Laurea Magistrale in PROGETTAZIONE E GESTIONE DELLE POLITICHE E DEI SERVIZI SOCIALI

Corso di studi
PROGETTAZIONE E GESTIONE DELLE POLITICHE E DEI SERVIZI SOCIALI
Corso di studi in inglese
SOCIAL POLICIES AND SERVICES PLANNING AND MANAGEMENT
Titolo
Laurea Magistrale
Classe MIUR
Classe delle lauree magistrali in Servizio sociale e politiche sociali - LM-87 (DM270)
Durata
2 anni
Crediti
120
Dipartimento
DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETA' E STUDI SULL'UOMO
Sito web del corso
https://www.formazionescienzesociali.unisalento.it/progettazione-gestione-politiche-servizi-sociali
Lingua
ITALIANO
Sede
Lecce - Università degli Studi
Anno accademico
2018/2019
Tipo di accesso
Corso ad accesso programmato
Profili professionali formati
2.5.3.2.1 - Esperti nello studio, nella gestione e nel controllo dei fenomeni sociali

Descrizione del corso

I laureati devono possedere chiare capacità di comunicazione e interazione nei confronti dei molteplici interlocutori previsti dal proprio ambiente di lavoro, specialisti e non, sviluppando abilità specifiche relativamente alle varie forme della comunicazione istituzionale, interpersonale, mediata, oltre che nei processi di gestione e trattamento delle informazioni.
Le abilità comunicative, scritte ed orali, sono sviluppate durante le attività seminariali e le attività formative che prevedono una partecipazione attiva dello studente. L'acquisizione delle abilità comunicative avviene inoltre attraverso le attività di tirocinio-stage, che include la realizzazione di una relazione conclusiva, nonché tramite la redazione e la discussione della prova finale.
La verifica dell'acquisizione di abilità comunicative avviene tramite la valutazione della capacità espositiva e argomentativa dello studente nell'ambito delle attività formative e seminariali, di stage e di stesura della prova finale.
I laureati devono avere la capacità di utilizzare le proprie conoscenze per analizzare i problemi sociali in piena autonomia di giudizio e gestirne la complessità. In particolare, l'assistente sociale specialista deve essere capace di operare una proficua integrazione tra strumenti teorici ed esperienze del tirocinio, per l'elaborazione di un giudizio critico che consenta di sviluppare ed applicare programmi efficaci e, dove possibile, innovativi, nel rispetto dei valori etici di riferimento e mettendo alla base del proprio operato il principio di leale collaborazione tra le amministrazioni competenti. Tale autonomia viene verificata durante le attività di laboratorio e di stage e tirocinio e tramite la valutazione della prova finale

Le iniziative di orientamento in ingresso, per i laureati triennalisti in L39, sono realizzate, come per l'orientamento in ingresso alla Laurea triennale, dal CdS, il Dipartimento di SSSU in collaborazione con il CORT - Centro Orientamento e Tutorato dell'Università del Salento.
A queste attività partecipano regolarmente docenti titolari di insegnamento nel CdS, che presentano gli obiettivi formativi, le metodologie di insegnamento, i possibili percorsi lavorativi e gli assistenti sociali specialisti coordinatori di Servizi Sociali pubblici e privati.Tali attività si effettuano attraverso delle giornate organizzate ad hoc e durante la Giornata Mondiale del Lavoro Sociale (WSWD).




Il CdS attua interventi di didattica complementare per le aree di criticità nell'apprendimento degli studenti. Il CdS ha previsto l'individuazione delle aree di criticità, la individuazione degli studenti in debito di esame che vengono contattati da un tutor, oltre alla predisposizione di supporti per facilitare l'acquisizione di competenze specifiche.
La rilevazione concerne l'a.a. 2016/2017 402 questionari di cui 198 compilati da frequentanti e 204 non frequentanti. Ai fini di una corretta comprensione delle riflessioni di seguito esposte è rilevante ricordare che il corso di laurea in PGPSS è un corso di laurea professionalizzante. Inoltre la laurea triennale di riferimento prevede l'accesso agli Esami di Abilitazione per la professione di Assistente sociale e, quindi, l'ingresso nel mondo del lavoro avviene già con la laurea di primo livello e ciò giustifica l'elevata % di non frequentanti.

