Franco PAPARELLA

Franco PAPARELLA

Professore I Fascia (Ordinario/Straordinario)

Dipartimento di Scienze dell'Economia

Centro Ecotekne Pal. C - S.P. 6, Lecce - Monteroni - LECCE (LE)

Ufficio, Piano terra

Telefono +39 0832 29 8753

Professore ordinario di diritto tributario presso le Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università del Salento.

Area di competenza:

Titolare della Cattedra di diritto tributario. 

Orario di ricevimento

Il Prof. Franco Paparella riceve gli studenti secondo i seguenti orari: il martedì dalle ore 12,00 alle ore 13,00 (durante il secondo semestre).  

I collaboratori di cattedra effettueranno il ricevimento studenti ogni lunedì dalle ore 14,00 alle ore 17,00 presso l'Istituto di diritto tributario situato al IV piano della palazzina del Dipartimento di Scienze dell'Economia (stanza n. 20):

Avv. Piercosimo De Razza: lunedì ore 14,00 - 17,00

Dott. Emanuele Boellis: lunedì ore 15,00 - 17,00

Avv. Maria Gaballo: lunedì ore 09,30 - 11,00

 

 

 

 

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Curriculum Vitae

Il Prof. Franco Paparella si è laureato in Economia e Commercio ed in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Roma con il massimo dei voti, specializzandosi presso il Politecnico di Londra e superando il corso di perfezionamento in Diritto Tributario Internazionale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma.

E' iscritto all'Ordine degli Avvocati di Roma, all'elenco speciale degli avvocati cassazionisti nonché presso il Registro dei Revisori contabili. E' altresì iscritto all'International Fiscal Association, all'Associazione Nazionale Tributaristi Italiani, al Registro Europeo dei Consulenti Fiscali ed è membro dell'European Association of Tax Law Professors.

E' stato chiamato a far parte di numerose commissioni ministeriali di riforma dell'ordinamento tributario ed è membro del comitato di redazione di primarie riviste scientifiche. Ha iniziato l'attività accademica nel 1989 presso la cattedra di diritto tributario della facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza di Roma ed ha insegnato presso la Scuola Tributaria Centrale di Roma, la Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza, la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Camerino. Attualmente è professore straordinario di ruolo presso la facoltà di Economia dell'Università del Salento, docente di diritto tributario presso l'Universitas Mercatorum di Roma nonché presso la Link Campus University. Ha partecipato a numerosi convegni nazionali ed internazionali. 

Didattica

A.A. 2017/2018

DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea ECONOMIA AZIENDALE

Tipo corso di studio Laurea

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'ECONOMIA

Percorso PROFESSIONALE

Sede Lecce

DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Lingua ITALIANO

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno di corso 1

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'ECONOMIA

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce

A.A. 2016/2017

DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea ECONOMIA AZIENDALE

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0 Ore Studio individuale: 0.0

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'ECONOMIA

Percorso PROFESSIONALE

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0 Ore Studio individuale: 136.0

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno di corso 1

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'ECONOMIA

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

A.A. 2015/2016

DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea ECONOMIA AZIENDALE

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0 Ore Studio individuale: 0.0

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno di corso 3

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'ECONOMIA

Percorso PROFESSIONALE

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0 Ore Studio individuale: 136.0

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno di corso 1

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'ECONOMIA

Percorso PERCORSO COMUNE

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 48.0 Ore Studio individuale: 102.0

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'ECONOMIA

Percorso COMUNICAZIONE D'AZIENDA

Sede Lecce - Università degli Studi

A.A. 2014/2015

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 48.0 Ore Studio individuale: 102.0

Anno accademico di erogazione 2014/2015

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno di corso 2

Struttura DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'ECONOMIA

Percorso COMUNICAZIONE D'AZIENDA

Sede Lecce - Università degli Studi

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DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea ECONOMIA AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2019/2020

Anno di corso 3

Semestre Secondo Semestre (dal 24/02/2020 al 31/05/2020)

Lingua ITALIANO

Percorso PROFESSIONALE (029)

Sede Lecce

DIRITTO TRIBUTARIO (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea ECONOMIA AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Anno di corso 3

Semestre Secondo Semestre (dal 26/02/2018 al 25/05/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso PROFESSIONALE (029)

Sede Lecce

DIRITTO TRIBUTARIO (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea GIURISPRUDENZA

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 60.0

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Anno di corso 3

Semestre Primo Semestre (dal 18/09/2017 al 07/12/2017)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

Il programma analitico del corso corrisponde all'indice del volume consigliato per la preparazione dell'esame con le seguenti specificazioni: - da leggere i capp. V (da pagg. 56 a 65), VIII (da pag. 103 a 113), XI (da pag. 143 a 149), XII (da pag. 150 a 159), XV (da pag. 190 a 193 e da pag. 213 e 222), XVII (da pag. 243 a 248), XIX (da pag. 272 a 290), XX (da pag. 301 a 311). - da escludere i capp. XXV (da pag. 467 a 477), XXIX, XXX, XXXI e XXXIII.

consentire agli studenti la conoscenza dei principi generali dell'ordinamento tributario e la disciplina dei singoli tributi.

lezioni frontali.

esclusivamente in forma orale.

FALSITTA, Corso istituzionale di diritto tributario - VI edizione, Padova, Cedam, 2016.

