Michele BEE

Michele BEE

Docente a contratto

Dipartimento di Studi Umanistici

Edificio Parlangeli - Via Stampacchia, 45 - LECCE (LE)

Segreteria, Piano terra

Telefono +39 0832 29 4628 - Fax +39 0832 29 4626

Premier Assistant Centre d'études interdisciplinaires Walras Pareto, Université de Lausanne

Area di competenza:

 

Filosofia economica (Etica e impresa)

Orario di ricevimento

 

Martedì ore 13,30

(preferibilmente su appuntamento: michele.bee@unisalento.it)

Complesso Ecotekne, Dipartimento di Economia, quarto piano

 

 

Recapiti aggiuntivi

Université de Lausanne, Centre Walras Pareto, UNIL - Dorigny, Internef CH - 1015 Lausanne T. +41 216922846 michele.bee@unil.ch

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Curriculum Vitae

 

 

Fremono i fiori sotto i ponti

(Sandro Penna)

 

Quando la Telecom si chiamava Sip e le cabine telefoniche funzionavano a moneta, la balia zingara trasformò davanti ai suoi occhi fanciulli un bisunto gettone telefonico in un luccicante dischetto color rame. E la bellezza delle piccole cose gli si manifestò. Nato un paio di settimane prima dell’assassinio Moro, tra i libri di casa e i giornali scoprì in fretta la politica. Il liceo fu scarpe slacciate, occupazioni, strani amori, borsa di studio per la media più alta della scuola. La piazzetta dell’angiulino fu il luogo dell’amicizia. Milano la città dell’autonomia. Piatti sporchi, tressette, essenze, esami, seminari, centri sociali. La Bocconi una scoperta. Il corso di laurea era il Des, nato da un gruppo di intellettuali marxisti e liberali. La città di Mannheim fu l’introduzione al tedesco, Parigi al francese.

Dopo una tesi, valutata con lode, sul pensatore anarchico Charles Péguy, il dottorato di Etica e Antropologia è stato l'occasione di un ritorno a Lecce. Così, si è avventurato con il prof. Mario Signore in un corso di etica alla Facoltà di economia dell’Università del Salento, mentre con vecchi e nuovi amici dava vita alle Manifatture Knos, esperienza viva, pratica, in continua trasformazione. È stato chiamato nel centro di ricerca svizzero sorto intorno alla cattedra di Léon Walras e Vilfredo Pareto, dove può condurre liberamente i suoi studi di filosofia economica. Non ha mai preso tessere di partito, molti dei suoi amici sono rom e partecipa a un gruppo di ricerca sui paraboloidi a concentrazione solare. Quella goccia di sangue inglese che gli scorre nelle vene gli impedisce di essere un salentino doc, e così balla la pizzica ma non gode nell'atavico livore e non apprezza il lavoro abborracciato, la sudditanza, il familismo, il giudizio di chi sta sempre affacciato alla finestra. Il volo Brindisi-Ginevra dell’easy-jet gli è ormai abituale. A Losanna ha trovato ricercatori con cui crescere, un ufficio che si affaccia sul lago, un reddito dignitoso e amicizie sincere. Ed è lì, o qui, se la bruma nasconde le montagne d'intorno e trasforma il lago in mare, che sembra aver ritrovato se stesso.

 

A.A. 2012-2013

Corso di Etica e Impresa - M/Z
CFU 8 - II Semestre

 

"Che cos'è la gestione?" - Corso sperimentale sul terzo luogo

 

 

Durante il corso è stato posto l’interrogativo sulla “gestione”. Di che cosa si tratta? Qual è il suo senso? Sono possibili forme diverse rispetto a quelle comuni? Cosa può essere una gestione che, compiendosi, è in grado di venire meno?

Durante il corso, numerosi ospiti – da Gilles Clément a Karl Hallberg, da Michele Loiacono a Piero Toma e al LUA – hanno messo in gioco le loro esperienze e gli insegnamenti che ne hanno tratto, relativamente alla “gestione” di spazi pubblici e privati. Alcuni luoghi sono stati visitati con lente passeggiate: il centro culturale indipendente “Manifatture Knos”, il quartiere Leuca in corso di riqualificazione mediante un progetto partecipato, lo stesso Campus universitario, presto oggetto di una grande trasformazione.

La parte propedeutica si è risolta nell’inizio della parte pratica, che ha visto la classe coinvolta in un’opera di appropriazione temporanea e di sistemazione di un luogo abbandonato nell’Università: un grande e suggestivo magazzino, preesistente alla nascita del Campus, poi laboratorio per le esercitazioni di chimica.

Durante una conferenza aperta al pubblico, che si è svolta il 24 aprile 2013 nello spazio recuperato dagli studenti - e subito dopo sigillato dagli uffici tecnici dell’Università - Clément, teorico del terzo paesaggio, ha spiegato il suo modo per arrivare a un progetto e alla sua realizzazione. A quel punto si è pensato di seguire il percorso da lui indicato.