Per quanto concerne l'opinione degli studenti frequentanti relativamente alle conoscenze preliminari (CdS 74%; Dip. 73%; Ateneo 74%), al carico di studio rispetto ai CFU assegnati (CdS 80%; Dip. 78%; Ateneo 77%), al materiale didattico (CdS 87%; Dip. 82%; Ateneo 80%), alla chiarezza delle modalità di esame (CdS 89%; Dip. 82%; Ateneo 84%) è possibile osservare valori altamente positivi e sempre al di sopra del dato relativo agli indicatori di Dipartimento e di Ateneo. Per quanto concerne gli studenti non frequentanti i dati evidenziano % leggermente inferiori a quelle dei frequentanti in particolare per quanto concerne il materiale didattico (sF 87%, sNF 83%) e le modalità di esame (sF 89%, sNF 86%); mentre sono perfettamente in linea se non al di sopra del dato di Dipartimento e di Ateneo.
Il confronto con il precedente a.a. 2015/2016 rileva una leggera flessione nell'a.a. oggetto di analisi relativamente al carico di studio e per le modalità di esame per quanto riguarda i frequentanti; viceversa un aumento del grado di soddisfazione è rilevabile dai dati dei non frequentanti. Il trend generale, comunque, appare positivo rispetto al dato di dipartimento e di ateneo.

Con riferimento al corpo docente i dati rilevano un grado di soddisfazione degli studenti frequentanti elevato e superiore al valore di Dip. e di Ateneo per tutte le voci (Orari CdS 89%- Dip. 86%- Ateneo 87%; motivazioni CdS 88% - Dip. 82%- Ateneo 82%; esposizione argomenti CdS 88% - Dip. 83%- Ateneo 82%; attività didattiche integrative CdS 85% - Dip. 79%- Ateneo 80%; coerenza insegnamento con quanto indicato sul web CdS 88% - Dip. 84%- Ateneo 85%; reperibilità CdS 90% - Dip. 83%- Ateneo 84%). E' importante segnalare che rispetto al precedente a.a. (2015/2016) si è verificata una flessione dei valori relativi agli studenti frequentanti per quanto concerne il giudizio espresso rispetto all'interesse suscitato dal docente verso la disciplina (91%vs 88%) e l'esposizione degli argomenti (91% vs 88%) e reperibilità (90% vs 92%). Per quest'ultimo dato è da rilevare una migliore percezione degli studenti non frequentanti. I dati previsionali (a.a. 2017/2018) sono comunque indicativi di un trend stabile.

I valori riguardanti l'interesse e la soddisfazione complessiva verso il corso di laurea risultano elevati ed al di sopra dei valori di dip. e di Ateneo (Interesse argomenti CdS 86% - Dip. 83%- Ateneo 84%; soddisfazione complessiva CdS 85% - Dip. 81%- Ateneo 80%). Un'osservazione risulta interessante mentre i valori generali per gli studenti frequentanti presentano rispetto al precedente a.a. una leggera flessione, il grado di soddisfazione dei non frequentati è complessivamente aumentato. I dati previsionali per l'a.a. 2017/2018 indicano un trend sostanzialmente stabile.
Dalla lettura della relazione approvata dal Nucleo di Valutazione nella riunione del 24 aprile 2018 si evince che la leggera flessione del corso di laurea è considerarsi una fluttuazioni fisiologica. I dati aggregati riportati nella relazione evidenziano due aree sulle quali il cdl dovrebbe intervenire:
1. l'adeguatezza del carico di studio dell'insegnamento rispetto ai crediti assegnati. Infatti, si passa dall' 86% del 2015/16 all' 80% del 2016/17.
2. La chiarezza delle modalità di esame che passa dal 93% del 2015-2016 all'89% del 2016-17.
Tali considerazioni trovano conferma nei suggerimenti degli studenti frequentanti. Tra i suggerimenti degli studenti merita attenzione l'esigenza, espressa sia dai frequentanti (53,8%) che dai non frequentanti (46,2%), di avere migliori conoscenze di base. Una riflessione dovrebbe essere fatta circa gli insegnamenti di raccordo tra la laurea triennale e la magistrale. Analoga riflessione dovrebbe riguardare l'eliminazione dai programma di argomenti già trattati in altri insegnamenti e, conseguentemente, un migliore coordinamento tra insegnamenti. L'ultimo suggerimento di interesse per il corso di laurea riguarda le prove di esame intermedie. A tal fine il cdl di concerto con la commissione paritetica prevede di procedere nel mese di giugno a richiedere ai docenti incaricati il programma di esame al fine di poter valutare la corrispondenza tra carico didattico e CFU erogati, nonché l'eventuale esigenza di dover integrare alcune conoscenze di base al fine di garantire una migliore fruibilità degli insegnamenti. Contestualmente verrà chiesto ai colleghi di indicare le modalità di esame previste e la possibilità di inserire prove intermedie (esoneri parziali). In tal senso, si ricorda, che è già intervenuta la decisione del dipartimento di rendere fruibili gli appelli straordinari di dicembre ed aprile anche agli studenti dell'a.a. di riferimento nonché la possibilità per il docente di prevedere esoneri intermedi.