DIRITTO TRIBUTARIO (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0

Per immatricolati nel 2017/2018

Anno accademico di erogazione 2017/2018

Anno di corso 1

Semestre Secondo Semestre (dal 23/02/2018 al 31/05/2018)

Lingua ITALIANO

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce

nessuno

profili generali dell'imposizione sul reddito; l'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF); il reddito d'impresa: la nozione e la determinazione; i rapporti con l'estero. L'imposta sul reddito delle società (IRES); la rilevanza dei gruppi di imprese nelle imposte sui redditi; le operazioni straordinarie. Le imposte sul consumo; l'imposta sul valore aggiunto (IVA); le accise. L'imposta sulle attività produttive (IRAP). La rilevanza degli atti dell'impresa ai fini delle imposte indirette sui trasferimenti; l'imposta di registro; l'imposta di bollo; gli altri tributi indiretti. La fiscalità decentrata; l'imposta comunale sugli immobili; gli altri tributi locali. Il diritto comunitario tributario dell'impresa; i dazi doganali.

compiuta conoscenza dei principi generali e degli istituti del diritto tributario nonché delle principali imposte del sistema tributario italiano.

le lezioni saranno tenute frontalmente e saranno arricchite con esercitazioni pratiche e con l'esame della giurisprudenza più recente.

esclusivamente in forma orale.

FANTOZZI - PAPARELLA, Lezioni di diritto tributario dell'impresa, Padova, Cedam, 2014.

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea ECONOMIA AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0 Ore Studio individuale: 0.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Anno di corso 3

Semestre Secondo Semestre (dal 23/02/2017 al 31/05/2017)

Lingua

Percorso PROFESSIONALE (029)

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0 Ore Studio individuale: 136.0

Per immatricolati nel 2016/2017

Anno accademico di erogazione 2016/2017

Anno di corso 1

Semestre Secondo Semestre (dal 23/02/2017 al 31/05/2017)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO

Corso di laurea ECONOMIA AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0 Ore Studio individuale: 0.0

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Anno di corso 3

Semestre Secondo Semestre (dal 23/02/2016 al 31/05/2016)

Lingua

Percorso PROFESSIONALE (029)

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 8.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 64.0 Ore Studio individuale: 136.0

Per immatricolati nel 2015/2016

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Anno di corso 1

Semestre Secondo Semestre (dal 23/02/2016 al 31/05/2016)

Lingua

Percorso PERCORSO COMUNE (999)

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 48.0 Ore Studio individuale: 102.0

Per immatricolati nel 2014/2015

Anno accademico di erogazione 2015/2016

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 23/02/2016 al 31/05/2016)

Lingua

Percorso COMUNICAZIONE D'AZIENDA (150)

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA (IUS/12)
DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA

Corso di laurea MANAGEMENT AZIENDALE

Settore Scientifico Disciplinare IUS/12

Tipo corso di studio Laurea Magistrale

Crediti 6.0

Ripartizione oraria Ore Attività frontale: 48.0 Ore Studio individuale: 102.0

Per immatricolati nel 2013/2014

Anno accademico di erogazione 2014/2015

Anno di corso 2

Semestre Secondo Semestre (dal 23/02/2015 al 31/05/2015)

Lingua

Percorso COMUNICAZIONE D'AZIENDA (150)

Sede Lecce - Università degli Studi

DIRITTO TRIBUTARIO DELL'IMPRESA (IUS/12)

Pubblicazioni

Monografie pubblicate:
§        (1993), PAPARELLA, La fusione delle aziende di credito, Milano, Giuffrè;
§        (1993), PAPARELLA, Profili tributari delle operazioni societarie disciplinate dalla legge Amato, Milano, Giuffrè;
§        (2000), PAPARELLA, Possesso di redditi ed interposizione fittizia. Contributo allo studio dell’elemento soggettivo della fattispecie imponibile, Milano, Giuffrè;
§        (2005), PAPARELLA, Studi preliminari sui profili teorici e sistematici dell’accollo nel diritto tributario, Roma, Atena;
§       (2005), PAPARELLA, L’imputazione soggettiva del reddito, Bari, Cacucci;
§        (2006), PAPARELLA, a cura di, La riforma del regime fiscale delle imprese: lo stato di attuazione e le prime esperienze concrete, Milano, Giuffrè;
§        (2006), ESPOSITO-PAPARELLA, a cura di, La riforma dell’imposta sul reddito delle società, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane;
§        (2008), PAPARELLA, L’accollo del debito d’imposta, Milano, 2008.
 
