ARCHEOBOTANICA:PALEOAMBIENTE ED ECOLOGIA DEL MONDO ANTICO

Insegnamento
ARCHEOBOTANICA:PALEOAMBIENTE ED ECOLOGIA DEL MONDO ANTICO
Insegnamento in inglese
Archaeobotany: paleoenvironment AND ECOLOGY OF THE ANCIENT WORLD
Settore disciplinare
L-ANT/10
Corso di studi di riferimento
ARCHEOLOGIA
Tipo corso di studio
Laurea Magistrale
Crediti
6.0
Ripartizione oraria
Ore Attività frontale: 42.0
Anno accademico
2019/2020
Anno di erogazione
2019/2020
Anno di corso
1
Lingua
ITALIANO
Percorso
PERCORSO GENERICO/COMUNE
Docente responsabile dell'erogazione
FIORENTINO Girolamo

Descrizione dell'insegnamento

Lo studente che accede a questo insegnamento dovrebbe avere almeno una conoscenza generale delle scienze naturali (livello scolastico) e delle problematiche dello scavo archeologico e delle variazioni dell’ambiente nel corso del Quaternario. E’ auspicabile che conosca almeno una lingua straniera che gli permetta l’autonoma consultazione di letteratura secondaria in una delle lingue europee.

Il corso si propone di fornire un quadro esteso dell’Archeobotanica e degli aspetti applicativi in ambito archeologico, soprattutto in chiave paleoecologica ed in genere sul rapporto Uomo-Ambiente vegetale.

 

Introduzione alla disciplina: Terminologia e storia della disciplina; inquadramento nell'ambito della ricerca archeologica e delle scienze naturali; l'archeobotanica come disciplina archeologica e paleoambientale; storia delle ricerche in Italia.

 

Materiali e metodi di studio: i resti vegetali nello scavo archeologico e nelle sequenze naturali; modalità di conservazione nel deposito; processi di fossilizzazione; micro e macro fossili; tecniche di campionamento; modalità di trattamento del sedimento, flottazione, setacciatura in acqua, setacciatura a secco; criteri di identificazione, biometria e studio morfologico; principi di anatomia vegetale; analisi dei dati ed interpretazione dei risultati, metodi di rappresentazione ed elaborazione dei dati.

 

Le variazioni della vegetazione ed i rapporti con l’Uomo; le variazioni della vegetazione ed il clima tra Pleistocene ed Olocene; categorie di resti vegetali e diversi bacini di provenienza; indicatori antropici; le sequenze polliniche continentali e marine dell’Italia meridionale; i dati antracologici e le variazioni della vegetazione in alcune aree campione con riferimento alle fasi di frequentazione antropica in alcuni contesti archeologici dal Paleolitico al Medioevo.

Conoscenza delle principali metodologie di studio dei reperti botanici provenienti da scavi archeologici e da sequenze naturali.

Lo studente inoltre, alla fine del corso, avrà acquisito le seguenti competenze trasversali:

– capacità di analizzare e sintetizzare le informazioni (acquisire, organizzare e riformulare dati e conoscenze provenienti da diverse fonti)

– capacità di formulare giudizi in autonomia (interpretare le informazioni con senso critico e decidere di conseguenza)

– capacità di comunicare efficacemente (trasmettere idee in forma sia orale sia scritta in modo chiaro e corretto, adeguate all'interlocutore)

–  capacità di sviluppare idee, progettarne e organizzarne la realizzazione.

L’insegnamento si compone solo di lezioni frontali, che prevedono il coinvolgimento diretto dello studente, chiamato ad approfondire un aspetto del programma e a presentarlo al docente e ai colleghi anche sotto forma di tesina o presentazione Power Point.

La frequenza delle lezioni è vivamente consigliata.

a. Prova orale con votazione in trentesimi

L’esame mira a valutare il raggiungimento dei seguenti obiettivi didattici:
o Conoscenza dei principali tecniche e metodologie dell’analisi dei resti vegetali;

o Conoscenza approfondita dei diversi casi-studio presentati nel corso

Lo studente viene valutato in base ai contenuti esposti, alla correttezza formale e dottrinale, alla capacità di argomentare le proprie tesi.

 

b. Seminari svolti in classe

Criteri di valutazione delle attività seminariali:

– Coerenza dei contenuti

– Capacità espositiva e proprietà di linguaggio

– Ricorso a strumenti di supporto (Powerpoint, Handout, Abstract, etc.)

– Conoscenza dei testi originali e delle fonti

– Conoscenza della letteratura secondaria

– Rispetto dei tempi stabiliti per la presentazione

– Capacità di lavorare in gruppo

Gli studenti possono prenotarsi per l’esame finale di preferenza utilizzando le modalità previste dal sistema VOL

a) Presentazione e obiettivi del corso

Il corso si propone di fornire un quadro esteso dell’Archeobotanica e degli aspetti applicativi in ambito archeologico, soprattutto in chiave paleoecologica ed in genere sul rapporto Uomo-Ambiente vegetale.

