Giuseppe ROTOLO

Giuseppe ROTOLO

Professore II Fascia (Associato)

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17: DIRITTO PENALE.

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Centro Ecotekne Pal. R1 - Via per Arnesano - MONTERONI DI LECCE (LE)

Ufficio, Piano terra

Telefono +39 0832 29 8450

Orario di ricevimento

Il ricevimento degli studenti avviene a cadenza settimanale, il lunedì dalle ore 11,30 alle ore 12,30.

***

Per gli studenti interessati alla fruizione da remoto del ricevimento, esso potrà svolgersi mediante la piattaforma Team.

Di seguito il link per il collegamento: https://teams.microsoft.com/l/channel/19%3a6efbdebb05e247feb9d17cdbe66a4d8c%40thread.tacv2/Generale?groupId=a673f73b-a260-4b0c-baa4-a5c4d7310347&tenantId=8d49eb30-429e-4944-8349-dee009bdd7da

Si pregano gli studenti di anticipare il loro interesse a mezzo email.

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Curriculum Vitae

Vincitore della procedura selettiva per la copertura di un posto di docente universitario di ruolo di II fascia per il settore concorsuale 12/G1 “Diritto penale” - Settore scientifico disciplinare IUS/17 “Diritto penale”, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento (D.R. n. 449 del 23 giugno 2010; cui è seguita la presa di servizio presso il suddetto Dipartimento in data 16 luglio 2020).

 

Sin dalla sua costituzione, nel 2008, è membro, e dal gennaio 2016 coordinatore, del Centro Studi "Federico Stella" sulla Giustizia penale e la Politica criminale, che dal 1° novembre 2018 è divenuto Alta Scuola "Federico Stella" sulla Giustizia Penale (ASGP).

 

Nel 2009 ha conseguito il Dottorato di ricerca in ‘I problemi della legalità’, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; a partire dal gennaio 2012 è stato assegnista di ricerca in diritto penale presso la stessa Università. Dal marzo 2013 e successivamente dall'ottobre 2018 è stato ricercatore a tempo determinato in Diritto penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano. Nel novembre del 2018 ha conseguito l'abilitazione scientifica nazionale allo svolgimento delle funzioni di Professore di II fascia, per il settore disciplinare 12/G1 - Diritto penale.

 

Ha partecipato al convegno internazionale Environmental Crime and the World, tenutosi a Tilburg nel novembre 2013, nel cui ambito ha tenuto una relazione dal titolo Deliberative Democracy and Environmental Law Enforcement

Nel luglio 2011 è intervenuto, in qualità di Italian Fellow, alla First Seminar SeriesEmpowering Sustainability on Earth presso la University of California, Irvine.

Dall’ottobre al dicembre 2012 ha svolto un soggiorno di ricerca presso il Max Planck Institut für ausländisches und internationales Strafrecht - Freiburg im Breisgau.

 

Presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - sede di Milano - nell'ambito del corso di laurea in Servizi Giuridici - dall'a./a. 2018/2019 detiene l'affidamento dell’insegnamento del modulo di Diritto penale (30 ore) relativo al corso di Diritto ambientale (composto di 2 moduli per complessive 60 ore di lezione), e - nel corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza -, per l'a./a. 2019/20, ha avuto quello dell’insegnamento di un modulo (15 ore) nell’ambito del corso di Diritto internazionale penale (di complessive 60 ore di lezione).

Dall'a./a. 2015/2016 (fino all'a.a. 2019/20) è stato affidatario dell'insegnamento di Diritto penale 1 (insegnamento annuale di 80 ore; di 60 ore dall'a./a. 2018/2019), all’interno del corso di laurea magistrale in ‘Giurisprudenza’, presso la Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - sede di Piacenza.

Per l'a./a. 2013/2014 è stato affidatario dell’insegnamento Diritto penale e procedura penale: Diritto penale, all’interno del corso di laurea magistrale in Politiche pubbliche - Percorso Politiche per la Sicurezza presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; per l’a./a. 2012/2013 è stato affidatario dell’insegnamento Diritto penale e procedura penale: Diritto penale - Parte comparata europea, presso la Facoltà di Sociologia della stessa Università.

 

Ha tenuto docenze nell’ambito di Master universitari (tra gli altri, a partire dall'a./a. 2012/2013, Master di secondo livello in “Diritto penale dell’impresa” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; nel 2007, Master di primo livello in “Scienze Criminologiche” presso l’Università degli Studi di Sassari) ed è stato esercitatore presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. A partire dall'a./a. 2013/2014 e fino all'a./a. 2019/20, ha tenuto l'insegnamento del modulo penalistico nell’ambito del Master Universitario di I livello in "Consulenza del lavoro e direzione del personale" presso l'Univer` Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

 

Dal 2011 fa parte della redazione giuridica della Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario, di cui è diventato Segretario di Direzione e Redazione per l'area penale dal 2018.

 

Dal 2006 è cultore della materia (in Criminologia e Diritto penale) presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del S. Cuore di Milano; e dal settembre 2011 ha collaborato anche alla didattica della cattedra di Diritto penale II.

 

Nel 2008 ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense.

Didattica

A.A. 2021/2022

DIRITTO PENALE

Corso di laurea SOCIOLOGIA

Tipo corso di studio Laurea

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 48.0

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETA' E STUDI SULL'UOMO

Percorso CRIMINE E DEVIANZA

DIRITTO PENALE

Corso di laurea SERVIZIO SOCIALE

Tipo corso di studio Laurea

Lingua ITALIANO

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 36.0

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETA' E STUDI SULL'UOMO

Percorso PERCORSI COMUNE/GENERICO

ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso AMBIENTE E TERRITORIO

Sede Lecce

ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso EUROPEO E INTERNAZIONALE

Sede Lecce

Strumenti giuridici di contrasto al crimine

Corso di laurea SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 36.0

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETA' E STUDI SULL'UOMO

Percorso DEVIANZA SOCIALE E CRIMINALITA'

A.A. 2020/2021

DIRITTO PENALE

Corso di laurea SERVIZIO SOCIALE

Tipo corso di studio Laurea

Lingua ITALIANO

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 36.0

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Per immatricolati nel 2019/2020

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETA' E STUDI SULL'UOMO

Percorso PERCORSI COMUNE/GENERICO

DIRITTO PENALE

Corso di laurea SOCIOLOGIA

Tipo corso di studio Laurea

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 48.0

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Per immatricolati nel 2019/2020

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETA' E STUDI SULL'UOMO

Percorso CRIMINE E DEVIANZA

ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 80.0

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso EUROPEO E INTERNAZIONALE

Sede Lecce

ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno di corso 4

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso AMBIENTE E TERRITORIO

Sede Lecce

Strumenti giuridici di contrasto al crimine

Corso di laurea SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 36.0

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Per immatricolati nel 2019/2020

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETA' E STUDI SULL'UOMO

Percorso DEVIANZA SOCIALE E CRIMINALITA'

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DIRITTO PENALE

Corso di laurea SOCIOLOGIA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 48.0

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 07/03/2022 al 10/06/2022)

Lingua ITALIANO

Percorso CRIMINE E DEVIANZA (145)

Il corso presuppone la conoscenza delle nozioni e dei principi fondamentali del diritto costituzionale.

Il corso intende fornire, nella sua prima parte, un’analisi critica dei modi con cui la questione criminale viene affrontata dall’ordinamento giuridico, nella prospettiva delineata da interrogativi cruciali: sulla funzione della pena, sul rapporto libertà-autorità, sui confini tra diritto e violenza.

Sono presi successivamente in esame i temi ‘tradizionali’ della c.d. parte generale (principi fondamentali; teoria e forme di manifestazione del reato; sistema sanzionatorio), trattati alla luce dei fondamentali principi costituzionali e del dibattito politico-criminale sulla riforma del diritto penale.

Pur dedicandosi prevalentemente alle categorie generali del diritto penale, il corso dedica alcuni approfondimenti, anche in termini esemplificativi, a temi di ‘parte speciale’.

Lo scopo è quello di rendere possibile un approccio consapevole alla problematica penale, corredato dall’apparato teorico di base necessario per l’interpretazione delle singole norme.