Articoli, note a sentenza e voci Enciclopediche:
1)      PAPARELLA, Le associazioni sportive. Profili civilistici e tributari, in Summa, n. 58, 1992, 32;
2)      PAPARELLA, Il passaggio dal reddito d’esercizio al reddito imponibile alla luce del nuovo schema di bilancio attuativo della IV Direttiva Comunitaria, in Summa, n. 59/60, 1992, 55;
3)      PAPARELLA, Aspetti tributari nell’applicazione della “legge Amato” ai Comuni, in Riv. dir. trib., 1993, I, 557, ripubblicato in La Finanza Locale, 1993, I, 1501;
4)      PAPARELLA, Prime considerazioni tributarie in margine alla “legge Amato-bis”, in Riv. dir. trib., 1994, I, 75;
5)      PAPARELLA, Finalmente la scissione è disciplinata anche ai fini delle imposte indirette, in Riv. dir. trib., 1994, I, 94;
6)      PAPARELLA, Note in margine all’applicazione dell’imposta di registro sugli aumenti di capitale sociale in occasione del ripianamento delle perdite, in Riv. dir. fin., 1994, I, 238;
7)      PAPARELLA, Aumento di capitale contestuale all’abbattimento per perdite di importo superiore al capitale sociale: il nuovo orientamento del Ministero delle Finanze, in Riv. dir. trib., 1994, III, 189;
8)      PAPARELLA, Può considerarsi risolta la questione degli ammortamenti anticipati?, in Riv. dir. trib., 1994, I, 220;
9)      PAPARELLA, Considerazioni in ordine alla disciplina fiscale del disavanzo da annullamento con particolare riferimento all’iscrizione dell’avviamento, in Riv. del Not., 1994, II, 1054;
10) PAPARELLA, Compenso agli amministratori e l’abuso della disposizione in materia di interposizione fittizia di persona, in Riv. dir. trib., 1995, I, 93;
11) PAPARELLA, La presunzione di distribuzione degli utili nelle società di capitali a ristretta base azionaria, in Dir. e prat. trib., 1995, II, 453;
12) PAPARELLA, Brevi note sul regime fiscale dei trasferimenti d’azienda a titolo gratuito, in Riv. dir. trib., 1995, II, 162;
13) PAPARELLA, Finanziamenti dei soci: dalla presunzione di fruttuosità alla pretesa presunzione di investimento, in Riv. dir. trib.., 1995, II, 1093;
14) PAPARELLA, Voce “Conferimenti (dir. trib.)”, in Enciclopedia Giuridica Treccani, Roma, 1995;
15) PAPARELLA, Voce “Associazione e società sportive (dir. trib.)”, in Enciclopedia Giuridica Treccani, Roma, 1995;
16) PAPARELLA, Riflessioni in margine all’art. 10 della legge n. 408 del 1990, inDir. e Prat. Trib., 1995, I, 1545;
17) PAPARELLA, La Cassazione ribadisce l’esenzione dall’Iva delle attività di trasporto e scorta valori, in Riv. dir. trib., 1996, II, 96;
18) PAPARELLA, Trust ed interposizione fittizia di persona, in Il Fisco, 1996, 4812;
19) PAPARELLA, Nuovi orientamenti in tema di interposizione fittizia di persona nell’accertamento nei confronti dei soggetti societari, in AA. VV., (a cura di C. Preziosi), Atti del convegno di studi organizzato dall’Università di Salerno il 20-21 maggio 1994, Eti, Roma-Milano, 1996;
20) PAPARELLA, Gli aspetti fiscali dell’affitto d’azienda, in AA.VV., L’affitto d’azienda, Atti del convegno organizzato dall’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Roma il 25 luglio 1996, Buffetti Editore, 1996;
21) PAPARELLA, Trust e destinazione dei beni a finalità extraimprenditoriali nella disciplina delle imposte dirette, in Beneventi I., (a cura di), I Trusts in Italia oggi, Milano, 1996;
22) PAPARELLA, Disciplina degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), in AA. VV., Atti del seminario di studi sulla riforma tributaria 1998 organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti di Roma, Roma, 1997;
23) PAPARELLA, Prime considerazioni sugli aspetti applicativi dell’IRAP in materia di enti non commerciali (e di enti pubblici in particolare), in Riv. dir. trib., 1998, I, 989;
24) PAPARELLA, Considerazioni sulle novità in materia di dichiarazione tributaria (nelle imposte sui redditi e nell’IVA) per effetto della disciplina del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, in Miccinesi, a cura di, Commento agli interventi di riforma tributaria, Padova, 1999, 67;
25) PAPARELLA, Riflessioni sulla nuova disciplina sostanziale della cessione di aziende (e di partecipazioni di controllo o di collegamento) e dello scambio di partecipazioni ai fini delle imposte sui redditi, in Riv. dir. trib., 1999, I, 355;