 

Introduzione alla disciplina: Terminologia e storia della disciplina; inquadramento nell'ambito della ricerca archeologica e delle scienze naturali; l'archeobotanica come disciplina archeologica e paleoambientale; storia delle ricerche in Italia.

 

Materiali e metodi di studio: i resti vegetali nello scavo archeologico e nelle sequenze naturali; modalità di conservazione nel deposito; processi di fossilizzazione; micro e macro fossili; tecniche di campionamento; modalità di trattamento del sedimento, flottazione, setacciatura in acqua, setacciatura a secco; criteri di identificazione, biometria e studio morfologico; principi di anatomia vegetale; analisi dei dati ed interpretazione dei risultati, metodi di rappresentazione ed elaborazione dei dati.

 

Le variazioni della vegetazione ed i rapporti con l’Uomo; le variazioni della vegetazione ed il clima tra Pleistocene ed Olocene; categorie di resti vegetali e diversi bacini di provenienza; indicatori antropici; le sequenze polliniche continentali e marine dell’Italia meridionale; i dati antracologici e le variazioni della vegetazione in alcune aree campione con riferimento alle fasi di frequentazione antropica in alcuni contesti archeologici dal Paleolitico al Medioevo.

 

 

Bibliografia:

 

Per una introduzione agli argomenti del corso si consiglia la seguente bibliografia:

 

1) Nisbet R., 1990, Paletnobotanica, in Mannoni T., Molinari A. (a cura di): Scienze in archeologia, II Ciclo di lezioni sulla ricerca applicata in archeologia. Certosa di Pontignano (Siena), 7-19 novembre 1988. Quaderni del Dipartimento di Archeologia e Storia delle arti – Sezione Archeologia – Università di Siena, All’Insegna del Giglio, Firenze, pp. 277- 309.

 

2) Castelletti L., 1990, Legni e carboni in archeologia,Mannoni T., Molinari A. (a cura di): Scienze in archeologia, II Ciclo di lezioni sulla ricerca applicata in archeologia. Certosa di Pontignano (Siena), 7-19 novembre 1988. Quaderni del Dipartimento di Archeologia e Storia delle arti – Sezione Archeologia – Università di Siena, All’Insegna del Giglio, Firenze, pp. 321-394.

 

Entrambi gli articoli sono anche reperibili su Internet (solo testo) all’indirizzo:

http://192.167.112.135/NewPages/COLLANE/TESTIQDS/scienze/

o nel materiale didattico del sito docente

 

3) Renfrew C., Bahn P. 2018, Archeologia. Teoria, metodi e pratica. Zanichelli (terza edizione italiana), capp. 6 – 7- pp. 227-284

 

4) La lettura di pagine selezionate da uno di questi manuali per quanto riguarda l’archeobotanica:

in italiano:

  1. Di Pasquale G., 2011: Che cos’è l’archeobotanica. Carocci Editore, Le Bussole;
  2. Caramiello R., Arobba D., 2003: Manuale di archeobotanica. Metodiche di recupero e studio. Franco Angeli Editore;
  3. Caneva G., 2005: La biologia vegetale per i beni culturali. Vol. II, Conoscenza e Valorizzazione. Nardini Editore;

in lingua inglese, francese, spagnolo, tedesco (per facilitare l’apprendimento di studenti Erasmus):

  1. Renfrew Jane M., 1973: Palaeoethnobotany. The prehistoric food plants of the Near East and Europe. Columbia University Press, New York
  2. Pearsall Deborah M., 1989: Paleoethnobotany. A Handbook of procedures. Academic Press Inc.
  3. Jacomet S., Kreuz A., 1999: Archäobotanik. Aufgaben, Methoden und Ergebnis vegetations- und agrargeschichtlicher Forschung. Verlag Eugen Ulmer, Stuttgart
  4. Hastorf Ch.A., Popper V.S., 1988: Current Paleoethnobotany. Analytical Methods and Cultural Interpretations of Archaeological Plant Remains. The University of Chicago Press
  5. Bourquin-Mignot Ch., Brochier J.-E., Chabal L., Crozat S., Fabre L., Guibal F., Marinval Ph., Richard H., Terral J.-F., Théry-Parisot I., 1999: La Botanique. Editions Errance
  6. Buxó R., 1997: Arquelogía de las plantas. Crítica
  7. Buxó R., Piqué R., 2008: Arqueobotánica. Los usos de las plantas en la península Ibérica. Ariel

 

5) Ulteriore materiale bibliografico relativo alle ricostruzioni paleoambientali verrà fornito nel corso delle lezioni e messo a disposizione nel sito Docente

 

 

b) Conoscenze e abilità da acquisire

 

Conoscenza delle principali metodologie di studio dei reperti botanici provenienti da scavi archeologici e da sequenze naturali.

Lo studente inoltre, alla fine del corso, avrà acquisito le seguenti competenze trasversali:

– capacità di analizzare e sintetizzare le informazioni (acquisire, organizzare e riformulare dati e conoscenze provenienti da diverse fonti)

– capacità di formulare giudizi in autonomia (interpretare le informazioni con senso critico e decidere di conseguenza)

– capacità di comunicare efficacemente (trasmettere idee in forma sia orale sia scritta in modo chiaro e corretto, adeguate all'interlocutore)

–  capacità di sviluppare idee, progettarne e organizzarne la realizzazione.