Conoscenze e comprensione: il corso si propone di fornire allo studente gli strumenti per la  conoscenza della parte generale e per la comprensione e l’interpretazione delle norme anche in vista della loro applicazione ai casi concreti.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: scopo del corso non è soltanto quello di descrivere l’assetto del diritto vigente, ma anche e soprattutto quello di fornire una lettura critica dello stesso alla luce del diritto vivente.

Autonomia di giudizio: lo studente non riceverà passivamente, secondo un approccio top/down, le nozioni teoriche fruendo solo della didattica frontale, ma parteciperà interattivamente sia alle lezioni, nel corso delle quali verranno stimolati interventi e domande, sia ad esercitazioni, nel corso delle quali saranno esaminati casi specifici secondo un approccio di apprendimento per prove ed errori orientato al problem solving. Per incentivare l'elaborazione autonoma e problematica dei concetti da parte degli studenti ci si avvarrà della casistica fornita dalla giurisprudenza.

Abilità comunicative: si richiede l’acquisizione da parte dello studente di adeguata proprietà di linguaggio rispetto al lessico specialistico del diritto penale e della capacità di costruire correttamente e di esporre persuasivamente argomentazioni di tipo giuridico in tale ambito di disciplina.

Capacità di apprendimento: il corso si propone di fornire agli studenti non solo dati, ma soprattutto chiavi di lettura dei processi di trasformazione del diritto penale e delle relative invarianti, in maniera tale da consentire agli studenti medesimi, durante e dopo il corso, di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del quadro del diritto positivo e vivente.

Lezioni frontali, secondo il metodo tradizionale; analisi ragionata, con la partecipazione attiva degli studenti, di casi giurisprudenziali.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

I. Criminologia e politica criminale. – La concezione retributiva: critica. – Le componenti negative e positive della prevenzione generale e speciale. – Scuola classica e Scuola positiva. – Modelli della giustizia e teologia. – Le prospettive di riforma e le recenti modifiche dell’apparato sanzionatorio. La giustizia riparativa.

II. La teoria del bene giuridico e il principio di offensività. – I principi di sussidiarietà e di materialità. – I rapporti fra diritto penale e Costituzione. – La depenalizzazione. – Il principio di legalità. – L’incidenza del diritto europeo – I delitti e le contravvenzioni. – Le nozioni fondamentali di teoria generale del reato. – Il fatto tipico e l’offesa. – Il concetto di azione e il ruolo dell’evento. – Il problema causale. – Le cause di giustificazione. – La colpevolezza come categoria dogmatica. – L’imputabilità. – La struttura e l’oggetto del dolo. – Il reato colposo. – L’errore di fatto e di diritto. – Il principio di colpevolezza e il problema della responsabilità oggettiva. – Le condizioni obiettive di punibilità. – Le cause di esclusione della punibilità. – Il reato omissivo proprio e improprio. – Le circostanze del reato. – Il delitto tentato. – Il concorso di persone. – Il concorso di reati e il concorso apparente di norme.

III. Il sistema sanzionatorio alla luce delle recenti riforme. – La commisurazione della pena. – La pena pecuniaria. – Le cause di estinzione del reato e della pena. – Le sanzioni sostitutive. – Le misure alternative. – Le misure di sicurezza e la pericolosità sociale. – Le sanzioni civili. – Le misure di prevenzione. – Le norme premiali. – Il sistema penale minorile. – La competenza penale del giudice di pace.

M. Pelissero, Diritto penale. Appunti di parte generale, Giappichelli, Torino, 2021;

De Simone, Il delitto di atti persecutori, Aracne, Roma, 2013, cap. 1: pp. 9-63.

 

Ai fini della preparazione dell’esame è necessario la consultazione di un Codice penale aggiornato, comprensivo delle principali leggi complementari.

DIRITTO PENALE (IUS/17)
DIRITTO PENALE

Corso di laurea SERVIZIO SOCIALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 36.0

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 07/03/2022 al 10/06/2022)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSI COMUNE/GENERICO (999)

Il corso presuppone la conoscenza delle nozioni e dei principi fondamentali del diritto costituzionale.

Il corso intende fornire, nella sua prima parte, un’analisi critica dei modi con cui la questione criminale viene affrontata dall’ordinamento giuridico, nella prospettiva delineata da interrogativi cruciali: sulla funzione della pena, sul rapporto libertà-autorità, sui confini tra diritto e violenza.

Sono presi successivamente in esame i temi ‘tradizionali’ della c.d. parte generale (principi fondamentali; teoria e forme di manifestazione del reato; sistema sanzionatorio), trattati alla luce dei fondamentali principi costituzionali e del dibattito politico-criminale sulla riforma del diritto penale.

Pur dedicandosi prevalentemente alle categorie generali del diritto penale, il corso dedica alcuni approfondimenti, anche in termini esemplificativi, a temi di ‘parte speciale’.

Lo scopo è quello di rendere possibile un approccio consapevole alla problematica penale, corredato dall’apparato teorico di base necessario per l’interpretazione delle singole norme.

Conoscenze e comprensione: il corso si propone di fornire allo studente gli strumenti per la  conoscenza della parte generale e per la comprensione e l’interpretazione delle norme anche in vista della loro applicazione ai casi concreti.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: scopo del corso non è soltanto quello di descrivere l’assetto del diritto vigente, ma anche e soprattutto quello di fornire una lettura critica dello stesso alla luce del diritto vivente.

Autonomia di giudizio: lo studente non riceverà passivamente, secondo un approccio top/down, le nozioni teoriche fruendo solo della didattica frontale, ma parteciperà interattivamente sia alle lezioni, nel corso delle quali verranno stimolati interventi e domande, sia ad esercitazioni, nel corso delle quali saranno esaminati casi specifici secondo un approccio di apprendimento per prove ed errori orientato al problem solving. Per incentivare l'elaborazione autonoma e problematica dei concetti da parte degli studenti ci si avvarrà della casistica fornita dalla giurisprudenza.

Abilità comunicative: si richiede l’acquisizione da parte dello studente di adeguata proprietà di linguaggio rispetto al lessico specialistico del diritto penale e della capacità di costruire correttamente e di esporre persuasivamente argomentazioni di tipo giuridico in tale ambito di disciplina.

Capacità di apprendimento: il corso si propone di fornire agli studenti non solo dati, ma soprattutto chiavi di lettura dei processi di trasformazione del diritto penale e delle relative invarianti, in maniera tale da consentire agli studenti medesimi, durante e dopo il corso, di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del quadro del diritto positivo e vivente.

Lezioni frontali, secondo il metodo tradizionale; analisi ragionata, con la partecipazione attiva degli studenti, di casi giurisprudenziali.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

I. Criminologia e politica criminale. – La concezione retributiva: critica. – Le componenti negative e positive della prevenzione generale e speciale. – Scuola classica e Scuola positiva. – Modelli della giustizia e teologia. – Le prospettive di riforma e le recenti modifiche dell’apparato sanzionatorio. La giustizia riparativa.

II. La teoria del bene giuridico e il principio di offensività. – I principi di sussidiarietà e di materialità. – I rapporti fra diritto penale e Costituzione. – La depenalizzazione. – Il principio di legalità. – L’incidenza del diritto europeo – I delitti e le contravvenzioni. – Le nozioni fondamentali di teoria generale del reato. – Il fatto tipico e l’offesa. – Il concetto di azione e il ruolo dell’evento. – Il problema causale. – Le cause di giustificazione. – La colpevolezza come categoria dogmatica. – L’imputabilità. – La struttura e l’oggetto del dolo. – Il reato colposo. – L’errore di fatto e di diritto. – Il principio di colpevolezza e il problema della responsabilità oggettiva. – Le condizioni obiettive di punibilità. – Le cause di esclusione della punibilità. – Il reato omissivo proprio e improprio. – Le circostanze del reato. – Il delitto tentato. – Il concorso di persone. – Il concorso di reati e il concorso apparente di norme.

III. Il sistema sanzionatorio alla luce delle recenti riforme. – La commisurazione della pena. – La pena pecuniaria. – Le cause di estinzione del reato e della pena. – Le sanzioni sostitutive. – Le misure alternative. – Le misure di sicurezza e la pericolosità sociale. – Le sanzioni civili. – Le misure di prevenzione. – Le norme premiali. – Il sistema penale minorile. – La competenza penale del giudice di pace.

M. Pelissero, Diritto penale. Appunti di parte generale,Giappichelli, Torino, 2021.

 

Ai fini della preparazione dell’esame è necessario la consultazione di un Codice penale aggiornato, comprensivo delle principali leggi complementari.