26) PAPARELLA, Primi punti fermi della Cassazione sull'art. 37, comma 3, del D.P.R. n. 600 del 1973, inRass. Trib., 2000, 1273;
27) FANTOZZI-PAPARELLA, Brevi note sull’applicazione del regime fiscale delle Onlus alle scuole parificate di cui alla legge n. 62 del 2000, inRiv. dir. trib., 2001, I, 551;
28) PAPARELLA, La Cassazione chiarisce anche l’ambito soggettivo della previgente esenzione per le prestazioni di vigilanza e custodia ai fini dell’Iva, nota a Cass. n. 7811 del 1 dicembre 1999, in Riv. dir. trib., 2001, II, 445;
29) PAPARELLA, Brevi riflessioni aggiornate in tema di trusts, elusione ed interposizione di persona, in Boll. Trib., 2002, 485;
30) PAPARELLA, L’imposta sul reddito delle persone fisiche, in FANTOZZI, Corso di diritto tributario, Torino, 2003, 377;
31) PAPARELLA, L’imposta sul reddito delle persone fisiche, in FANTOZZI, Il diritto tributario, Torino, 2003, 773;
32) PAPARELLA, Considerazioni in tema di disciplina dei trusts nel sistema delle imposte sui redditi delineato dalla legge delega di riforma dell’ordinamento tributario n. 80 del 7 aprile 2003 e le prospettive di riforma, in Boll. Trib., 2003, 1683, pubblicato altresì in MARINO, a cura di, I profili internazionali e comunitari della nuova imposta sui redditi delle società, Milano, 2004, 117;
33) PAPARELLA, Brevi considerazioni sui limiti della legge delega relativa alla nuova imposta sul reddito delle società in relazione al principio di armonizzazione nelle operazioni straordinarie, in Tributi Impresa, 2004, pubblicato altresì in ESPOSITO-PAPARELLA, a cura di, La riforma del regime fiscale delle imprese, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2006, 183;
34) PAPARELLA, Voce “Associazioni e società sportive (dir. trib.)”, Aggiornamento, in Enciclopedia Giuridica Treccani, Roma, 2004;
35) PAPARELLA, L’imposta sul reddito delle persone fisiche, in FANTOZZI, Corso di diritto tributario (ristampa aggiornata), Torino, 2004, 377;
36) PAPARELLA, L’utilizzo di una S.a.s. nell’esercizio dell’attività professionale tra fattispecie elusive e richiami normativi all’interposizione fittizia di persone, in Boll. Trib., 2005, 507;
37) PAPARELLA, Voce “Accollo (dir. trib.)”, in Enciclopedia Giuridica Treccani, Roma, 2006;
38) PAPARELLA, Spunti in tema di azioni esecutive e questioni processuali nella solidarietà tributaria con particolare riferimento al beneficio di escussione, in Dialoghi di dir. trib., 2006, 20;
39) PAPARELLA, La disciplina delle operazioni straordinarie nella riforma del regime fiscale delle imprese, in PAPARELLA, a cura di, La riforma del regime fiscale delle imprese: lo stato di attuazione e le prime esperienze concrete, Milano, Giuffrè, 2006, 159;
40) PAPARELLA, The armonisation of domestic corporate income tax law with European Law: the italian experience, Relazione tenuta al convegno organizzato il 12 maggio 2006 dalla Pàzmàny Péter Catholic University di Budapest dal titolo “Towards a European corporate income tax law system”, in Economia, Azienda e Sviluppo, 2006, n. 4, 5;
41) PAPARELLA, Brevi note sulla “forza costituzionale” delle norme dello Statuto dei diritti del contribuente, in Le corti pugliesi, ESI, 2006, n. 3, 727;
42) PAPARELLA, Un’architettura contrattuale fondata sulla costituzione di un trust e la valutazione in termini di “abuso del diritto” nel sistema dell’I.V.A., in Trusts e attività fiduciarie, 2007, 563;
43) PAPARELLA, Una conferma sull’applicazione del tributo di registro in somma fissa alle delibere di riduzione del capitale sociale per esuberanza, in Notariato, 2007, 619;
44) PAPARELLA, I poteri istruttori nel processo tributario, in DELLA VALLE-FICARI-MARINI, a cura di, Il processo tributario, Padova, Cedam, 2008, 203, pubblicato altresì in Le Corti pugliesi, 2007, 261;
45) PAPARELLA, Le dichiarazioni di terzi e la prova testimoniale, in DELLA VALLE-FICARI-MARINI, a cura di, Il processo tributario, Padova, Cedam, 2008, 213;
46) PAPARELLA, Considerazioni generali in tema di elusione fiscale e abuso del diritto, relazione tenuta al Convegno “Elusione fiscale e abuso del diritto” organizzato il 20 ottobre 2008 dall’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani presso il C.N.E.L., in corso di pubblicazione;
47) PAPARELLA, Voce “Conferimenti (dir. trib.)”, Aggiornamento, in Enciclopedia Giuridica Treccani, Roma, 2008, in corso di pubblicazione.
 