Quanto riportato nel quadro B6, è stato elaborato dalla Commissione Paritetica Docenti-Studenti nella riunione del 4 maggio 2018 (ore 8.30) e, successivamente, discusso in modo approfondito dal Consiglio Didattico (C.D.n. 3 del 4 maggio 2018, ore 11), con ampi interventi da parte di tutti i componenti.




Opinioni degli studenti - A cura del Presidio della Qualità D'Ateneo
La rilevazione è stata condotta su 42 laureati di cui 21 hanno compilato correttamente il questionario. Il 93% degli intervistati sono femmine di cui il 45% si è laureata oltre i 27 anni. Risiedono in prevalenza nella regione e provengono da famiglie di classe media i cui componenti hanno in prevalenza un titolo di studio secondario o nessun titolo.
Provengono da licei socio-pedagogici, istituti professionali e in piccola parte dai licei scientifici, hanno conseguito una laurea triennale di natura professionalizzante. Il 61% accede alla LM per migliorare i fattori culturali e professionalizzanti; si laureano nel 52% dei casi con 2 o più anni di ritardo. Inoltre nel 81% lavora durante il corso di studi e nel 38,1% dei casi svolge un lavoro coerente con il corso.
Durante il corso di studi hanno frequentato poco le lezioni e solo il 4,8% ha svolto un percorso Erasmus, mentre l'85,7% ha svolto un tirocinio esterno.
Il grado di soddisfazione nei confronti del corso è rilevante (42,9% decisamente SI, 42,9% più Si che No). Nel 76,2% dei casi si iscriverebbero nuovamente al corso considerata la soddisfazione circa il rapporto con i docenti e fra studenti.
Da un punto di vista organizzativo esprimono un giudizio mediamente positivo per le aule, positivo per le biblioteche, anche se rilevano la scarsa numerosità delle postazioni informatiche.
Per quanto concerne le competenze linguistiche risultano medio-basse, viceversa più elevate sono quelle informatiche.
La propensione post-laurea è verso il lavoro in area organizzativa, progettazione, risorse umane e affari generali. Le motivazioni sono in prevalenza un miglioramento delle competenze professionali, stabilità e sicurezza, coerenza e utilità sociale del lavoro.
Un limite è la scarsa propensione a lavorare nel settore privato; infatti la maggior percentuale si aspetta di trovare lavoro nel settore pubblico a tempo pieno e con contratto a tempo indeterminato, preferibilmente nella provincia di residenza e con scarsa propensione alle trasferte.
I laureati devono acquisire quelle capacità di apprendimento che consentano loro di sviluppare un autonomo processo di aggiornamento delle competenze necessarie al profilo professionale o di scegliere, in piena autonomia e responsabilità, percorsi di approfondimento in relazione al proseguimento degli studi (master di II livello, dottorati di ricerca).
Più specificatamente, essi avranno appreso la capacità di innovare e di acquisire nuove tecniche di progettazione ed organizzazione dei servizi sociali, oltre ad adeguate capacità di analisi e di ricerca, utili ad operare nei settori di pertinenza.
Le capacità di apprendimento sono conseguite nel percorso di studio nel suo complesso, che prevede, oltre allo studio individuale, l'esperienza di stage e tirocinio e l'attività svolta per la preparazione della prova finale, attività che forniscono agli studenti la possibilità di verificare ed aggiornare le proprie abilità.
La verifica avviene attraverso la valutazione della relazione di tirocinio e della tesi di laurea, a conclusione del percorso formativo.
Il Corso di Laurea Magistrale in Progettazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali prepara professionisti in grado di operare con un elevato grado di autonomia e di svolgere funzioni di direzione, di management e di coordinamento di programmi di servizi sociali e di politiche sociali in vari settori quali l'ambito dell'integrazione socio-sanitaria, servizi alla persona e alle famiglie, migrazioni e relazioni interculturali, esclusione e marginalità sociale, soggetti deboli e politiche di welfare.