DIRITTO PENALE (IUS/17)
ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 20/09/2021 al 07/12/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso AMBIENTE E TERRITORIO (A73)

Sede Lecce

Acquisizione delle fondamentali conoscenze concernenti l’ordinamento penale, utili ad approfondire anche in chiave critica e ad apprendere gli elementi in cui si articola la tutela penale dell’ambiente; si suggerisce  vivamente, pertanto, il previo superamento dell’esame di Diritto penale.

Premesso l’inquadramento di questioni e problemi centrali nella tutela delle risorse ecologiche, anche mediante l’analisi di alcuni casi ‘paradigmatici’ di offese all’ambiente, insieme all’approfondimento dell’ingerenza delle organizzazioni criminali in attività di profitto che determinano significative offese per l’ambiente, il corso si propone di approfondire il sistema giuridico accordato alla materia in sede penale.

L’analisi è dedicata principalmente a tre nuclei tematici, riconducibili ad altrettante componenti essenziali del sistema penale di tutela dell’ambiente: i delitti introdotti con la l. n. 68/2015 – con esplicita attenzione rivolta a quelle previsioni normative che stabiliscono una connessione esplicita con le fattispecie intese al contrasto della criminalità organizzata  – ; le contravvenzioni, essenzialmente riconducibili al T.U. Ambiente (d. lgs. 152/2006); le norme dal contenuto riparatorio che accompagnano la previsione di fattispecie incriminatrici.

L’approfondimento della disciplina rappresenta al contempo l’occasione per richiamare, in chiave critica, categorie e temi di teoria generale, che proprio nel settore di ‘parte speciale’ in esame risultano particolarmente rilevanti.

Lo studio analitico delle norme e la tematizzazione di questioni più generali sono accompagnati anche da riferimenti all’inquadramento criminologico dei temi affrontati, oltre che alle prospettive politico-criminali che paiono poter garantire maggiore effettività alla tutela. Simile approccio è avvalorato anche da costanti riferimenti – in chiave comparata – a modelli di tutela innovativi suggeriti da esperienze e ordinamenti giuridici diversi da quello nazionale.  L’approfondimento delle questioni che animano il corso è accompagnato inoltre dall’inquadramento storico che, a partire dal contesto internazionale, ha consentito progressivamente l’emersione dell’ambiente, quale oggetto di interesse per il diritto, senza trascurare gli opportuni riferimenti alle implicazioni della tutela a esso accordata tema sul piano penale dall’ordinamento sovranazionale e internazionale.

Conoscenze e comprensione: Lo scopo del corso è offrire agli studenti un approccio consapevole alle problematiche di fondo dell’ordinamento penale, nel peculiare settore di tutela, corredato dall’apparato teorico di base necessario per l’interpretazione delle singole norme.

Al termine dell’insegnamento, lo studente avrà acquisito le conoscenze necessarie riguardo le categorie e gli istituti propri del sistema penale, oltre quelle utili ad applicare queste ultime alla disciplina in materia ambientale.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: sarà inoltre in grado di comprenderne il funzionamento in action e di applicare criticamente le norme oggetto di analisi a casi concreti.

Autonomia di giudizio: anche mediante la partecipazione attiva e interattiva alle lezioni, lo studente sarà in grado di elaborare criticamente le questioni che la tutela penale dell’ambiente pone e di orientare l’inquadramento delle stesse secondo un corretto approccio metodologico, non insensibile alla prospettazione di soluzioni politico-criminali improntate a un maggiore grado di effettività.

Abilità comunicative: insieme ai contenuti del corso la didattica si propone di stimolare negli studenti l’acquisizione e, auspicabilmente, la padronanza di un registro linguistico avvertito, da intendersi alla stregua di una fondamentale competenza necessaria alla corretta gestione dei temi.

Capacità di apprendimento: il corso ambisce a fornire agli studenti – oltre che dati di conoscenza – perspicue chiavi di lettura per lo svolgimento autonomo di percorsi di approfondimento nell’ambito sia delle questioni particolari poste dal diritto penale dell’ambiente, sia – più in generale – dell’ordinamento penale, delle categorie dogmatiche dello stesso, oltre che dei principi fondamentali che lo regolano.

Lezione frontale in italiano, aperta a momenti di interazione attiva con la classe. Agli studenti frequentanti è riconosciuta la possibilità di svolgere autonomi approfondimenti tematici.

Le lezioni, la cui frequenza è vivamente consigliata, sono ispirate a un approccio interdisciplinare (capace cioè di combinare elementi e conoscenze giuridiche con quelle criminologiche, ma anche sensibile a far dialogare diversi ordinamenti giuridici su questioni condivise) e sensibile alle implicazioni internazionali delle questioni presentate, oltre che a un approccio critico e politico-criminale sulla tenuta di categorie e principi, specie con riguardo all’effettività del sistema di tutela.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento: l’esame è volto alla verifica della comprensione e della padronanza di principi, categorie, norme e questioni oggetto di approfondimento nell’ambito del corso.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

 

Agli studenti frequentati è consentito di svolgere un approfondimento seminariale su un argomento concordato con il docente, la cui valutazione positiva è tenuta in considerazione ai fini della definizione del voto finale.

Casi e problemi. –  Diritto penale, criminologia e politica criminale. –  Inquadramento delle costanti criminologiche nei due modelli ricorrenti di offese all’ambiente: il ‘disastro’ e l’inquinamento cumulativo – Le ecomafie - Esigenze di prevenzione delle offese all’ambiente ed effettività della tutela. – Storia del diritto dell’ambiente nel contesto internazionale – Riferimenti all’interesse accordato alle offese all’ambiente innanzi alla ICC – Storia del diritto dell’ambiente e della tutela penale accordata all’ambiente in Italia. – L’incidenza del diritto sovranazionale – La riforma operata mediante la l. n. 68/2015. – L’architettura del diritto penale dell’ambiente in Italia. – I delitti di nuova introduzione. –  Analisi delle previsioni normative che stabiliscono una connessione esplicita con le fattispecie intese al contrasto della criminalità organizzata  Questioni critiche in ordine alle categorie della colpevolezza, della causalità, del concorso di persone nel reato. – Le contravvenzioni. – Questioni critiche circa l’effettività della tutela. – Questioni concernenti la tenuta delle categorie della colpevolezza –  Le norme dal contenuto riparatorio. – L’insufficienza di un approccio incentrato sulla riparazione esclusivamente materiale. – Compliance aziendale e responsabilità amministrativa degli enti. – Prospettive politico-criminali.

Per i frequentanti: secondo le indicazioni fornite a lezione.

 

Per i non frequentanti: - C. Ruga Riva, Diritto penale dell’ambiente, Giappichelli, (nella sua edizione più aggiornata);

-G. Rotolo, ‘Riconoscibilità’ del precetto penale e modelli innovativi di tutela. Analisi critica del diritto penale dell’ambiente, Giappichelli, 2018, del quale si richiede lo studio dei capitolo I,III e IV, nonché la lettura dei capitoli II e V;

- ulteriori letture di cui si darà eventualmente avviso nella pagina del docente.

ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA (IUS/17)
ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2018/2019

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 20/09/2021 al 07/12/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso EUROPEO E INTERNAZIONALE (A74)

Sede Lecce

Acquisizione delle fondamentali conoscenze concernenti l’ordinamento penale, utili ad approfondire anche in chiave critica e ad apprendere gli elementi in cui si articola la tutela penale dell’ambiente; si suggerisce  vivamente, pertanto, il previo superamento dell’esame di Diritto penale.

Premesso l’inquadramento di questioni e problemi centrali nella tutela delle risorse ecologiche, anche mediante l’analisi di alcuni casi ‘paradigmatici’ di offese all’ambiente, insieme all’approfondimento dell’ingerenza delle organizzazioni criminali in attività di profitto che determinano significative offese per l’ambiente, il corso si propone di approfondire il sistema giuridico accordato alla materia in sede penale.

L’analisi è dedicata principalmente a tre nuclei tematici, riconducibili ad altrettante componenti essenziali del sistema penale di tutela dell’ambiente: i delitti introdotti con la l. n. 68/2015 – con esplicita attenzione rivolta a quelle previsioni normative che stabiliscono una connessione esplicita con le fattispecie intese al contrasto della criminalità organizzata  – ; le contravvenzioni, essenzialmente riconducibili al T.U. Ambiente (d. lgs. 152/2006); le norme dal contenuto riparatorio che accompagnano la previsione di fattispecie incriminatrici.