Il primo passaggio è l’immersione nel luogo, avvenuta già durante la rigenerazione parziale del vecchio laboratorio, oltre che attraverso la vita quotidiana nel Campus. Il secondo è quello del sogno, libero da ogni vincolo. Il terzo è la scrittura del sogno tramite un testo breve ma chiaro. Sono apparsi così circa 60 sogni che, pur nelle loro singolarità, concordano sulle questioni di fondo e dai quali emerge un’idea inedita di Università.

Da questi sogni è nato un progetto comune, quarto passaggio, che è stato presentato a un bando universitario rivolto agli studenti per le loro attività extra-didattiche e che consiste nell’apertura di uno spazio all’interno dell’Università, nel quale fare esperienza di nuove forme di gestione e autogestione.

Il quinto punto è costituito dalle costrizioni, ossia da tutto ciò che obbliga a rivedere il progetto in modo da renderlo attuabile. A questo si aggiungono altri sei punti, che hanno a che fare con la sua realizzazione.

Il percorso è stato, ed è, aperto. Alcuni studenti di Giurisprudenza e Ingegneria hanno condiviso il progetto, dando un loro importante contributo, e ne fanno già parte.

Da questa pratica, i partecipanti al corso stanno iniziando a trarre alcuni spunti per una teoria possibile, ossia qualcosa che possa costituire un primo abbozzo per un manifesto del terzo luogo.

 

Per quanto riguarda gli studenti non frequentanti, tutto ciò non è più proponibile, per via della sua unicità.

Quello che propongo è di leggere alcuni testi che sono stati di aiuto nel percorso appena descritto, perché toccano questioni di ordine filosofico in ambito economico e politico particolarmente interessanti, vista la domanda originaria del corso.

In questi testi si tratta di intravedere il rapporto tra spontaneità e gestione, così come tra libertà e governo, partendo dalla distinzione - sottolineata da Foucault - tra il pensiero liberale classico e quello più contemporaneo. A proposito di quest’ultimo, è utile l’interpretazione di Mandeville e Smith proposta da Hayek e la sua possibile messa in discussione, contenuta nel testo di Foucault e nella prefazione di Economia dei sentimenti.

Si tratta, in sostanza, di vedere in che senso il nuovo liberalismo – contrariamente a quello classico, che si decideva per un non intervento – proponga un’idea di intervento energico, per quanto diretto a produrre spazi di libertà. Ciò che conta è provare a comprendere quali siano gli spunti interessanti e quali i limiti. Una pista può essere data dalle indicazioni di Foucault, che parla di una possibile contraddizione: la volontà di aumentare la libertà individuale conduce il nuovo pensiero liberale a invocare sempre più governo, se non nello specifico ambito economico, in tutti gli aspetti della vita e del tessuto sociale. Un governo, cioè, che si estende in modo tanto più pervasivo quanto invisibile. Un’altra strada percorribile può essere quella di approfondire in che senso questo nuovo liberalismo abbia a che fare in modo singolare con ciò che lo stesso Hayek chiama “cibernetica”.

Il campo è aperto.

Davanti a queste domande, il libro di Clément può essere letto come una proposta, ossia come l’inizio di un pensiero che prova a ridare dignità politica all’indecisione, al decidere di non decidere per lasciare spazio alla spontaneità, intesa come qualcosa che potrebbe avere bisogno di interventi, ma minimi ed essenziali, che servano giusto a creare le buone condizioni per una scomparsa del governo e della gestione e non di una sua estensione.

La domanda allora diventa: in cosa può consistere questa “scomparsa”?
 

Libri di testo da leggere per intero, cogliendone il senso:

Gilles Clément, Manifesto del Terzo Paesaggio, Quodlibet, Macerata 2005.

Michel Foucault, Nascita della biopolitica. Corso al Collège de France (1978-1979), Feltrinelli, Milano 2005.

Adam Smith, Economia dei sentimenti, Donzelli, Roma 2011.

Friedrich A. Hayek, “Il dottor Bernard Mandeville”, da leggere solo questo saggio, che si trova in Nuovi studi di filosofia, politica, economia e storia delle idee, pp. 271-289, Armando Editore, Roma 1987 (versione elettronica sulla pagina “materiale didattico”).

 

 

 

A.A. 2011-2012

Corso di Etica e Impresa - M/Z

CFU 8 - I Semestre

Tema del corso: Sviluppo umano e "diventare se stessi"

La formulazione dell’idea di sviluppo nei termini di «sviluppo umano» permette di superare la storica divergenza teorica tra sviluppo economico e coesione sociale.

Durante il corso si proverà a indagare il senso della parola "umano" in tale espressione.