La crisi del funzionamento dei servizi sociali, come aspetto specifico di una più ampia e generalizzata crisi dei sistemi di welfare ha generato in questi ultimi anni, da un lato una crescente sfiducia nei servizi formali, dall'altro una idealizzazione delle reti informali, con la conseguenza di separare sempre più nettamente i due ambiti.
L'approccio quantitativo di risposta ai bisogni realizzato nel passato, denuncia la sua debolezza: la logica, secondo la quale all'aumentare dei bisogni si contrappone l'aumento del numero dei servizi formali, è fallita. Dotarsi invece di nuove chiavi di lettura e di nuove soluzioni strumentali nel tentativo di rispondere alle nuove domande che individui e collettività pongono ogni giorno, sembra essere un punto di partenza.
Partire da un approccio qualitativo per una rivalutazione del sistema delle risorse umane centrato sulla mobilitazione delle risorse e sulle relazioni interpersonali sembra essere una possibile risposta.
Per promuovere processi di partecipazione diffusa in grado di esprimere nuove formule di welfare diviene essenziale, allora, l'attivazione di metodi di lavoro basati sull'utilizzo di tutte le risorse disponibili nella comunità, sulla presa in carico congiunta ed integrata dei diversi problemi che emergono sul territorio, su caratteristiche sistemiche, in definitiva sull'integrazione fra istituzioni, strutture, imprese, persone.
In tale prospettiva diviene, dunque, essenziale integrare le competenze professionali dei manager dei servizi (LM 87) con l'individuazione dei bisogni /domande e delle risposte /offerte esistenti o possibili.
Il percorso di studio prevede il superamento di 12 esami nell'arco di 2 anni accademici con il conseguimento di 120 CFU.
Al termine del Corso di Laurea Magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi sociali il laureato avrà acquisito:
- conoscenze avanzate nelle discipline del servizio sociale e una elevata capacità di analisi ed interpretazione dei fenomeni sociali;
- conoscenze avanzate per la progettazione e per il sostegno alla persona, alla famiglia, ai gruppi e alla comunità, nonché adeguate competenze nelle tecniche di analisi, ricerca, e valutazione degli interventi sociali;
- conoscenze avanzate e capacità di svolgere compiti di dirigenza in strutture e servizi complessi nel welfare nell'ottica interculturale e di reti sistemiche;
- conoscenze e competenze avanzate nella metodologia del servizio sociale e capacità di svolgere compiti di consulenza e di supervisione del lavoro professionale;
- conoscenze avanzate nell'ambito interdisciplinare dei fenomeni sociali.
Per essere ammessi al Corso di Laurea Magistrale in Progettazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali occorre essere in possesso della Laurea o del Diploma Universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo.
La prova finale per il conseguimento del titolo di studio consisterà in un elaborato originale tendente a dimostrare le capacità acquisite dal candidato sul piano teorico delle tecniche di analisi dei fenomeni sociali e della programmazione e gestione delle politiche dei servizi.
Gli sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati sono i seguenti:
- Funzioni direttive nella programmazione e gestione dei servizi delle aree tipiche del sociale all'interno di enti pubblici e privati;
- funzioni di elevata responsabilità nei settori dell'informazione, dell'educazione e delle politiche del welfare.
Previo superamento dell'Esame di Stato, i laureati possono iscriversi alla Sezione A dell'Albo degli Assistenti Sociali.