L’approfondimento della disciplina rappresenta al contempo l’occasione per richiamare, in chiave critica, categorie e temi di teoria generale, che proprio nel settore di ‘parte speciale’ in esame risultano particolarmente rilevanti.

Lo studio analitico delle norme e la tematizzazione di questioni più generali sono accompagnati anche da riferimenti all’inquadramento criminologico dei temi affrontati, oltre che alle prospettive politico-criminali che paiono poter garantire maggiore effettività alla tutela. Simile approccio è avvalorato anche da costanti riferimenti – in chiave comparata – a modelli di tutela innovativi suggeriti da esperienze e ordinamenti giuridici diversi da quello nazionale.  L’approfondimento delle questioni che animano il corso è accompagnato inoltre dall’inquadramento storico che, a partire dal contesto internazionale, ha consentito progressivamente l’emersione dell’ambiente, quale oggetto di interesse per il diritto, senza trascurare gli opportuni riferimenti alle implicazioni della tutela a esso accordata tema sul piano penale dall’ordinamento sovranazionale e internazionale.

Conoscenze e comprensione: Lo scopo del corso è offrire agli studenti un approccio consapevole alle problematiche di fondo dell’ordinamento penale, nel peculiare settore di tutela, corredato dall’apparato teorico di base necessario per l’interpretazione delle singole norme.

Al termine dell’insegnamento, lo studente avrà acquisito le conoscenze necessarie riguardo le categorie e gli istituti propri del sistema penale, oltre quelle utili ad applicare queste ultime alla disciplina in materia ambientale.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: sarà inoltre in grado di comprenderne il funzionamento in action e di applicare criticamente le norme oggetto di analisi a casi concreti.

Autonomia di giudizio: anche mediante la partecipazione attiva e interattiva alle lezioni, lo studente sarà in grado di elaborare criticamente le questioni che la tutela penale dell’ambiente pone e di orientare l’inquadramento delle stesse secondo un corretto approccio metodologico, non insensibile alla prospettazione di soluzioni politico-criminali improntate a un maggiore grado di effettività.

Abilità comunicative: insieme ai contenuti del corso la didattica si propone di stimolare negli studenti l’acquisizione e, auspicabilmente, la padronanza di un registro linguistico avvertito, da intendersi alla stregua di una fondamentale competenza necessaria alla corretta gestione dei temi.

Capacità di apprendimento: il corso ambisce a fornire agli studenti – oltre che dati di conoscenza – perspicue chiavi di lettura per lo svolgimento autonomo di percorsi di approfondimento nell’ambito sia delle questioni particolari poste dal diritto penale dell’ambiente, sia – più in generale – dell’ordinamento penale, delle categorie dogmatiche dello stesso, oltre che dei principi fondamentali che lo regolano.

Lezione frontale in italiano, aperta a momenti di interazione attiva con la classe. Agli studenti frequentanti è riconosciuta la possibilità di svolgere autonomi approfondimenti tematici.

Le lezioni, la cui frequenza è vivamente consigliata, sono ispirate a un approccio interdisciplinare (capace cioè di combinare elementi e conoscenze giuridiche con quelle criminologiche, ma anche sensibile a far dialogare diversi ordinamenti giuridici su questioni condivise) e sensibile alle implicazioni internazionali delle questioni presentate, oltre che a un approccio critico e politico-criminale sulla tenuta di categorie e principi, specie con riguardo all’effettività del sistema di tutela.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento: l’esame è volto alla verifica della comprensione e della padronanza di principi, categorie, norme e questioni oggetto di approfondimento nell’ambito del corso.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

 

Agli studenti frequentati è consentito di svolgere un approfondimento seminariale su un argomento concordato con il docente, la cui valutazione positiva è tenuta in considerazione ai fini della definizione del voto finale.

Casi e problemi. –  Diritto penale, criminologia e politica criminale. –  Inquadramento delle costanti criminologiche nei due modelli ricorrenti di offese all’ambiente: il ‘disastro’ e l’inquinamento cumulativo – Le ecomafie - Esigenze di prevenzione delle offese all’ambiente ed effettività della tutela. – Storia del diritto dell’ambiente nel contesto internazionale – Riferimenti all’interesse accordato alle offese all’ambiente innanzi alla ICC – Storia del diritto dell’ambiente e della tutela penale accordata all’ambiente in Italia. – L’incidenza del diritto sovranazionale – La riforma operata mediante la l. n. 68/2015. – L’architettura del diritto penale dell’ambiente in Italia. – I delitti di nuova introduzione. –  Analisi delle previsioni normative che stabiliscono una connessione esplicita con le fattispecie intese al contrasto della criminalità organizzata  Questioni critiche in ordine alle categorie della colpevolezza, della causalità, del concorso di persone nel reato. – Le contravvenzioni. – Questioni critiche circa l’effettività della tutela. – Questioni concernenti la tenuta delle categorie della colpevolezza –  Le norme dal contenuto riparatorio. – L’insufficienza di un approccio incentrato sulla riparazione esclusivamente materiale. – Compliance aziendale e responsabilità amministrativa degli enti. – Prospettive politico-criminali.

Per i frequentanti: secondo le indicazioni fornite a lezione.

 

Per i non frequentanti: - C. Ruga Riva, Diritto penale dell’ambiente, Giappichelli, (nella sua edizione più aggiornata);

-G. Rotolo, ‘Riconoscibilità’ del precetto penale e modelli innovativi di tutela. Analisi critica del diritto penale dell’ambiente, Giappichelli, 2018, del quale si richiede lo studio dei capitolo I,III e IV, nonché la lettura dei capitoli II e V;

- ulteriori letture di cui si darà eventualmente avviso nella pagina del docente.

ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA (IUS/17)
Strumenti giuridici di contrasto al crimine

Corso di laurea SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 36.0

Per immatricolati nel 2020/2021

Anno accademico di erogazione 2021/2022

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 07/03/2022 al 10/06/2022)

Lingua ITALIANO

Percorso DEVIANZA SOCIALE E CRIMINALITA' (A106)

Acquisizione delle fondamentali conoscenze concernenti l’ordinamento penale, utili ad approfondire anche in chiave critica e ad apprendere gli elementi in cui si articola il programma del corso.

Il corso si propone di affrontare l’ampio tema della legalità e del contrasto alla criminalità, dallo specifico punto di vista delle strategie di controllo del fenomeno criminale associativo.

Gli argomenti sono affrontati innanzi tutto in prospettiva ‘storica’, quanto all’affermarsi del fenomeno criminale e delle forme di contrasto allo stesso, fino a considerare le sue ‘trasformazioni’ attuali che conferiscono rinnovata ‘vitalità’ alle questioni sociale e politica a esso legate.

Alla considerazione delle questioni sul piano empirico e sociale si accompagna la conoscenza del pertinente dato normativo.

Conoscenze e comprensione: il corso si propone di fornire allo studente gli strumenti per la  conoscenza anche critica dei temi del corso.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: scopo del corso non è soltanto quello di descrivere l’assetto del diritto vigente, ma anche e soprattutto quello di fornire una lettura critica dello stesso alla luce del diritto vivente, nonché quello di fornire strumenti critici per la comprensione di salienti vicende materiali riconducibili alla materia;

Autonomia di giudizio: lo studente non riceverà passivamente, secondo un approccio top/down, le nozioni teoriche fruendo solo della didattica frontale, ma parteciperà interattivamente sia alle lezioni, nel corso delle quali verranno stimolati interventi e domande, sia ad esercitazioni, nel corso delle quali saranno esaminati casi specifici secondo un approccio di apprendimento per prove ed errori orientato al problem solving. Per incentivare l'elaborazione autonoma e problematica dei concetti da parte degli studenti ci si avvarrà della casistica fornita dalla giurisprudenza.

Abilità comunicative: si richiede l’acquisizione da parte dello studente di adeguata proprietà di linguaggio rispetto al lessico specialistico del diritto penale e della capacità di costruire correttamente e di esporre persuasivamente argomentazioni di tipo giuridico in tale ambito di disciplina.

Capacità di apprendimento: il corso si propone di fornire agli studenti non solo dati, ma soprattutto chiavi di lettura dei processi di trasformazione del diritto penale e delle relative invarianti, in maniera tale da consentire agli studenti medesimi, durante e dopo il corso, di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del quadro del diritto positivo e vivente.