Quando si parla di «sviluppo umano», s'intende in prima battuta uno sviluppo più umano, che tenga cioè conto di aspetti che non siano unicamente quelli "strettamente economici". Diventa così necessario interrogarsi sulla "multidimensionalità" dell'umano e sulla possibilità di un suo sviluppo molteplice. Ma, come deve essere pensato l'umano affinché possa essere qualcosa che può svilupparsi? Inoltre, se sviluppo dell'umanità significa permettere a chiunque di sviluppare tutte le proprie potenzialità, cosa ha a che fare ciò con il «diventare se stessi»?

Il lavoro da svolgere durante il corso è quello di condurre tali domande in un luogo filosoficamente adeguato.

Durante tale percorso saranno messe in questione la possibile convergenza di fondo tra il pensiero di Marx e le teorie neoliberali, la scienza economica contemporanea in quanto scienza dell'autosviluppo dell'umanità dell'uomo e la possibilità di una morale e di una libertà individuale.

Modalità esame: orale 

Testi per l’esame (da studiare per intero)

A. SMITH, Economia dei sentimenti, Donzelli, Roma 2011.

M. SIGNORE, Prolegomeni ad una nuova/antica idea di Welfare, Pensa Multimedia, Lecce 2011.

M. BEE, Senza alcun bisogno, Pensa Multimedia, Lecce 2010.

Pubblicazioni

 

Saggi e articoli

 

2013

«Homo coenonicus. Le caractère naturel de la division du travail et la nécessité du progrès industriel dans la théorie de l'histoire de Léon Walras», in Léon Walras : un siècle après (1910-2010), Editions Peter Lang, Bern, pp. 61-75.

 

 

2012

«Foucault, the current neo-liberal technology of government and the fight against poverty», in IDEE, vol. 4, Milella, Lecce, p. 271-280.

 

«La via dello sviluppo umano», in Libertà democratiche e sviluppo, Pensa MultiMedia, Lecce, pp. 77-84. 

 

2011

«Les correspondances entre économie et philosophie dans la pensée de Léon Walras», in. Léon Walras et l'équilibre économique général. Recherches récentes, dirigé par R. Baranzini, A. Legris, L. Ragni, Economica, Paris.

 

2009

«Leggere Péguy. Miseria, povertà e libertà di stile», in "Un poète l'a dit. Péguy di fronte alla contemporaneità", Atti del convegno internazionale del 19-21 maggio 2008, a cura di M. Forcina e M. Bee, Milella, Lecce, pp. 125-146.

 

«Spontaneità e politica. Intervista a François Fédier» in Krill n.0, settembre, 36-40.

 

«The philosophical references of Léon Walras and his manuscript on ontology», Cahiers du CERAS, vol. 6.

 

2008

«The unpublished manuscript on art by Léon Walras and the interventionism of the neo-liberal government» in IDEE, n. 68-69, pp. 183-187.

 

«Parola e Conflitto. Intervista a Marcelo Dascal» in AA.VV., Identità e disgregazione. Frammenti dal cinema contemporaneo, Ente dello Spettacolo, Roma.

 

 

2007

«Walras et Péguy: quand l'économie et la philosophie s'écoutent», in Cahiers du CERAS, vol. 5, pp. 43-58.

 

 

 Monografie

 

2010

Senza alcun bisogno. Dall’autosufficienza alla sostenibilità, prefazione M. Amato, Pensa Multimedia, Lecce.

 

 

Curatele

 

2011

Adam Smith, Economia dei sentimenti, a cura di Michele Bee, Donzelli, Roma.

 

(recensione su La Stampa del 28 settembre 2011:

http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/422398/

su Il Fatto Quotidiano del 14 ottobre 2011:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/14/giu-le-mani-da-adam-smith/163689/

sul Giornale di Brescia del 10 novembre 2011

su Internazionale n. 923, 11/17 novembre 2011)

 

2009

Un poète l'a dit. Péguy di fronte alla contemporaneità, Atti del convegno internazionale del 19-21 maggio 2008, a cura di M. Forcina e M. Bee, premessa di M. Forcina, introduzione di M. Bee, Milella, Lecce.

 


Traduzioni

 

2011

Adam Smith, An Inquiry into the Nature and Causes of  the Wealth of Nations, parti in Economia dei sentimenti, Donzelli, Roma.

 

Adam Smith, The Theory of Moral Sentiments, parti in Economia dei sentimenti, Donzelli, Roma.

 

2009

François Fédier, Péguy philosophe, in Un poète l'a dit. Péguy di fronte alla contemporaneità, Milella, Lecce.

 

 

Temi di ricerca

Terzo luogo, pensiero economico classico e contemporaneo, forme di governo di sé e degli altri, critica dello sviluppo umano, sostenibilità, bisogni umani.

Ambito disciplinare: filosofia economica, filosofia morale, storia del pensiero economico.