Il corso si pone l'obiettivo di creare professionalità in grado di conoscere, progettare, coordinare, innovare le politiche e i servizi sociali, anche sulla base delle più recenti definizioni delle politiche sociali nell'ambito della legislazione nazionale e regionale.
Il profilo che si intende formare può operare, sia in ambito pubblico che nel privato sociale, nel campo della pianificazione, progettazione ed gestione dei servizi, ai vari livelli territoriali e nei vari ambiti, e comprenderà la dirigenza e la gestione dei servizi e degli interventi.
Più specificatamente, il corso forma un professionista che sia in grado di progettare, organizzare e gestire servizi socio-sanitari, dirigere gruppi di lavoro, coordinare prestazioni erogate e personale impiegato in tali servizi.
Destinatari del corso sono sia i laureati del corso di laurea triennale in servizio sociale che intendono conseguire il titolo magistrale, sia coloro che, in possesso di lauree e competenze idonee all'accesso, intendano occuparsi della progettazione, direzione e gestione dei servizi.
I laureati di questo corso devono:
-possedere conoscenze avanzate nelle discipline sociologiche e del servizio sociale(SPS/07) dimostrando di saper far riferimento al quadro sociale e legislativo entro cui i piani di intervento nel campo dei servizi vanno sviluppati;
-possedere adeguate capacità di analisi dei fenomeni sociali e di interpretazione delle tendenze della loro evoluzione, nonché padronanza dei diversi metodi di impostare e condurre indagini sociali, accompagnate da adeguata interpretazione dei relativi risultati(SPS/07);
-essere in grado di conoscere il territorio (M-GGR/01) interpretandone i bisogni, ai fini della progettazione, della gestione di interventi, della formazione, valutazione e delle risorse umane (SPS/08)e della sperimentazione di programmi, nei settori della sanità, della famiglia, della marginalità sociale(M-PSI/04;M-PSI/05; M-PSI/08), della pedagogia speciale (M-PED/03), della promozione delle pari opportunità, nel quadro generale delle politiche del welfare;
-conoscere adeguatamente metodi e tecniche relative al monitoraggio ed alla valutazione degli esiti e dell'impatto sociale dei singoli programmi di intervento (SPS/07);
-essere in grado di operare con un elevato grado di autonomia e di svolgere funzioni di direzione e coordinamento di gruppi di lavoro, strutture ed aree di elevata
complessità(SPS/08);
-essere in grado di programmare e gestire i servizi sociali in una prospettiva di solidarietà sociale ed istituzionale, secondo il principio di collaborazione tra le
amministrazioni competenti, favorendo la concertazione istituzionale e sociale;
-possedere le competenze e gli strumenti necessari per la gestione e la comunicazione dell'informazione (SPS/08);
-padroneggiare le forme della comunicazione scritta e orale in almeno un'altra lingua, oltre la propria, ai fini della comunicazione istituzionale in ambito europeo (L-LIN/12,L-LIN/04,L-LIN/07; L-LIN/14).
A tal fine il percorso formativo prevede
-attività dedicate all'acquisizione di conoscenze avanzate nei campi della sociologia e del servizio sociale, che costituiscono il nucleo centrale della formazione e
comprendono una formazione analitico-metodologica che permetta al laureato di gestire le basi conoscitive e le metodologie specifiche necessarie alla programmazione, organizzazione e monitoraggio delle politiche, oltre all'acquisizione delle competenze indispensabili per sostenere argomentazioni e risolvere problemi, legati alle attività di programmazione sociale e socio-sanitaria(SPS/07);
-un approfondimento delle conoscenze in campo economico, per fornire al laureato magistrale gli strumenti teorici per la comprensione dei più recenti modelli di sviluppo economico, con particolare riferimento alle aziende del terzo settore ed al più ampio ambito della governance delle politiche sociali(SECS-P/07, SECS-P/08);