Lezioni frontali, secondo il metodo tradizionale; analisi ragionata, con la partecipazione attiva degli studenti, di casi giurisprudenziali.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

Premessi gli opportuni riferimenti al fondamento costituzionale del diritto penale quale strumento di contrasto al fenomeno criminale e, coerentemente, fornite le definizioni di concetti salienti, quali quello di ‘crimine’, ‘criminologia’, ‘reato’, ‘diritto penale’ e ‘politica criminale’, il corso intende affrontare in chiave critica lo strumento delle misure di prevenzione che molti interrogativi pone sul punto della compatibilità con i principi che contraddistinguono l’ordinamento penale.

In tale prospettiva, definito l’inquadramento dell’evoluzione storica che ha condotto all’affermazione della criminalità organizzata e alle implicazioni da essa determinate sul contesto sociale e politico di riferimento – con particolare attenzione alle risposte istituzionali e, tra queste, l’introduzione della fattispecie di cui all’art. 416-bis c.p. – l’insegnamento si propone di considerare la strategia articolata dall’ordinamento nella prospettiva di contrastare il fenomeno in parola.

A tal riguardo l’attenzione è dedicata nello specifico alle misure di prevenzione personali e patrimoniali, anche alla luce dell’evoluzione normativa che ha riguardato l’istituto in parola: prima legge sulle misure di prevenzione n. 1423/1956; legge fondamentale antimafia n. 575/1965; legge Rognoni-La Torre n. 646/1982; Codice antimafia.

La presentazione dei temi del corso è accompagnata dal costante approfondimento di questioni concernenti la legalità dello strumento giuridico in parola e la sua coerenza con le strategie di controllo della criminalità, cui si lega anche l’illustrazione delle differenze salienti tra le diverse risposte giuridiche: da quelle meramente sanzionatorie a quelle preventive, che contemplano pure il ricorso a strumenti amministrativi.

1. Con riguardo ai principi costituzionali rilevanti in materia penale:

  • Corte cost. 23-24 marzo 1988, n. 364;
  • Per gli studenti non frequentanti: studio della relativa parte da qualunque manuale aggiornato di diritto penale nella disponibilità dello studente (il docente resta certamente disponibile alla valutazione con lo studente dell’adeguatezza del manuale prescelto);

2. Con riguardo all’evoluzione del fenomeno mafioso e delle strategie di contrasto allo stesso:

3. Con riguardo alle misure di prevenzione e alla coerenza di tale strumento con i principi costituzionali in materia penale:

4. Con riguardo alle misure di prevenzione patrimoniali:

5. All’integrazione dei diversi argomenti provvede la raccolta delle slides del corso che il docente rende disponibile – mediante la piattaforma team, nel canale dedicato al corso – agli studenti entro la conclusione delle lezioni e il cui studio è richiesto sia agli studenti frequentanti, sia agli studenti non frequentanti.

 

6. Ai fini dello studio si richiede la conoscenza delle norme pertinenti, con specifico riguardo alle disposizioni rilevanti contenute nella Costituzione, nel Codice penale e nel Codice Antimafia (d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159).

Strumenti giuridici di contrasto al crimine (IUS/17)
DIRITTO PENALE

Corso di laurea SERVIZIO SOCIALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 36.0

Per immatricolati nel 2019/2020

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 01/03/2021 al 04/06/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSI COMUNE/GENERICO (999)

Il corso presuppone la conoscenza delle nozioni e dei principi fondamentali del diritto costituzionale.

Il corso intende fornire, nella sua prima parte, un’analisi critica dei modi con cui la questione criminale viene affrontata dall’ordinamento giuridico, nella prospettiva delineata da interrogativi cruciali: sulla funzione della pena, sul rapporto libertà-autorità, sui confini tra diritto e violenza.

Sono presi successivamente in esame i temi ‘tradizionali’ della c.d. parte generale (principi fondamentali; teoria e forme di manifestazione del reato; sistema sanzionatorio), trattati alla luce dei fondamentali principi costituzionali e del dibattito politico-criminale sulla riforma del diritto penale.

Pur dedicandosi prevalentemente alle categorie generali del diritto penale, il corso dedica alcuni approfondimenti, anche in termini esemplificativi, a temi di ‘parte speciale’.

Lo scopo è quello di rendere possibile un approccio consapevole alla problematica penale, corredato dall’apparato teorico di base necessario per l’interpretazione delle singole norme.

Conoscenze e comprensione: il corso si propone di fornire allo studente gli strumenti per la  conoscenza della parte generale e per la comprensione e l’interpretazione delle norme anche in vista della loro applicazione ai casi concreti.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: scopo del corso non è soltanto quello di descrivere l’assetto del diritto vigente, ma anche e soprattutto quello di fornire una lettura critica dello stesso alla luce del diritto vivente.

Autonomia di giudizio: lo studente non riceverà passivamente, secondo un approccio top/down, le nozioni teoriche fruendo solo della didattica frontale, ma parteciperà interattivamente sia alle lezioni, nel corso delle quali verranno stimolati interventi e domande, sia ad esercitazioni, nel corso delle quali saranno esaminati casi specifici secondo un approccio di apprendimento per prove ed errori orientato al problem solving. Per incentivare l'elaborazione autonoma e problematica dei concetti da parte degli studenti ci si avvarrà della casistica fornita dalla giurisprudenza.

Abilità comunicative: si richiede l’acquisizione da parte dello studente di adeguata proprietà di linguaggio rispetto al lessico specialistico del diritto penale e della capacità di costruire correttamente e di esporre persuasivamente argomentazioni di tipo giuridico in tale ambito di disciplina.

Capacità di apprendimento: il corso si propone di fornire agli studenti non solo dati, ma soprattutto chiavi di lettura dei processi di trasformazione del diritto penale e delle relative invarianti, in maniera tale da consentire agli studenti medesimi, durante e dopo il corso, di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del quadro del diritto positivo e vivente.

Lezioni frontali, secondo il metodo tradizionale; analisi ragionata, con la partecipazione attiva degli studenti, di casi giurisprudenziali.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

I. Criminologia e politica criminale. – La concezione retributiva: critica. – Le componenti negative e positive della prevenzione generale e speciale. – Scuola classica e Scuola positiva. – Modelli della giustizia e teologia. – Le prospettive di riforma e le recenti modifiche dell’apparato sanzionatorio. La giustizia riparativa.

 

II. La teoria del bene giuridico e il principio di offensività. – I principi di sussidiarietà e di materialità. – I rapporti fra diritto penale e Costituzione. – La depenalizzazione. – Il principio di legalità. – L’incidenza del diritto europeo – I delitti e le contravvenzioni. – Le nozioni fondamentali di teoria generale del reato. – Il fatto tipico e l’offesa. – Il concetto di azione e il ruolo dell’evento. – Il problema causale. – Le cause di giustificazione. – La colpevolezza come categoria dogmatica. – L’imputabilità. – La struttura e l’oggetto del dolo. – Il reato colposo. – L’errore di fatto e di diritto. – Il principio di colpevolezza e il problema della responsabilità oggettiva. – Le condizioni obiettive di punibilità. – Le cause di esclusione della punibilità. – Il reato omissivo proprio e improprio. – Le circostanze del reato. – Il delitto tentato. – Il concorso di persone. – Il concorso di reati e il concorso apparente di norme.

 

III. Il sistema sanzionatorio alla luce delle recenti riforme. – La commisurazione della pena. – La pena pecuniaria. – Le cause di estinzione del reato e della pena. – Le sanzioni sostitutive. – Le misure alternative. – Le misure di sicurezza e la pericolosità sociale. – Le sanzioni civili. – Le misure di prevenzione. – Le norme premiali. – Il sistema penale minorile. – La competenza penale del giudice di pace.

Flora/Tonini, Diritto penale per operatori sociali, vol. I (Profili generali su reato, autore e sanzioni), 2a ediz., Giuffrè, Milano, 2013 o, se disponibile, un’edizione più recente (escluso l’ultimo capitolo).

Ai fini della preparazione dell’esame è necessario la consultazione di un Codice penale aggiornato, comprensivo delle principali leggi complementari.

