Dipartimento di Studi Umanistici

angle-left Centro DH - Centro di ricerca interdipartimentale in Digital Humanities
Acronimo: Centro DH
Tipo convenzione: interdipartimentale
Anno costituzione: 22 giugno 2018
Sede amministrativa: Studi Umanistici, Università del Salento
Atenei: Università del Salento
Direttore: Prof. Fabio Ciracì
Durata: 3 anni
Responsabile per Unisalento: Prof. Fabio Ciracì
Finalità:

La finalità principale del Centro è di offrire alla comunità scientifica un’infrastruttura di ricerca solida e multidisciplinare nel campo delle Digital Humanities.
Il Centro DH ha come obiettivo lo studio delle scienze dell’informazione, delle tecnologie digitali e di rete, sia come strumento di ricerca in settori disciplinari specifici, sia come oggetto di studio, ovvero come fattore dinamico e trasformativo dell’individuo e della società. Estendendosi a settori disciplinari diversi, il Centro intende programmare e coordinare, attraverso competenze professionali differenti e da prospettive metodologiche e disciplinari diverse, progetti coordinati e condivisi, relativi ai fenomeni che hanno per oggetto le scienze dell’informazione, le tecnologie informatiche, oppure che ricorrano agli strumenti digitali e alla rete sul versante applicativo. Rispondendo a una vocazione interdisciplinare, il Centro DH si struttura in maniera trasversale a tutti i Dipartimenti dell’Università del Salento, con il fine di servirsi delle differenti competenze disciplinari facente incardinate nei diversi Dipartimenti, ognuna delle quali converge con le altre sul versante teoretico o applicativo delle Digital Humanities

Dipartimento di riferimento:

Dipartimento di Studi Umanistici

L’Informatica Umanistica è un’area di studi descritta dall’intersezione di discipline umanistiche, scienze dell’informazione e tecnologie digitali. Il Centro di ricerca interdipartimentale in Digital Humanities ha come obiettivo lo studio delle scienze dell’informazione, delle tecnologie digitali e di rete, sia come strumento di ricerca in settori disciplinari specifici, sia come oggetto di studio, ovvero come fattore dinamico e trasformativo dell’individuo e della società. Estendendosi a settori disciplinari diversi, il Centro DH intende programmare e coordinare, attraverso competenze professionali differenti e da prospettive metodologiche e disciplinari diverse, progetti coordinati e condivisi, relativi ai fenomeni che hanno per oggetto le scienze dell’informazione, le tecnologie informatiche, oppure che ricorrano agli strumenti digitali e alla rete sul versante applicativo. Tale proposito poggia sulla convinzione che le DH sono un’area di studi complessa e interdisciplinare, ancora tutta da definire e da indagare, che necessita di un approccio multilaterale ma che in ogni caso appartiene alla storia delle idee. Alle Digital Humanities oggi si ascrivono studi e ricerche molto differenti fra di loro. Per esempio, le ricerche di ecdotica digitale (edizioni critiche digitali e progetti ipertestuali); l’elaborazione digitale e l’archiviazione di fonti e documenti nel campo dei beni culturali (dati e documenti storico-artistici, pubblicazione on-line di fonti testuali e figurative di non facile consultazione e reperibilità, conseguente promozione del patrimonio storico-artistico di un territorio, digital cultural heritage); studi circa l’utilizzo delle risorse digitali (meta-opac, reposity, library); analisi qualitativa e quantitativa della scrittura digitale; impatto sullo sviluppo cognitivo e psicologico del digitale (identità e processi di riconoscimento dell’alterità; impatto dell’utilizzo intensivo del computer sui processi cognitivi di bambini e adulti); fenomeni relativi alla storia della lettura, come realizzazione e impatto degli ebook, digital reading e distant reading; l’analisi dei new media in relazione all’individuo e alla società (teorie dei SNS - Social Network/-ing System); epistemologia (olismo digitale, formalizzazione di codici e linguaggi; condizionamento performativo degli strumenti sulla sperimentazione fisica) ed etica dell’informazione (infosfera; inforg); la definizione delle fonti scientifiche in ambiente digitale; comprensione e rappresentazione del mondo: virtual & augmented reality (percezione e persuasione mediale), gamification; ergonomia cognitiva; interazione uomo-macchina; captologia (strumenti di persuasione mediale); memoria digitale (feticci digitali, memoria digitale collettiva e negoziata); modelli digitali per la condivisione della conoscenza e trasmissione della conoscenza (modello wiki, filosofia open source; digital literacy; editoria digitale); digital journalism; studio dei problemi legati alla post-verità (diffusione delle bufale, costruzione mediatica della realtà); impatto delle tecnologie digitali sull’uomo, (digital addiction, bio-hacking, discussione sul trans-humanism, sostenibilità digitale), anche in campo politico e sociale: libertà e sicurezza, cyber security, controllo e accesso alla conoscenza; robotizzazione del lavoro/disoccupazione, libertà dal lavoro (tempi e luoghi lavorativo, telelavoro); forme artistiche ed espressive digitali, storytelling trans- e crossmediale; architettura dell’informazione; games studies; questioni di diritto legate alla transnazionalità della rete, copyright & copyleft, riconoscimento giuridico della identità digitale, anonimato digitale; lo studio della new economy e la creazione di mercati inediti prima dell’avvento del digitale (teoria della “coda lunga”; passaggio outsourcing/crowdfunding, etc.). Si tratta di ricerche complesse che richiedono competenze diverse e coordinate. Il Centro di ricerca interdipartimentale in Digital Humanities si propone di individuare alcuni temi comuni, con la prospettiva di un approccio multidisciplinare al loro studio, che permetta di appropriarsi delle conoscenze necessarie per comprendere e interpretare le trasformazioni messe in atto dall’utilizzo della rete e dalla digitalizzazione