Partecipazione a convegni, corsi e seminari in qualità di relatore dell’ultimo quinquennio:
1.      Lineamenti impositivi del trasferimento della ricchezza familiare ai fini delle imposte sui redditi, Relazione al convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli dal titolo “La trasmissione della ricchezza familiare”, Napoli, 17 maggio 2003;
2.      La tassazione delle attività agricole nel sistema delle imposte sui redditi, Relazione tenuta al convegno organizzato dall’Università degli Studi di Foggia dal titolo “L’agricoltura. Problematiche fiscali e non”, Foggia, 21 maggio 2003;
3.      Le novità della riforma Tremonti in tema di trusts, Relazione al convegno organizzato dal CERTI dell’Università Bocconi di Milano dal titolo “Profili internazionali e comunitari della riforma tributaria: osservazioni tecniche per decisioni politiche”, Milano, 8 luglio 2003;
4.      Il trust nel sistema delle imposte sui redditi, Lezione tenuta nell’ambito del corso “Profili fiscali del trust” organizzato dall’IS.IN.TEG., Roma, 18 luglio 2003;
5.      Il regime fiscale delle operazioni di riorganizzazione societaria, Relazione tenuta al convegno organizzato dall’IPSOA dal titolo “La riforma Tremonti”, Roma, 23 ottobre 2003;
6.      La conciliazione giudiziale, Relazione tenuta al seminario di aggiornamento e formazione professionale dal titolo “Il procedimento di accertamento e gli strumenti deflativi del processo tributario” organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma, Roma, 14 novembre 2003;
7.      Il trust nel sistema delle imposte sui redditi, Lezione tenuta presso il corso di formazione “Il diritto dei trust” organizzato dall’Università di Genova, Genova, 17 novembre 2003;
8.      Le operazioni straordinarie interne, Relazione tenuta al convegno organizzato dall’Università degli Studi di Bari dal titolo “La nuova imposta sulle società”, Bari, 27 novembre 2003;
9.      Le operazioni straordinarie comunitarie, Relazione tenuta al convegno organizzato dall’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti dal titolo “La riforma fiscale”, Brindisi, 28 novembre 2003;
10. Le operazioni straordinarie, Relazione tenuta al convegno organizzato dall’Università di Camerino dal titolo “La riforma del regime fiscale delle imprese”, Camerino, 5 dicembre 2003;
11. Le operazioni straordinarie, Relazione al convegno organizzato dall’Università degli Studi di Udine dal titolo “L’imposta sul reddito delle società”, Udine, 12 dicembre 2003;
12. Le operazioni straordinarie, Relazione al convegno organizzato dal Dipartimento di Studi Aziendali, Giuridici ed Ambientali dell’Università degli Studi di Lecce dal titolo “La riforma del regime fiscale delle imprese: lo stato di attuazione e le prime esperienze concrete”, Lecce, 25 giugno 2004;
13. Partecipazioni, Trust, società fiduciarie: nuovi aspetti fiscali, Relazione al convegno organizzato dalla Banca Generali S.p.a., Bari, 5 ottobre 2004;
14. Profili fiscali della gestione associata del servizio tributi, Lezione nell’ambito del progetto Camelot 2 su incarico di ANCI Puglia Consulting, Lecce, 2 febbraio 2005;
15. Le parti ed il difensore, Lezione tenuta al corso di formazione organizzato dal Centro Studi della Camera Tributaria degli Avvocati della Provincia di Lecce sul “processo tributario”, Lecce, 13 aprile 2005;
16. Profili tributari degli apporti di lavoro nelle società di capitali, Relazione tenuta al convegno organizzato dall’Università degli Studi del Molise dal titolo “Il capitale umano nelle imprese”, Campobasso, 29 aprile 2005;
17. Novità in tema di regime fiscale delle partecipazioni societarie, Lezione tenuta nell’ambito dell’attività di formazione professionale organizzata dal Collegio dei Ragionieri ed Economisti d’impresa di Lecce, Lecce, 24 giugno 2005;
18. Elementi di fiscalità negli investimenti finanziari, Lezioni tenute nel quadro del piano formativo “Gruppo Banca Sella in training” su incarico della Banca Arditi Galati S.p.a., Lecce, 6 e 7 ottobre 2005;
19. Novità e prospettive in materia di Irap nella giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia della Comunità Europea, Lezione tenuta al II Corso di Formazione in “diritto e contenzioso tributario” organizzato dall’Associazione Magistrati Tributari, Taranto, 19 novembre 2005;
20. Gli aspetti fiscali dei trust in favore dei soggetti deboli, Relazione al convegno “Strumenti di tutela dei soggetti deboli: dai rimedi tradizionali al trust”, organizzato da Banca Esperia, Roma, 23 novembre 2005;
21. La disciplina fiscale dei conferimenti in S.r.l., Relazione tenuta al convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e dal Collegio dei Ragionieri ed Economisti d’impresa di Lecce, Lecce, 26 novembre 2005;
22. L’interposizione fittizia nelle imposte sui redditi, Lezione tenuta al Master in “Diritto tributario dell’impresa” organizzato dal CERTI dell’Università Bocconi di Milano, Milano, 13 dicembre 2005;
23. I nuovi aspetti del processo tributario, Relazione tenuta al convegno “Accertamento e processo tributario” organizzato dall’Associazione Magistrati Tributari di Lecce e dalla Camera tributaria degli avvocati della Provincia di Lecce, Lecce, 24 marzo 2006;
24. L’attività di riscossione nella cooperazione internazionale, Relazione tenuta al Convegno organizzato dall’Università di Napoli sotto il patrocinio della Presidenza della Repubblica dal titolo “Justice cooperation peace”, Caserta, 16 e 17 novembre 2007;
25. Gli aspetti fiscali del project financing, Relazione tenuta al Convegno organizzato dalla Università del Salento e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Lecce dal titolo “La finanza di progetto. Profili economico-finanziari e problematiche giuridiche”, Lecce, 29 novembre 2007.
26. Il regime fiscale del trust dal punto nel sistema delle imposte sui redditi, Relazione tenuta al Convegno organizzato dal Consiglio Notarile e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Lecce dal titolo “I profili giuridici del trust”, Lecce, 16 maggio 2008
27. Gli oneri probatori, Relazione tenuta al Convegno organizzato dalla Camera tributaria degli avvocati della Provincia di Lecce e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Lecce dal titolo “Accertamento presuntivo, procedimento e tutela giurisdizionale”, Lecce, 13 e 14 giugno 2008;
28. Considerazioni generali in tema di elusione fiscale e abuso del diritto, Relazione tenuta al Convegno “Elusione fiscale e abuso di diritto” organizzato il 20 ottobre 2008 dall’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani presso il C.N.E.L.