DIRITTO PENALE (IUS/17)
DIRITTO PENALE

Corso di laurea SOCIOLOGIA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 48.0

Per immatricolati nel 2019/2020

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 01/03/2021 al 04/06/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso CRIMINE E DEVIANZA (145)

Il corso presuppone la conoscenza delle nozioni e dei principi fondamentali del diritto costituzionale.

Il corso intende fornire, nella sua prima parte, un’analisi critica dei modi con cui la questione criminale viene affrontata dall’ordinamento giuridico, nella prospettiva delineata da interrogativi cruciali: sulla funzione della pena, sul rapporto libertà-autorità, sui confini tra diritto e violenza.

Sono presi successivamente in esame i temi ‘tradizionali’ della c.d. parte generale (principi fondamentali; teoria e forme di manifestazione del reato; sistema sanzionatorio), trattati alla luce dei fondamentali principi costituzionali e del dibattito politico-criminale sulla riforma del diritto penale.

Pur dedicandosi prevalentemente alle categorie generali del diritto penale, il corso dedica alcuni approfondimenti, anche in termini esemplificativi, a temi di ‘parte speciale’.

Lo scopo è quello di rendere possibile un approccio consapevole alla problematica penale, corredato dall’apparato teorico di base necessario per l’interpretazione delle singole norme.

Conoscenze e comprensione: il corso si propone di fornire allo studente gli strumenti per la  conoscenza della parte generale e per la comprensione e l’interpretazione delle norme anche in vista della loro applicazione ai casi concreti.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: scopo del corso non è soltanto quello di descrivere l’assetto del diritto vigente, ma anche e soprattutto quello di fornire una lettura critica dello stesso alla luce del diritto vivente.

Autonomia di giudizio: lo studente non riceverà passivamente, secondo un approccio top/down, le nozioni teoriche fruendo solo della didattica frontale, ma parteciperà interattivamente sia alle lezioni, nel corso delle quali verranno stimolati interventi e domande, sia ad esercitazioni, nel corso delle quali saranno esaminati casi specifici secondo un approccio di apprendimento per prove ed errori orientato al problem solving. Per incentivare l'elaborazione autonoma e problematica dei concetti da parte degli studenti ci si avvarrà della casistica fornita dalla giurisprudenza.

Abilità comunicative: si richiede l’acquisizione da parte dello studente di adeguata proprietà di linguaggio rispetto al lessico specialistico del diritto penale e della capacità di costruire correttamente e di esporre persuasivamente argomentazioni di tipo giuridico in tale ambito di disciplina.

Capacità di apprendimento: il corso si propone di fornire agli studenti non solo dati, ma soprattutto chiavi di lettura dei processi di trasformazione del diritto penale e delle relative invarianti, in maniera tale da consentire agli studenti medesimi, durante e dopo il corso, di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del quadro del diritto positivo e vivente.

Lezioni frontali, secondo il metodo tradizionale; analisi ragionata, con la partecipazione attiva degli studenti, di casi giurisprudenziali.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

I. Criminologia e politica criminale. – La concezione retributiva: critica. – Le componenti negative e positive della prevenzione generale e speciale. – Scuola classica e Scuola positiva. – Modelli della giustizia e teologia. – Le prospettive di riforma e le recenti modifiche dell’apparato sanzionatorio. La giustizia riparativa.

II. La teoria del bene giuridico e il principio di offensività. – I principi di sussidiarietà e di materialità. – I rapporti fra diritto penale e Costituzione. – La depenalizzazione. – Il principio di legalità. – L’incidenza del diritto europeo – I delitti e le contravvenzioni. – Le nozioni fondamentali di teoria generale del reato. – Il fatto tipico e l’offesa. – Il concetto di azione e il ruolo dell’evento. – Il problema causale. – Le cause di giustificazione. – La colpevolezza come categoria dogmatica. – L’imputabilità. – La struttura e l’oggetto del dolo. – Il reato colposo. – L’errore di fatto e di diritto. – Il principio di colpevolezza e il problema della responsabilità oggettiva. – Le condizioni obiettive di punibilità. – Le cause di esclusione della punibilità. – Il reato omissivo proprio e improprio. – Le circostanze del reato. – Il delitto tentato. – Il concorso di persone. – Il concorso di reati e il concorso apparente di norme.

III. Il sistema sanzionatorio alla luce delle recenti riforme. – La commisurazione della pena. – La pena pecuniaria. – Le cause di estinzione del reato e della pena. – Le sanzioni sostitutive. – Le misure alternative. – Le misure di sicurezza e la pericolosità sociale. – Le sanzioni civili. – Le misure di prevenzione. – Le norme premiali. – Il sistema penale minorile. – La competenza penale del giudice di pace.

Flora/Tonini, Diritto penale per operatori sociali, vol. I (Profili generali su reato, autore e sanzioni), 2a ediz., Giuffrè, Milano, 2013 o, se disponibile, un’edizione più recente (escluso l’ultimo capitolo);

De Simone, Il delitto di atti persecutori, Aracne, Roma, 2013, cap. 1: pp. 9-63.

 

Ai fini della preparazione dell’esame è necessario la consultazione di un Codice penale aggiornato, comprensivo delle principali leggi complementari.

DIRITTO PENALE (IUS/17)
ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 80.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 14/09/2020 al 09/12/2020)

Lingua ITALIANO

Percorso EUROPEO E INTERNAZIONALE (A74)

Sede Lecce

Acquisizione delle fondamentali conoscenze concernenti l’ordinamento penale, utili ad approfondire anche in chiave critica e ad apprendere gli elementi in cui si articola la tutela penale dell’ambiente; si suggerisce  vivamente, pertanto, il previo superamento dell’esame di Diritto penale.

Premesso l’inquadramento di questioni e problemi centrali nella tutela delle risorse ecologiche, anche mediante l’analisi di alcuni casi ‘paradigmatici’ di offese all’ambiente, insieme all’approfondimento dell’ingerenza delle organizzazioni criminali in attività di profitto che determinano significative offese per l’ambiente, il corso si propone di approfondire il sistema giuridico accordato alla materia in sede penale.

L’analisi è dedicata principalmente a tre nuclei tematici, riconducibili ad altrettante componenti essenziali del sistema penale di tutela dell’ambiente: i delitti introdotti con la l. n. 68/2015 – con esplicita attenzione rivolta a quelle previsioni normative che stabiliscono una connessione esplicita con le fattispecie intese al contrasto della criminalità organizzata  – ; le contravvenzioni, essenzialmente riconducibili al T.U. Ambiente (d. lgs. 152/2006); le norme dal contenuto riparatorio che accompagnano la previsione di fattispecie incriminatrici.

L’approfondimento della disciplina rappresenta al contempo l’occasione per richiamare, in chiave critica, categorie e temi di teoria generale, che proprio nel settore di ‘parte speciale’ in esame risultano particolarmente rilevanti.

Lo studio analitico delle norme e la tematizzazione di questioni più generali sono accompagnati anche da riferimenti all’inquadramento criminologico dei temi affrontati, oltre che alle prospettive politico-criminali che paiono poter garantire maggiore effettività alla tutela. Simile approccio è avvalorato anche da costanti riferimenti – in chiave comparata – a modelli di tutela innovativi suggeriti da esperienze e ordinamenti giuridici diversi da quello nazionale.  L’approfondimento delle questioni che animano il corso è accompagnato inoltre dall’inquadramento storico che, a partire dal contesto internazionale, ha consentito progressivamente l’emersione dell’ambiente, quale oggetto di interesse per il diritto, senza trascurare gli opportuni riferimenti alle implicazioni della tutela a esso accordata tema sul piano penale dall’ordinamento sovranazionale e internazionale.

Conoscenze e comprensione: Lo scopo del corso è offrire agli studenti un approccio consapevole alle problematiche di fondo dell’ordinamento penale, nel peculiare settore di tutela, corredato dall’apparato teorico di base necessario per l’interpretazione delle singole norme.

Al termine dell’insegnamento, lo studente avrà acquisito le conoscenze necessarie riguardo le categorie e gli istituti propri del sistema penale, oltre quelle utili ad applicare queste ultime alla disciplina in materia ambientale.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: sarà inoltre in grado di comprenderne il funzionamento in action e di applicare criticamente le norme oggetto di analisi a casi concreti.

Autonomia di giudizio: anche mediante la partecipazione attiva e interattiva alle lezioni, lo studente sarà in grado di elaborare criticamente le questioni che la tutela penale dell’ambiente pone e di orientare l’inquadramento delle stesse secondo un corretto approccio metodologico, non insensibile alla prospettazione di soluzioni politico-criminali improntate a un maggiore grado di effettività.

