
  36.  Perizia (diritto processuale penale), in Enciclopedia del diritto, Annali III, Giuffrè, Milano, 2010;
  37.  Ammissione delle prove, in Trattato di procedura penale, diretto da Giorgio Spangher, vol. IV (Procedimenti speciali. Giudizio. Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica), t. II, Giudizio. Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, a cura di Giorgio Spangher, Utet Giuridica, Torino, 2009;
  38.  Assunzione delle prove, in Trattato di procedura penale, diretto da Giorgio Spangher, vol. IV (Procedimenti speciali. Giudizio. Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica), t. II, Giudizio. Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, a cura di Giorgio Spangher, Utet Giuridica, Torino, 2009;
  39.  La progressiva latitudine del giudizio cautelare, in AA. VV., Il codice di procedura penale in vent’anni di riforme. Frammenti di una costante metamorfosi, Giappichelli, Torino, 2009;
  40.  In tema di intervento spontaneo nel giudizio di riesame del decreto di sequestro preventivo o probatorio della persona offesa titolare del diritto alla restituzione delle cose sequestrate che non abbia attivato il procedimento (Nota redazionale a Cass., Sez. un.,29 maggio 2008 – Pres. Lattanzi, Est. Rossi, P.M. Palombarini), in Il Foro italiano, Zanichelli, Bologna, 2008, fasc. 12;
  41.  In tema di interesse a impugnare il provvedimento di sequestro probatorio di documenti restituiti (previa estrazione di copia) (Nota redazionale a Cass., Sez. un., 24 aprile 2008, Pres. Carbone, Est. Agrò, P.M. Ciani), in Il Foro italiano, Zanichelli, Bologna, 2008, fasc. 7/8;
  42.  Commento agli artt. 29-33 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, in Codice di procedura penale commentato, a cura di Giovanni Tranchina, vol. II, Giuffrè, Milano, 2008;
  43.  Commento all’art. 303 c.p.p., in Commento al codice di procedura penale, a cura di Piermaria Corso, II ed., La Tribuna, Piacenza, 2008;
  44.  La Corte costituzionale “riconosce” la funzione rieducativa del c.d. “indultino” (corrispondente alla nota a sentenza già pubblicata in Rivista italiana di diritto e procedura penale), in AA.VV., Percorsi di procedura penale. La revisione del codice di procedura penale agli albori del ventennio (1988-2008): riforma globale e tutela dei diritti della persona, a cura di Vincenzo Perchinunno, vol. IV, Giuffrè, Milano, 2008;
  45.  La Corte costituzionale “riconosce” la funzione rieducativa del c.d. “indultino”, in Rivista italiana di diritto e procedura penale, Giuffrè, Milano, 2007, fasc. 2/3;
  46.  Commento agli artt. 220 parte A, 221-233 parte A c.p.p., in Codice di procedura penale commentato, a cura di Angelo Giarda - Giorgio Spangher, III ed., vol. I, Ipsoa, Milanofiori Assago (MI), 2007;
  47.  Commento all’art. 309 c.p.p., in Codice di procedura penale commentato, a cura di Angelo Giarda - Giorgio Spangher, III ed., vol. I, Ipsoa, Milanofiori Assago (MI), 2007;
  48.  La richiesta “coatta” di archiviazione, in AA. VV., Novità su impugnazioni penali e regole di giudizio. Legge 20 febbraio 2006, n. 46 “legge Pecorella”, a cura di Adolfo Scalfati, Ipsoa, Milanofiori Assago (MI), 2006;
  49.  Il riesame delle misure cautelari reali, Giuffrè, Milano, 2004, pp. 1-484, monografia pubblicata nella Collana “Studi di diritto processuale penale raccolti da Giovanni Conso”;
  50.  La difesa d’ufficio alla luce della legge 6 marzo 2001, n. 60, in AA.VV., Percorsi di procedura penale. Il sistema vigente tra tutela dell’individuo e nuove istanze di difesa sociale, a cura di Vincenzo Perchinunno, vol. III, Giuffrè, Milano, 2004;
  51.  Commento agli artt. 220 parte A, 221-233 parte A c.p.p., in Codice di procedura penale commentato, a cura di Angelo Giarda e Giorgio Spangher, II ed., vol. I, Ipsoa, Milanofiori Assago (MI), 2001;
  52.  Cinque contributi (corrispondenti ad altrettante note a sentenza già pubblicate in Cassazione penale), in AA. VV., Percorsi di procedura penale. Il processo come garanzia: tra crisi e valori del sistema, a cura di Vincenzo Perchinunno, vol. II, Giuffrè, Milano, 2000;
  53.  Il concetto di «prove nuove» ai fini della revisione, in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 1999, fasc. 9;
  54.  Commento agli artt. 200-207 e 211-217 D. lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, in Processo civile e processo penale. Le riforme del 1998, a cura di Claudio Consolo - Francesco P. Luiso - Angelo Giarda - Giorgio Spangher, Ipsoa, Milanofiori Assago (MI), 1998;
  55. Commento agli artt. 220 parte A, 221-233 parte A c.p.p., in Codice di procedura penale commentato, a cura di Angelo Giarda - Giorgio Spangher, Ipsoa, Milanofiori Assago (MI), 1997;
  56.  Sull’incompatibilità del consulente tecnico nominato ex art. 359 c.p.p., in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 1997, fasc. 7/8;
  57.  Inosservanza dell’obbligo di trasmissione di atti ex art. 291 comma 1 c.p.p. e nullità dell’ordinanza cautelare, in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 1997, fasc. 6;
  58.  Tre contributi (corrispondenti ad altrettante note a sentenza già pubblicate in Cassazione penale), in AA.VV., Percorsi di procedura penale. Dal garantismo inquisitorio a un accusatorio non garantito, a cura di Vincenzo Perchinunno, vol. I, Giuffrè, Milano, 1996;
  59.  Decorrenza del termine per le indagini preliminari e sanzione di inutilizzabilità ex art. 407 comma 3 c.p.p., in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 1996, fasc. 12;
  60.  Le forme di assunzione della testimonianza nell'incidente probatorio, in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 1996, fasc. 10;
  61.  Sui limiti alla deducibilità dell'inosservanza del termine di cui all'art. 309 comma 9 c.p.p., in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 1996, fasc. 5;
  62.  Termine per la decisione del tribunale del riesame, trasmissione «frazionata» degli atti, richieste di riesame proposte separatamente da più indagati o imputati nel medesimo procedimento, in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 1995, fasc. 12;
  63.  Sulla pubblicazione del contenuto di atti di indagine coperti dal segreto, in Cassazione penale, Giuffrè, Milano, 1995, fasc. 9.