Temi di ricerca

Le linee di ricerca.

Le linee di ricerca del settore sono state indirizzate sull’esercizio della potestà impositiva, sulle tendenze evolutive e sulle nuove fasi di attuazione del tributo con particolare riferimento ai temi della fiscalità comunitaria e internazionale.
Al di là del processo di armonizzazione di derivazione comunitaria e delle dinamiche della cooperazione fra Stati membri, gli indirizzi della ricerca sono costantemente rivolti ai meccanismi per evitare la doppia imposizione di fonte comunitaria ed internazionale, alla pianificazione fiscale nonché all’accentuato processo di trasformazione che caratterizza i sistemi impositivi moderni. A tal fine è stata estremamente proficua la collaborazione con l’International Fiscal Association (IFA), Atenei esteri ed altre organizzazioni internazionali di diversa natura.
In coerenza con tale impostazione, sul versante interno, un’attenzione particolare è stata riservata alla riforma del sistema tributario avviata con la legge delega n. 80 del 2003, agli effetti, interni e comunitari, sui modelli impositivi delle società, alle operazioni di riorganizzazione aziendale nonché ai nuovi istituiti introdotti con il D. Lgs. n. 344 del 2003 (consolidato domestico e mondiale, trasparenza fiscale, deducibilità degli interessi passivi, participation exemption, nozione di stabile organizzazione, etc…).
Anche l’approfondimento delle costruzioni teoriche sugli effetti fiscali delle segregazioni patrimoniali, dell’associazioni partecipazione e dei trusts è stato oggetto di un ulteriore percorso di ricerca non ancora concluso ma che nel frattempo ha consentito di pubblicare diversi saggi su riviste di elevato contenuto scientifico.
Sul versante dei modelli di attuazione dei tributi approfondimenti costanti sono stati dedicati all’accertamento ed alla riscossione, al sistema delle garanzie che assiste il pagamento del debito d’imposta ed agli strumenti di contrasto all’elusione fiscale senza tuttavia trascurare i temi che attengono al processo tributario, con particolare riferimento ai poteri istruttori.
Vista la stretta attualità, infine, un rilievo particolare è stato riservato all’ampio e complesso argomento del federalismo fiscale in considerazione delle numerose connessioni con altre discipline giuspubblicistiche. Le ricerche avviate in argomento hanno consentito di instaurare modelli collaborativi con altri gruppi di ricerca afferenti a distinti settori scientifici disciplinari e con enti pubblici di rilievo nazionale.  Si segalano alcuni recenti ambiti della ricerca.
 