-un percorso di conoscenze della storia delle istitzioni politiche (SPS/03);
- un rafforzamento delle competenze giuridiche acquisite nel corso di laurea triennale, con un approfondimento degli ambiti giuridici di maggiore rilevanza per la gestione
dei servizi (IUS/01, IUS/10, IUS/13)
-attività esterne, in forma di tirocini formativi, da svolgersi presso enti ed amministrazioni pubbliche, imprese ed enti privati e/o di privato sociale che si occupino della gestione, della programmazione o di valutazioni dei servizi sociali, al fine di consentire agli studenti di instaurare un rapporto importante con il mondo del lavoro.
Le sopraelencate competenze saranno conseguite tramite la frequenza ai corsi, mediante lo studio personale, guidato ed autonomo ed attraverso l'organizzazione di lavori di gruppo e seminari, a rafforzamento della didattica frontale, nell'ambito delle attività formative attivate, con particolare riferimento ai seguenti ambiti disciplinari caratterizzanti e integrativi: sociologico e di servizio sociale, economico e statistico, giuridico, psicologico.
La verifica degli obiettivi formativi si basa sulle prove di esame, intermedie e/o finali, scritte e/o orali, degli insegnamenti e delle attività integrative nei quali si articola il piano di studi, oltre naturalmente alla valutazione della prova finale.
L'acquisizione delle competenze qualificanti avviene tramite l'esperienza di tirocinio e stages formativi, svolti per complessivi 12 cfu, presso enti ed amministrazioni pubbliche, imprese ed enti privati e/o di privato sociale in cui è presente il servizio sociale professionale, nonché presso studi professionali di servizio sociale.
Nelle attività di tirocinio la verifica avviene tramite la presentazione e la discussione di una relazione da parte dello studente e del tutor supervisore.
Il Tirocinio, la cui frequenza é obbligatoria, si svolge al secondo anno per complessive 300 ore - 12 cfu e si articola in: 50 ore - 2 CFU di Guida al Tirocinio (con finalità orientative e di osservazione) e 250 ore 10 cfu di Tirocinio in struttura per attività di progettazione nei servizi sociali.
La prova finale per il conseguimento del titolo magistrale consiste in un esame pubblico riguardante la discussione di un elaborato originale, svolto sotto la guida di un docente relatore. Obiettivo della prova finale è dimostrare di aver acquisito conoscenze e competenze nell'ambito delle politiche sociali e delle aree teorico-metodologiche ad esse connesse.
Alla valutazione complessiva concorrono i seguenti elementi: la media ponderata delle votazioni d'esame, l'eventuale presenza di attività formative all'estero, la presenza di lodi negli esami di profitto, l'acquisizione del titolo in corso ed il voto conseguito nella prova finale.
La prova finale per il conseguimento del titolo magistrale consiste in un esame pubblico riguardante la discussione di un elaborato originale, svolto sotto la guida di un docente relatore. Obiettivo della prova finale è dimostrare di aver acquisito conoscenze e competenze nell'ambito delle politiche sociali e delle aree teorico-metodologiche ad esse connesse.
Alla valutazione complessiva concorrono i seguenti elementi: la media ponderata delle votazioni d'esame, l'eventuale presenza di attività formative all'estero, la presenza di lodi negli esami di profitto, l'acquisizione del titolo in corso ed il voto conseguito nella prova finale.
Per tutti gli studenti l'accesso è condizionato al possesso dei seguenti requisiti:
- L-39 Laurea in Servizio Sociale, conseguita ai sensi del DM 270/2004 ovvero corrispondente classe di laurea conseguita ai sensi del DM 509/99, ovvero titolo equipollente:
- Diploma Universitario in servizio sociale
- Diploma conseguito presso la Scuola Diretta a Fini Speciali per Assistenti Sociali.

