Strumenti giuridici di contrasto al crimine

Insegnamento
Strumenti giuridici di contrasto al crimine
Insegnamento in inglese
Legal instruments to combat crime
Settore disciplinare
IUS/17
Corso di studi di riferimento
SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE
Tipo corso di studio
Laurea Magistrale
Crediti
6.0
Ripartizione oraria
Ore Attività frontale: 36.0
Anno accademico
2019/2020
Anno di erogazione
2020/2021
Anno di corso
2
Lingua
ITALIANO
Percorso
DEVIANZA SOCIALE E CRIMINALITA'

Descrizione dell'insegnamento

Il programma dell'insegnamento è provvisorio e potrebbe subire delle modifiche

Acquisizione delle fondamentali conoscenze concernenti l’ordinamento penale, utili ad approfondire anche in chiave critica e ad apprendere gli elementi in cui si articola il programma del corso.

Il corso si propone di affrontare l’ampio tema della legalità e del contrasto alla criminalità, dallo specifico punto di vista delle strategie di controllo del fenomeno criminale associativo.

Gli argomenti sono affrontati innanzi tutto in prospettiva ‘storica’, quanto all’affermarsi del fenomeno criminale e delle forme di contrasto allo stesso, fino a considerare le sue ‘trasformazioni’ attuali che conferiscono rinnovata ‘vitalità’ alle questioni sociale e politica a esso legate.

Alla considerazione delle questioni sul piano empirico e sociale si accompagna la conoscenza del pertinente dato normativo.

Conoscenze e comprensione: il corso si propone di fornire allo studente gli strumenti per la  conoscenza anche critica dei temi del corso.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione: scopo del corso non è soltanto quello di descrivere l’assetto del diritto vigente, ma anche e soprattutto quello di fornire una lettura critica dello stesso alla luce del diritto vivente, nonché quello di fornire strumenti critici per la comprensione di salienti vicende materiali riconducibili alla materia;

Autonomia di giudizio: lo studente non riceverà passivamente, secondo un approccio top/down, le nozioni teoriche fruendo solo della didattica frontale, ma parteciperà interattivamente sia alle lezioni, nel corso delle quali verranno stimolati interventi e domande, sia ad esercitazioni, nel corso delle quali saranno esaminati casi specifici secondo un approccio di apprendimento per prove ed errori orientato al problem solving. Per incentivare l'elaborazione autonoma e problematica dei concetti da parte degli studenti ci si avvarrà della casistica fornita dalla giurisprudenza.

Abilità comunicative: si richiede l’acquisizione da parte dello studente di adeguata proprietà di linguaggio rispetto al lessico specialistico del diritto penale e della capacità di costruire correttamente e di esporre persuasivamente argomentazioni di tipo giuridico in tale ambito di disciplina.

Capacità di apprendimento: il corso si propone di fornire agli studenti non solo dati, ma soprattutto chiavi di lettura dei processi di trasformazione del diritto penale e delle relative invarianti, in maniera tale da consentire agli studenti medesimi, durante e dopo il corso, di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del quadro del diritto positivo e vivente.

Lezioni frontali, secondo il metodo tradizionale; analisi ragionata, con la partecipazione attiva degli studenti, di casi giurisprudenziali.

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.
Descrizione dei metodi di accertamento.

L’esame orale si articola su tre diversi livelli di verifica:

a) comprensione dei principi fondamentali che regolano la materia;

b) conoscenza degli istituti e delle nozioni di diritto positivo;

c) possesso del patrimonio lessicale proprio della disciplina, capacità di argomentare in chiave logico-giuridica e capacità comunicative.

Il voto positivo minimo per il superamento dell’esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i livelli a) e b) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al livello c).
Il voto positivo massimo (30/30 ed eventuale attribuzione della lode) richiede che lo studente riporti un giudizio di eccellenza in relazione a tutti e tre i parametri considerati.

Le valutazioni intermedie tra minimo e massimo sono graduate in base alla valutazione (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) relativa a ciascuno dei parametri considerati.

Premesso l’inquadramento dell’evoluzione storica che ha condotto all’affermazione della criminalità organizzata e alle implicazioni da essa determinate sul contesto sociale e politico di riferimento, il corso si propone di considerare la risposta articolata dall’ordinamento nella prospettiva di contrastare il fenomeno in parola.

L’attenzione allo specifico tema si articola nella più ampia prospettiva dell’approfondimento di questioni concernenti la legalità e le strategie di controllo della criminalità e si concentra sulle differenze salienti tra le diverse risposte giuridiche: da quelle meramente sanzionatorie a quelle preventive, che contemplano pure il ricorso a strumenti amministrativi.

In particolare, il corso si sofferma sui seguenti temi, la cui conoscenza è richiesta – coerentemente con la vocazione del corso di laurea – innanzi tutto sul piano empirico-sociale, cui è necessario accompagnare un’adeguata informazione sul dato normativo:

  1. genesi del fenomeno della criminalità organizzata e delle risposte istituzionali, con particolare riguardo alla fattispecie di cui all’art. 416-bis c.p.;
  2. le nuove forme di criminalità organizzata: dalla vicenda di ‘Mafia Capitale’; alle infiltrazioni di forme silenti delle mafie nel tessuto economico delle regioni settentrionali dell’Italia; fino all’incidenza sulla gestione illegale dei flussi migratori;
  3. la dimensione sociale e politica della criminalità organizzata, con riguardo al reato di scambio elettorale politico-mafioso (genesi dell'art. 416-ter p. e riforma della fattispecie);
  4. la pervasività della criminalità organizzata nel tessuto sociale e professionale e il c. concorso esterno nel delitto di cui all’416-bis c.p.;
  5. le strategie di contrasto preventivo al fenomeno attraverso le misure di prevenzione personali e patrimoniali (evoluzione normativa: prima legge sulle misure di prevenzione n. 1423/1956; legge fondamentale antimafia n. 575/1965; legge Rognoni-La Torre n. 646/1982; Codice antimafia);
  6. approfondimento sulle misure di prevenzione patrimoniali diverse dalla confisca (controllo e amministrazione giudiziaria) e sulla destinazione dei beni confiscati;
  7. il contrasto alla criminalità organizzata sul piano amministrativo (provvedimenti interdittivi e scioglimento dei consigli comunali).

Secondo le indicazioni bibliografiche di cui si darà conto sulla pagina del docente.

Semestre
Secondo Semestre (dal 01/03/2021 al 04/06/2021)

Tipo esame
Obbligatorio

Valutazione
Orale - Voto Finale

Orario dell'insegnamento
https://easyroom.unisalento.it/Orario

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