Titolo della ricerca

Federalismo fiscale fra solidarietà e competitività territoriale. L'autonomia impositiva dei Comuni negli schemi di attuazione del federalismo fiscale.
Stato dell’arte
I recenti sforzi di definizione dei principi cardine del c.d. “federalismo fiscale” alimentano un dibattito politico, istituzionale e dottrinale principalmente rivolto alle conseguenze dei nuovi assetti sulla finanza regionale. Valorizzando indicazioni e spunti di riflessione emersi dall’esegesi delle fonti costituzionali, la Consulta ha individuato alcune “linee-guida” di cui i lavori parlamentari di questi mesi sembrerebbero tener conto e che attengono prevalentemente il riparto della potestà impositiva tra Stato e Regioni. Il Giudice delle leggi ha avuto occasione, infatti, di soffermarsi in particolar modo sul nesso di pregiudizialità tra una legge statale definitoria dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la collegata normazione regionale, statuendo condizioni e limiti all’esercizio dell’autonomia impositiva che sono ben presenti agli estensori dei più recenti ddl di delega al Governo per il coordinamento del sistema tributario (si pensi, ad esempio, al divieto di sovrapposizione delle basi imponibili tra tributi erariali e tributi propri delle Regioni).
Del tutto carente si presenta, invece, l’approfondimento dei profili dell’autonomia tributaria degli enti territoriali sub-regionali, rispetto ai quali il dettato costituzionale richiede un maggiore sforzo di interpretazione: all’assenza di potestà legislativa di tali enti, che ne condiziona la pretesa impositiva in ragione della riserva di legge contenuta nell’art. 23 Cost., il Titolo V contrappone un generico riconoscimento dell’indefinita possibilità per i Comuni, Province e Città metropolitane di stabilire e applicare tributi ed entrate propri, senza operare distinzione alcuna con l’esercizio della potestà impositiva regionale.
I pochi commentatori che si sono occupati dell’argomento hanno ritenuto possibile ricondurre il rapporto tra legge regionale e potestà regolamentare degli enti locali allo schema precedentemente riferito ai rapporti tra Stato e Regioni, affidando alla legislazione regionale il compito di definire la base legislativa minima del tributo comunale o provinciale al cui interno l’ente locale dovrebbe esercitare una limitata funzione regolamentare, nel rispetto delle indicazioni legislative e delle condizioni poste dalla legge.
L’impostazione, per quanto condivisa anche in Conferenza permanente Stato-Regioni-Autonomie locali e sebbene trasfusa nei lavori preparatori dei disegni di legge per l’attuazione dell’art. 119 Cost., ha condotto a differenti formulazioni normative, non sempre allineate al dettato costituzionale. Nel ddl Prodi, ad esempio (art. 3, co. 1, lett. g), si prevedeva che la legge regionale, potesse, con riguardo alle materie non assoggettate ad imposizione da parte dello Stato, istituire tributi (regionali e) locali, determinando le materie “nelle quali Comuni, Province e Città Metropolitane possono, nell’esercizio della propria autonomia, stabilire tributi locali, introdurre variazioni alle aliquote od agevolazioni”. L’enunciato parrebbe contrastare con i limiti che l’art. 23 Cost. pone all'istituzione di prestazioni imposte ad opera di fonti giuridiche subordinate rispetto alla legge. Né le recenti indicazioni della Corte costituzionale consentono di giustificare l’ulteriore riconoscimento, nel medesimo ddl, della natura di “tributo proprio comunale” dell’imposta comunale sugli immobili, lasciando piuttosto intendere la necessità di un processo di ulteriore sviluppo della materia secondo le indicazioni contenute nell’art. 11 dello stesso ddl.
Si tratta, quindi, di questioni insolute, cui il più recente ddl Calderoli aggiunge elementi di ulteriore incertezza. Nella versione approvata in via definitiva dal Senato il 22 gennaio 2008 lo schema di delega inserisce, infatti, tra i principi di coordinamento, “l’attribuzione di risorse autonome” agli enti locali “in relazione alle rispettive competenze, secondo il principio di territorialità e nel rispetto del principio di solidarietà e dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione”. Pur con l’ulteriore specificazione secondo cui le risorse derivanti dai tributi e dalle entrate proprie di regioni ed enti locali, dalle compartecipazioni al gettito di tributi erariali e dal fondo perequativo dovrebbero consentire di “finanziare integralmente il normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite”, la delega parrebbe, in proposito, del tutto indeterminata: se sul versante della finanza regionale la garanzia di copertura (seppure con costi standard) della spesa per le funzioni pubbliche essenziali riduce sensibilmente gli spazi di esercizio dell’autonomia tributaria (proiezioni ministeriali individuano in una forbice variabile tra l’85 e il 95 per cento delle entrate regionali gli oneri relativi alle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale), la finanza degli enti locali appare più libera e fluida, beneficiando, ad esempio, delle risorse correlate allo sviluppo economico del territorio. L'argomento, che pure meriterebbe ben più ampi approfondimenti, é affrontato in modo sbrigativo e inadeguato anche nel Capo III del ddl "Calderoni bis". Nel descrivere la finanza degli enti locali, gli artt. 11, 12 e 13 del disegno di legge delega stabiliscono i principi ed i criteri direttivi concernenti il finanziamento delle funzioni di comuni, province e Città metropolitane sulla base di una tripartizione tra le spese riconducibili alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117 Cost., secondo comma, lett. p); quelle relative alle altre funzioni e quelle finanziate con contributi speciali, finanziamenti dell'Unione europea e cofinanziamenti nazionali. A ciò si aggiungono le ipotesi relative al trasferimento di “ulteriori funzioni” ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione e secondo le modalità di cui all'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Si tratta di categorie palesemente indeterminate, cui si aggiunge la fluidità di altri parametri richiamati dalle stesse norme, quale la dimensione demografica dei comuni che dovrebbe influenzare “la manovrabilità” (sic.) dei tributi locali.
Al tempo stesso le previsioni normative schiudono scenari del tutto ignoti all’esercizio dell’autonomia tributaria degli enti locali, i cui limiti possono essere posti sia dalla legge statale (anche con la sostituzione o trasformazione di tributi già esistenti, ovvero attraverso l'attribuzione agli stessi comuni e province di tributi o parti di tributi già erariali), sia da quella regionale (vd. art. 12, lett. g), ma senza apparente pregiudizio per la previsione di agevolazioni di carattere territoriale. Al di la della necessità di raccordare tale soluzione con il divieto di selettività degli aiuti di Stato, il quadro è reso particolarmente complesso dalla previsione di tributi propri comunali che “valorizzando l'autonomia tributaria, attribuiscano all'ente la facoltà di applicazione in riferimento a particolari scopi quali la realizzazione di opere pubbliche ovvero il finanziamento degli oneri derivanti da eventi particolari quali flussi turistici e mobilità urbana”. Ancora più ampia risulta essere la previsione riferita alla disciplina dei tributi propri provinciali che attribuisce all'ente la facoltà di applicazione in riferimento a particolari – quanto generici - scopi istituzionali.
Scenari inediti interessano anche le misure premiali – di carattere fiscale – destinate a favorire unioni e fusioni tra comuni, nonché alla rimozione dei vincoli di bilancio per la spesa in conto capitale a favore dei comuni più virtuosi.
 
Descrizione del programma e dei compiti dell'Unità di Ricerca
In fase di elaborazione.
 