Abilità comunicative: insieme ai contenuti del corso la didattica si propone di stimolare negli studenti l’acquisizione e, auspicabilmente, la padronanza di un registro linguistico avvertito, da intendersi alla stregua di una fondamentale competenza necessaria alla corretta gestione dei temi.

Capacità di apprendimento: il corso ambisce a fornire agli studenti – oltre che dati di conoscenza – perspicue chiavi di lettura per lo svolgimento autonomo di percorsi di approfondimento nell’ambito sia delle questioni particolari poste dal diritto penale dell’ambiente, sia – più in generale – dell’ordinamento penale, delle categorie dogmatiche dello stesso, oltre che dei principi fondamentali che lo regolano.

Lezione frontale in italiano, aperta a momenti di interazione attiva con la classe. Agli studenti frequentanti è riconosciuta la possibilità di svolgere autonomi approfondimenti tematici.

Le lezioni, la cui frequenza è vivamente consigliata, sono ispirate a un approccio interdisciplinare (capace cioè di combinare elementi e conoscenze giuridiche con quelle criminologiche, ma anche sensibile a far dialogare diversi ordinamenti giuridici su questioni condivise) e sensibile alle implicazioni internazionali delle questioni presentate, oltre che a un approccio critico e politico-criminale sulla tenuta di categorie e principi, specie con riguardo all’effettività del sistema di tutela.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento: l’esame è volto alla verifica della comprensione e della padronanza di principi, categorie, norme e questioni oggetto di approfondimento nell’ambito del corso.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

 

Agli studenti frequentati è consentito di svolgere un approfondimento seminariale su un argomento concordato con il docente, la cui valutazione positiva è tenuta in considerazione ai fini della definizione del voto finale.

Casi e problemi. –  Diritto penale, criminologia e politica criminale. –  Inquadramento delle costanti criminologiche nei due modelli ricorrenti di offese all’ambiente: il ‘disastro’ e l’inquinamento cumulativo – Le ecomafie - Esigenze di prevenzione delle offese all’ambiente ed effettività della tutela. – Storia del diritto dell’ambiente nel contesto internazionale – Riferimenti all’interesse accordato alle offese all’ambiente innanzi alla ICC – Storia del diritto dell’ambiente e della tutela penale accordata all’ambiente in Italia. – L’incidenza del diritto sovranazionale – La riforma operata mediante la l. n. 68/2015. – L’architettura del diritto penale dell’ambiente in Italia. – I delitti di nuova introduzione. –  Analisi delle previsioni normative che stabiliscono una connessione esplicita con le fattispecie intese al contrasto della criminalità organizzata  Questioni critiche in ordine alle categorie della colpevolezza, della causalità, del concorso di persone nel reato. – Le contravvenzioni. – Questioni critiche circa l’effettività della tutela. – Questioni concernenti la tenuta delle categorie della colpevolezza –  Le norme dal contenuto riparatorio. – L’insufficienza di un approccio incentrato sulla riparazione esclusivamente materiale. – Compliance aziendale e responsabilità amministrativa degli enti. – Prospettive politico-criminali.

Per i frequentanti: secondo le indicazioni fornite a lezione.

 

Per i non frequentanti: - C. Ruga Riva, Diritto penale dell’ambiente, Giappichelli, (nella sua edizione più aggiornata);

-G. Rotolo, ‘Riconoscibilità’ del precetto penale e modelli innovativi di tutela. Analisi critica del diritto penale dell’ambiente, Giappichelli, 2018, del quale si richiede lo studio dei capitolo I,III e IV, nonché la lettura dei capitoli II e V;

- ulteriori letture di cui si darà eventualmente avviso nella pagina del docente.

ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA (IUS/17)
ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 4

Semestre Primo Semestre (dal 14/09/2020 al 09/12/2020)

Lingua ITALIANO

Percorso AMBIENTE E TERRITORIO (A73)

Sede Lecce

Acquisizione delle fondamentali conoscenze concernenti l’ordinamento penale, utili ad approfondire anche in chiave critica e ad apprendere gli elementi in cui si articola la tutela penale dell’ambiente; si suggerisce  vivamente, pertanto, il previo superamento dell’esame di Diritto penale.

Premesso l’inquadramento di questioni e problemi centrali nella tutela delle risorse ecologiche, anche mediante l’analisi di alcuni casi ‘paradigmatici’ di offese all’ambiente, insieme all’approfondimento dell’ingerenza delle organizzazioni criminali in attività di profitto che determinano significative offese per l’ambiente, il corso si propone di approfondire il sistema giuridico accordato alla materia in sede penale.

L’analisi è dedicata principalmente a tre nuclei tematici, riconducibili ad altrettante componenti essenziali del sistema penale di tutela dell’ambiente: i delitti introdotti con la l. n. 68/2015 – con esplicita attenzione rivolta a quelle previsioni normative che stabiliscono una connessione esplicita con le fattispecie intese al contrasto della criminalità organizzata  – ; le contravvenzioni, essenzialmente riconducibili al T.U. Ambiente (d. lgs. 152/2006); le norme dal contenuto riparatorio che accompagnano la previsione di fattispecie incriminatrici.

L’approfondimento della disciplina rappresenta al contempo l’occasione per richiamare, in chiave critica, categorie e temi di teoria generale, che proprio nel settore di ‘parte speciale’ in esame risultano particolarmente rilevanti.

Lo studio analitico delle norme e la tematizzazione di questioni più generali sono accompagnati anche da riferimenti all’inquadramento criminologico dei temi affrontati, oltre che alle prospettive politico-criminali che paiono poter garantire maggiore effettività alla tutela. Simile approccio è avvalorato anche da costanti riferimenti – in chiave comparata – a modelli di tutela innovativi suggeriti da esperienze e ordinamenti giuridici diversi da quello nazionale.  L’approfondimento delle questioni che animano il corso è accompagnato inoltre dall’inquadramento storico che, a partire dal contesto internazionale, ha consentito progressivamente l’emersione dell’ambiente, quale oggetto di interesse per il diritto, senza trascurare gli opportuni riferimenti alle implicazioni della tutela a esso accordata tema sul piano penale dall’ordinamento sovranazionale e internazionale.

Conoscenze e comprensione: Lo scopo del corso è offrire agli studenti un approccio consapevole alle problematiche di fondo dell’ordinamento penale, nel peculiare settore di tutela, corredato dall’apparato teorico di base necessario per l’interpretazione delle singole norme.

Al termine dell’insegnamento, lo studente avrà acquisito le conoscenze necessarie riguardo le categorie e gli istituti propri del sistema penale, oltre quelle utili ad applicare queste ultime alla disciplina in materia ambientale.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: sarà inoltre in grado di comprenderne il funzionamento in action e di applicare criticamente le norme oggetto di analisi a casi concreti.

Autonomia di giudizio: anche mediante la partecipazione attiva e interattiva alle lezioni, lo studente sarà in grado di elaborare criticamente le questioni che la tutela penale dell’ambiente pone e di orientare l’inquadramento delle stesse secondo un corretto approccio metodologico, non insensibile alla prospettazione di soluzioni politico-criminali improntate a un maggiore grado di effettività.

Abilità comunicative: insieme ai contenuti del corso la didattica si propone di stimolare negli studenti l’acquisizione e, auspicabilmente, la padronanza di un registro linguistico avvertito, da intendersi alla stregua di una fondamentale competenza necessaria alla corretta gestione dei temi.

Capacità di apprendimento: il corso ambisce a fornire agli studenti – oltre che dati di conoscenza – perspicue chiavi di lettura per lo svolgimento autonomo di percorsi di approfondimento nell’ambito sia delle questioni particolari poste dal diritto penale dell’ambiente, sia – più in generale – dell’ordinamento penale, delle categorie dogmatiche dello stesso, oltre che dei principi fondamentali che lo regolano.

Lezione frontale in italiano, aperta a momenti di interazione attiva con la classe. Agli studenti frequentanti è riconosciuta la possibilità di svolgere autonomi approfondimenti tematici.