Indipendentemente dai requisiti curriculari, per tutti gli studenti è prevista una verifica della personale preparazione, con modalità definite nel Regolamento didattico.
La valutazione ai fini dell'ammissione al Corso di laurea magistrale si svolgerà tramite un colloquio su argomenti inerenti l’analisi e la lettura dei processi sociali (area sociologica), i quadri normativi del lavoro sociale (area giuridica), le componenti psicologiche dei sistemi di relazione (area psicologica).

Profilo

Il profilo professionale è quello dell'Assistente sociale specialista ai sensi del d.P.R. 5 giugno 2001, n. 328 (in G.U. 17 agosto 2001, n. 190 S.O.)

Funzioni

Formano oggetto dell'attività professionale degli assistenti sociali specialisti, oltre alle attività riservate agli assistenti sociali (sez. B dell’albo), le seguenti attività professionali:
a) elaborazione e direzione di programmi nel campo delle politiche e dei servizi sociali;
b) pianificazione, organizzazione e gestione manageriale nel campo delle politiche e dei servizi sociali;
c) direzione di servizi che gestiscono interventi complessi nel campo delle politiche e dei servizi sociali;
d) analisi e valutazione della qualità degli interventi nei servizi e nelle politiche del servizio sociale;
e) supervisione dell'attività di tirocinio degli studenti dei corsi di laurea specialistica;
f) ricerca sociale e di servizio sociale;
g) attività didattico-formativa connessa alla programmazione e gestione delle politiche del servizio sociale.
Le competenze associate a queste funzioni sono raggruppabili nelle
seguenti aree:
- area giuridica: conoscenza del diritto pubblico e costituzionale, del
diritto di famiglia, del diritto degli EE.LL.;
- area delle scienze sociali: lettura ed analisi dei processi sociali, uso
di appropriate metodologie quantitative e qualitative, conoscenza delle
dinamiche di gruppo, di comunità e nelle organizzazioni;
- area delle competenze professionali del Servizio Sociale: progettazione, gestione e valutazione delle politiche sociali e del processo di aiuto; gestione delle politiche delle risorse umane nei servizi sociali;
- area delle scienze economiche: conoscenza delle
principali teorie relative alla gestione delle aziende con particolare riferimento a quelle del Terzo Settore;
- area delle scienze della comunicazione: capacità di impostare e gestire piani e progetti di comunicazione sociale, e di utilizzare produttivamente i media telematici per la costruzione ed il rafforzamento di reti sociali di integrazione, sostegno e promozione del benessere individuale e di comunità;
- area delle competenze linguistiche: sviluppo della capacità di utilizzare professionalmente almeno una
delle lingue straniere proposte dall'ordinamento del CdS in funzione di attività professionali proprie della figura.

Competenze

La laurea magistrale in Progettazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali abilita. previo superamento
dell'Esame di Stato, all'esercizio della professione in tutti i contesti
nei quali è prevista e/o richiesta la presenza di tale figura per
l'accesso alle funzioni dirigenziali di natura socio-assistenziale nella PA. La formazione erogata dal Corso di Studio consente l'ingresso nel mondo del lavoro senza alcuna limitazione, per l'intero arco degli sbocchi occupazionali descritti alla voce seguente, anche in virtù della presenza nel piano di studi di una estesa attività di tirocinio professionale che deve essere obbligatoriamente svolto in
strutture all'interno delle quali sia in servizio un Assistente Sociale specialista in grado di svolgere le funzioni di supervisione e che sia iscritto alla Sezione A dell'Albo professionale.

Sbocco

L'assistente sociale specialista può operare in diversi settori ed enti sia pubblici che privati, ricoprendo ruoli direttivi, di coordinamento, di sviluppo di attività di progettazione e valutazione, in:
1. Enti di integrazione socio-sanitari;
2. Consultori,
3. Unità Multidisciplinari per l'Età Evolutiva (UMEE) e Unità
Multidisciplinari per l'handicap dell'Età Adulta (UMEA),
4. Dipartimenti di Salute Mentale (DSM),
5. Servizio per le tossicodipendenze,
6. Unità Valutative Distrettuali e Geriatriche (UVD e UVG),
7. Aziende Sanitarie Locali, Aziende ospedaliere;
8. Enti di risocializzazione;
9. C.T.U. presso Tribunale per i minorenni;
10. Ministero di Giustizia (Ufficio Servizi Sociali Minorenni -USSM- e Servizio Sociale Adulti -UEPE-)
11. Comunità di accoglienza e di recupero
12. Amministrazione penitenziaria
13. Enti locali;
14. Ministero dell'Interno/Prefettura,ecc.
15. Regione, Provincia, Comune ed altri enti locali
16. Strutture residenziali e semi-residenziali per anziani, adulti,
inabili e minori,
17. Organizzazioni del Terzo Settore (o Privato Sociale), cooperative, fondazioni, associazioni, impresa sociale, centri sociali
18. Libero professionista (anche come ricercatore in proprio, associato oppure convenzionato con enti pubblici e privati di ricerca sociale e di servizio sociale)
19. Centri per l'Impiego (inserimento lavorativo dell'utenza svantaggiata).

Piano di studi

PERCORSI COMUNE/GENERICO