Titolo della ricerca
I POTERI ISTRUTTORI DEL GIUDICE TRIBUTARIO
 
 Il progetto formulato dall’Unità di Ricerca attiene ad un profilo del processo tributario di notevole rilevanza teorica e pratica nonostante il sistema normativo appaia, per molti versi, lacunoso ed inadeguato. Trattasi, in particolare, dei poteri istruttori del giudice tributario, che sono disciplinati dall’art. 7 del D. Lgs. n. 546 del 31 dicembre 1992 nella formulazione risultante dalla recente abrogazione del terzo comma ad opera dell’art. 3-bis, comma 5, del D. L. n. 203 del 30 settembre 2005.
Infatti, le linee evolutive del processo tributario - che hanno portato al notevole ampliamento della competenza per materia e del novero degli atti impugnabili, all’esigenza di adeguamento al principio costituzionale del giusto processo ed ad aggiornare il dibattito circa la sua perdurante connotazione al principio dispositivo in punto di allegazione dei fatti ma al metodo acquisitivo circa i mezzi di prova – impongono un approfondimento del sistema dei poteri istruttori esercitabili dal giudice, ex officio o su impulso delle parti, anche attraverso la revisione critica dei modelli teorici utilizzati nel passato.
Peraltro, l’attuale disciplina in materia, oltre a presentare un impianto che alimenta gli stessi dubbi sistematici sollevati dalla dottrina sin dalla sua entrata in vigore, risulta ancora più inadeguata al contesto attuale soprattutto per quanto attiene ai limiti (interni ed esterni), all’iniziativa delle parti ed alla preclusione per taluni mezzi di prova e per tanti altri aspetti che questa Unità di Ricerca intende approfondire allo scopo di pervenire ad una conclusione razionale in merito alla natura di detti poteri istruttori.
 
La ricerca attiene ai poteri istruttori del giudice nel processo tributario. Trattasi di un tema dalla notevole tradizione giuridica ma che ha assunto una dimensione più definita e consistente a seguito della riforma del processo tributario ad opera dei Decreti Legislativi nn. 545 e 546 del 31 dicembre 1992.
In questo senso è agevole verificare come negli ultimi anni l’attenzione della dottrina si sia indirizzata sull’impianto sistematico dell’art. 7 del D. Lgs. n. 546 del 1992 – espressamente rubricato “Poteri delle commissioni tributarie” - che presenta una formulazione lacunosa ed insoddisfacente secondo un’opinione diffusa. Infatti, a prescindere dai distinti modelli teorici sulla stessa natura del processo tributario (inquisitoria o dispositiva con metodo acquisitivo) – che pure condizionano il tema oggetto della presente Unità di Ricerca – generalmente si sottolinea l’assenza di riferimenti normativi in merito ai poteri esercitabili a seguito dell’iniziativa delle parti, ai limiti interni ed esterni ed a talune ingiustificate preclusioni quanto ai mezzi di prova, evidenziando la netta differenza rispetto alla disciplina propria del processo civile.
In detto contesto, nonostante il giudice tributario incontri notevoli preclusioni nell’esercizio dei poteri istruttori volti alla ricerca ed all’accertamento di fatti e circostanze rilevanti ai fini della decisione ma non allegati dalle parti, la disciplina vigente comunque gli riconosce poteri di notevole entità, che tuttavia non possono essere esercitati per supplire all’inerzia delle parti ma solo in funzione meramente integrativa salvo casi specifici ed eccezionali.
In risposta a dette rilevanti questioni, non sembra che gli indirizzi della giurisprudenza di merito e di legittimità abbiano contribuito in modo proficuo alla soluzione degli aspetti controversi posto che gli orientamenti dell’ultimo decennio oscillano tra indirizzi che comprimono il diritto di difesa del contribuente ed isolate aperture nei confronti del principio della parità delle parti. Nondimeno, in questo contesto si collocano altresì talune recenti pronunce della Corte Costituzionale riguardanti la prova testimoniale, con le quali è stato pervicacemente ribadito un anacronistico divieto nonostante le recenti aperture desumibili dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE.
Tuttavia, pur essendo avvertita l’esigenza di uno studio volto a coordinare le distinte posizioni dottrinali riferite alle questioni sinteticamente enunciate, il tema dei poteri istruttori presenta altri elementi di attualità e di rilievo non trascurabile a prescindere dalle evoluzioni che potranno registrarsi nel diritto vivente.
A tale sfera appartiene in primo luogo la modifica dell’art. 111 della Costituzione in quanto l’esigenza di improntare il processo tributario al principio del “giusto processo” obbliga ad una lettura delle norme recate dall’art. 7 del D. Lgs. n. 546 del 1992 secondo criteri che escludano pregiudizi e preclusioni per l’attività difensiva di una delle parti in favore dell’altra.
Peraltro, la recente abrogazione del comma 3 dell’art. 7 ad opera dell’art. 3-bis, comma 5, del D.L. n. 203 del 30 settembre 2005 non è stata accolta con favore dalla dottrina di maggioranza, che, anzi, sottolinea l’esistenza nel sistema attuale di un’ulteriore incongruenza che comporta un’ingiustificata difficoltà ai fini dell’accertamento dei fatti.
Da ultimo, ancorché abbia le implicazioni sistematiche più rilevanti, vi è la netta e reiterata tendenza legislativa all’ampliamento della competenza delle Commissioni Tributarie, avendo ormai assorbito tutte le controversie prima spettanti al giudice ordinario con una sfera che comprende i tributi di ogni genere e specie e che, sul piano procedimentale, va oltre il provvedimento di iscrizione a ruolo e la cartella di pagamento. In questo sistema, infatti, la decisa valorizzazione del giudice tributario rende non più procrastinabile l’esigenza di una disciplina compiuta riguardante i poteri istruttori sul modello del processo civile onde consentirgli l’esercizio della funzione giurisdizionale con modalità più rispondenti al mutato contesto ordinamentale.

Risorse correlate

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