Le lezioni, la cui frequenza è vivamente consigliata, sono ispirate a un approccio interdisciplinare (capace cioè di combinare elementi e conoscenze giuridiche con quelle criminologiche, ma anche sensibile a far dialogare diversi ordinamenti giuridici su questioni condivise) e sensibile alle implicazioni internazionali delle questioni presentate, oltre che a un approccio critico e politico-criminale sulla tenuta di categorie e principi, specie con riguardo all’effettività del sistema di tutela.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento: l’esame è volto alla verifica della comprensione e della padronanza di principi, categorie, norme e questioni oggetto di approfondimento nell’ambito del corso.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

 

Agli studenti frequentati è consentito di svolgere un approfondimento seminariale su un argomento concordato con il docente, la cui valutazione positiva è tenuta in considerazione ai fini della definizione del voto finale.

Casi e problemi. –  Diritto penale, criminologia e politica criminale. –  Inquadramento delle costanti criminologiche nei due modelli ricorrenti di offese all’ambiente: il ‘disastro’ e l’inquinamento cumulativo – Le ecomafie - Esigenze di prevenzione delle offese all’ambiente ed effettività della tutela. – Storia del diritto dell’ambiente nel contesto internazionale – Riferimenti all’interesse accordato alle offese all’ambiente innanzi alla ICC – Storia del diritto dell’ambiente e della tutela penale accordata all’ambiente in Italia. – L’incidenza del diritto sovranazionale – La riforma operata mediante la l. n. 68/2015. – L’architettura del diritto penale dell’ambiente in Italia. – I delitti di nuova introduzione. –  Analisi delle previsioni normative che stabiliscono una connessione esplicita con le fattispecie intese al contrasto della criminalità organizzata  Questioni critiche in ordine alle categorie della colpevolezza, della causalità, del concorso di persone nel reato. – Le contravvenzioni. – Questioni critiche circa l’effettività della tutela. – Questioni concernenti la tenuta delle categorie della colpevolezza –  Le norme dal contenuto riparatorio. – L’insufficienza di un approccio incentrato sulla riparazione esclusivamente materiale. – Compliance aziendale e responsabilità amministrativa degli enti. – Prospettive politico-criminali.

Per i frequentanti: secondo le indicazioni fornite a lezione.

 

Per i non frequentanti: - C. Ruga Riva, Diritto penale dell’ambiente, Giappichelli, (nella sua edizione più aggiornata);

-G. Rotolo, ‘Riconoscibilità’ del precetto penale e modelli innovativi di tutela. Analisi critica del diritto penale dell’ambiente, Giappichelli, 2018, del quale si richiede lo studio dei capitolo I,III e IV, nonché la lettura dei capitoli II e V;

- ulteriori letture di cui si darà eventualmente avviso nella pagina del docente.

ECOREATI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA (IUS/17)
Strumenti giuridici di contrasto al crimine

Corso di laurea SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/17

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 36.0

Per immatricolati nel 2019/2020

Anno accademico di erogazione 2020/2021

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 01/03/2021 al 04/06/2021)

Lingua ITALIANO

Percorso DEVIANZA SOCIALE E CRIMINALITA' (A106)

Acquisizione delle fondamentali conoscenze concernenti l’ordinamento penale, utili ad approfondire anche in chiave critica e ad apprendere gli elementi in cui si articola il programma del corso.

Il corso si propone di affrontare l’ampio tema della legalità e del contrasto alla criminalità, dallo specifico punto di vista delle strategie di controllo del fenomeno criminale associativo.

Gli argomenti sono affrontati innanzi tutto in prospettiva ‘storica’, quanto all’affermarsi del fenomeno criminale e delle forme di contrasto allo stesso, fino a considerare le sue ‘trasformazioni’ attuali che conferiscono rinnovata ‘vitalità’ alle questioni sociale e politica a esso legate.

Alla considerazione delle questioni sul piano empirico e sociale si accompagna la conoscenza del pertinente dato normativo.

Conoscenze e comprensione: il corso si propone di fornire allo studente gli strumenti per la  conoscenza anche critica dei temi del corso.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: scopo del corso non è soltanto quello di descrivere l’assetto del diritto vigente, ma anche e soprattutto quello di fornire una lettura critica dello stesso alla luce del diritto vivente, nonché quello di fornire strumenti critici per la comprensione di salienti vicende materiali riconducibili alla materia;

Autonomia di giudizio: lo studente non riceverà passivamente, secondo un approccio top/down, le nozioni teoriche fruendo solo della didattica frontale, ma parteciperà interattivamente sia alle lezioni, nel corso delle quali verranno stimolati interventi e domande, sia ad esercitazioni, nel corso delle quali saranno esaminati casi specifici secondo un approccio di apprendimento per prove ed errori orientato al problem solving. Per incentivare l'elaborazione autonoma e problematica dei concetti da parte degli studenti ci si avvarrà della casistica fornita dalla giurisprudenza.

Abilità comunicative: si richiede l’acquisizione da parte dello studente di adeguata proprietà di linguaggio rispetto al lessico specialistico del diritto penale e della capacità di costruire correttamente e di esporre persuasivamente argomentazioni di tipo giuridico in tale ambito di disciplina.

Capacità di apprendimento: il corso si propone di fornire agli studenti non solo dati, ma soprattutto chiavi di lettura dei processi di trasformazione del diritto penale e delle relative invarianti, in maniera tale da consentire agli studenti medesimi, durante e dopo il corso, di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del quadro del diritto positivo e vivente.

Lezioni frontali, secondo il metodo tradizionale; analisi ragionata, con la partecipazione attiva degli studenti, di casi giurisprudenziali.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

Premessi gli opportuni riferimenti al fondamento costituzionale del diritto penale quale strumento di contrasto al fenomeno criminale e, coerentemente, fornite le definizioni di concetti salienti, quali quello di ‘crimine’, ‘criminologia’, ‘reato’, ‘diritto penale’ e ‘politica criminale’, il corso intende affrontare in chiave critica lo strumento delle misure di prevenzione che molti interrogativi pone sul punto della compatibilità con i principi che contraddistinguono l’ordinamento penale.

In tale prospettiva, definito l’inquadramento dell’evoluzione storica che ha condotto all’affermazione della criminalità organizzata e alle implicazioni da essa determinate sul contesto sociale e politico di riferimento – con particolare attenzione alle risposte istituzionali e, tra queste, l’introduzione della fattispecie di cui all’art. 416-bis c.p. – l’insegnamento si propone di considerare la strategia articolata dall’ordinamento nella prospettiva di contrastare il fenomeno in parola.

A tal riguardo l’attenzione è dedicata nello specifico alle misure di prevenzione personali e patrimoniali, anche alla luce dell’evoluzione normativa che ha riguardato l’istituto in parola: prima legge sulle misure di prevenzione n. 1423/1956; legge fondamentale antimafia n. 575/1965; legge Rognoni-La Torre n. 646/1982; Codice antimafia.

La presentazione dei temi del corso è accompagnata dal costante approfondimento di questioni concernenti la legalità dello strumento giuridico in parola e la sua coerenza con le strategie di controllo della criminalità, cui si lega anche l’illustrazione delle differenze salienti tra le diverse risposte giuridiche: da quelle meramente sanzionatorie a quelle preventive, che contemplano pure il ricorso a strumenti amministrativi.

1. Con riguardo ai principi costituzionali rilevanti in materia penale:

  • Corte cost. 23-24 marzo 1988, n. 364;
  • Per gli studenti non frequentanti: studio della relativa parte da qualunque manuale aggiornato di diritto penale nella disponibilità dello studente (il docente resta certamente disponibile alla valutazione con lo studente dell’adeguatezza del manuale prescelto);

2. Con riguardo all’evoluzione del fenomeno mafioso e delle strategie di contrasto allo stesso:

3. Con riguardo alle misure di prevenzione e alla coerenza di tale strumento con i principi costituzionali in materia penale:

4. Con riguardo alle misure di prevenzione patrimoniali:

5. All’integrazione dei diversi argomenti provvede la raccolta delle slides del corso che il docente rende disponibile – mediante la piattaforma team, nel canale dedicato al corso – agli studenti entro la conclusione delle lezioni e il cui studio è richiesto sia agli studenti frequentanti, sia agli studenti non frequentanti.

 

6. Ai fini dello studio si richiede la conoscenza delle norme pertinenti, con specifico riguardo alle disposizioni rilevanti contenute nella Costituzione, nel Codice penale e nel Codice Antimafia (d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159).

Strumenti giuridici di contrasto al crimine (IUS/17)