 

 

 

ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO DI CORSI, CICLI DI LEZIONI, CONVEGNI, INCONTRI DI STUDIO E DI ORIENTAMENTO

 

Si segnalano, tra le numerosissime iniziative organizzate:

1. XXI Convegno Nazionale dell’Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale (“Il rito accusatorio a vent’anni dalla grande riforma. Continuità, fratture, nuovi orizzonti”), tenutosi presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Lecce e il T.A.R. Lecce nei giorni 23-25 ottobre 2009;

2. Corso di Alta Formazione in Procedura penale 2011 (ciclo di 21 incontri di studio, incluso il convegno conclusivo);

3. Corso di Alta Formazione in Procedura penale 2012 (ciclo di 7 incontri di studio, incluso un convegno);

4. Corso “La prova scientifica” (ciclo di 3 incontri di studio), tenutosi nell’ambito della Summer School 2012 della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università del Salento presso la sede della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università del Salento;

5. Convegno Nazionale “L'abuso del processo”, tenutosi presso il Grand Hotel Tiziano e dei Congressi di Lecce nei giorni 10-11 maggio 2013;

6. Incontro di studio “Invalidità e preclusioni nel processo penale”, tenutosi presso l'Aula Magna della Corte di Appello di Lecce il 24 maggio 2013;

7. Corso su “Modelli e tecniche investigative” - ciclo di 14 incontri seminariali (poi ridotto a 13 incontri seminariali), tenutosi negli anni 2017-2018 presso la sede del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento, la Sala “Primo Tondo” di Palazzo De Pietro (Ordine degli Avvocati di Lecce) e l'Edificio Sperimentale Tabacchi di Lecce.

8. Giornata di orientamento con rappresentazione teatrale “Falcone e Borsellino. Storia di un dialogo”, tenutasi presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento il 18 marzo 2015;

9. Giornata di orientamento “Esperienze di giuristi”, tenutasi presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento il 7 maggio 2015;

10. Incontro di studio “Il contrasto al racket e all’usura”, tenutosi presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento il 18 novembre 2015;

11. Convegno di apertura del progetto “Oltre le nuvole. Scuola e legalità”, tenutosi presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento il 25 novembre 2015;

12. Convegno conclusivo del progetto “Oltre le nuvole. Scuola e legalità”, tenutosi presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico “Grazia Deledda” di Lecce il 27 maggio 2016;

13. Convegno Nazionale 2016 A.D.M.I. (Associazione Donne Magistrato Italiane) “Donne e Carcere. Normativa, Criticità e Soluzioni”, tenutosi presso la Sala Conferenze del Rettorato dell’Università del Salento il 1° ottobre 2016;

14. Cerimonia conclusiva, con relazione del Presidente della Corte di Cassazione, Dott. Giovanni Canzio, del “corso modulare sulla legalità” del progetto “Oltre le nuvole. A scuola di Europa e legalità”, tenutasi presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento il 7 aprile 2017;

15. Incontro di studio “La Direzione Investigativa Antimafia nel contrasto alla criminalità organizzata”, con relazione del Direttore della D.I.A., Gen. Giuseppe Governale, tenutosi presso l'Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento il 14 marzo 2019;

16. Nell’anno 2018 ha coordinato il ciclo di lezioni (Modulo F) “I reati contro l’Amministrazione pubblica” nell’ambito del Master di primo livello in “Principi e regole dell’Amministrazione Pubblica”, istituito presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento (a.a. 2017-2018).

17. Negli anni 2019, 2020 e 2021 ha coordinato il ciclo di lezioni (Modulo F) “I reati contro l’Amministrazione pubblica” nell’ambito del Master di secondo livello in “Amministrazione pubblica: principi e regole, strumenti e tecniche”, istituito presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento (aa.aa. 2018-2019, 2019-2020 e 2020-2021).

Temi di ricerca

 

L’attività di ricerca ha sondato tutti i settori del Diritto processuale penale toccando anche vari temi di Diritto penitenziario.

In particolare, l’approfondimento scientifico ha riguardato i principi del processo penale, i soggetti, gli atti e, in quest’ambito, i rapporti tra processo penale e informazione, i mezzi di prova e il procedimento probatorio, le misure cautelari personali e reali, le interferenze tra metodi di accertamento e garanzie di libertà della persona, le indagini preliminari, i procedimenti speciali, il dibattimento, le impugnazioni, il procedimento penale dinanzi al giudice di pace, la sospensione condizionata dell’esecuzione della pena detentiva, il regime di sorveglianza particolare, il procedimento di sorveglianza e il termine per l'impugnazione dei provvedimenti in materia di permessi premio.

 

 

 

 

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