 

c) Prerequisiti

 

Lo studente che accede a questo insegnamento dovrebbe avere almeno una conoscenza generale delle scienze naturali (livello scolastico) e delle problematiche dello scavo archeologico e delle variazioni dell’ambiente nel corso del Quaternario. E’ auspicabile che conosca almeno una lingua straniera che gli permetta l’autonoma consultazione di letteratura secondaria in una delle lingue europee.

 

5) Docenti coinvolti nel modulo didattico

Oltre al titolare del corso, prof. Girolamo Fiorentino, potranno essere coinvolti nell’insegnamento in oggetto docenti esterni, che svilupperanno temi specifici dell’argomento studiato in modalità seminariale.

 

6) Metodi didattici e modalità di esecuzione delle lezioni

L’insegnamento si compone solo di lezioni frontali, che prevedono il coinvolgimento diretto dello studente, chiamato ad approfondire un aspetto del programma e a presentarlo al docente e ai colleghi anche sotto forma di tesina o presentazione Power Point.

La frequenza delle lezioni è vivamente consigliata.

 

7) Materiale didattico

Il materiale didattico è costituito dai libri di testo consigliati, e dal materiale messo a disposizione degli studenti  frequentanti durante il corso della lezione.

 

8) Modalità di valutazione degli studenti

a. Prova orale con votazione in trentesimi

L’esame mira a valutare il raggiungimento dei seguenti obiettivi didattici:
o Conoscenza dei principali tecniche e metodologie dell’analisi dei resti vegetali;

o Conoscenza approfondita dei diversi casi-studio presentati nel corso

Lo studente viene valutato in base ai contenuti esposti, alla correttezza formale e dottrinale, alla capacità di argomentare le proprie tesi.

 

b. Seminari svolti in classe

Criteri di valutazione delle attività seminariali:

– Coerenza dei contenuti

– Capacità espositiva e proprietà di linguaggio

– Ricorso a strumenti di supporto (Powerpoint, Handout, Abstract, etc.)

– Conoscenza dei testi originali e delle fonti

– Conoscenza della letteratura secondaria

– Rispetto dei tempi stabiliti per la presentazione

– Capacità di lavorare in gruppo

 

 

9) Modalità di prenotazione dell’esame e date degli appelli

Gli studenti possono prenotarsi per l’esame finale di preferenza utilizzando le modalità previste dal sistema VOL

Per una introduzione agli argomenti del corso si consiglia la seguente bibliografia:

 

1) Nisbet R., 1990, Paletnobotanica, in Mannoni T., Molinari A. (a cura di): Scienze in archeologia, II Ciclo di lezioni sulla ricerca applicata in archeologia. Certosa di Pontignano (Siena), 7-19 novembre 1988. Quaderni del Dipartimento di Archeologia e Storia delle arti – Sezione Archeologia – Università di Siena, All’Insegna del Giglio, Firenze, pp. 277- 309.

 

2) Castelletti L., 1990, Legni e carboni in archeologia,Mannoni T., Molinari A. (a cura di): Scienze in archeologia, II Ciclo di lezioni sulla ricerca applicata in archeologia. Certosa di Pontignano (Siena), 7-19 novembre 1988. Quaderni del Dipartimento di Archeologia e Storia delle arti – Sezione Archeologia – Università di Siena, All’Insegna del Giglio, Firenze, pp. 321-394.

 

Entrambi gli articoli sono anche reperibili su Internet (solo testo) all’indirizzo:

http://192.167.112.135/NewPages/COLLANE/TESTIQDS/scienze/

o nel materiale didattico del sito docente

 

3) Renfrew C., Bahn P. 2018, Archeologia. Teoria, metodi e pratica. Zanichelli (terza edizione italiana), capp. 6 – 7- pp. 227-284

 

4) La lettura di pagine selezionate da uno di questi manuali per quanto riguarda l’archeobotanica:

in italiano:

  1. Di Pasquale G., 2011: Che cos’è l’archeobotanica. Carocci Editore, Le Bussole;
  2. Caramiello R., Arobba D., 2003: Manuale di archeobotanica. Metodiche di recupero e studio. Franco Angeli Editore;
  3. Caneva G., 2005: La biologia vegetale per i beni culturali. Vol. II, Conoscenza e Valorizzazione. Nardini Editore;

in lingua inglese, francese, spagnolo, tedesco (per facilitare l’apprendimento di studenti Erasmus):

  1. Renfrew Jane M., 1973: Palaeoethnobotany. The prehistoric food plants of the Near East and Europe. Columbia University Press, New York
  2. Pearsall Deborah M., 1989: Paleoethnobotany. A Handbook of procedures. Academic Press Inc.
  3. Jacomet S., Kreuz A., 1999: Archäobotanik. Aufgaben, Methoden und Ergebnis vegetations- und agrargeschichtlicher Forschung. Verlag Eugen Ulmer, Stuttgart
  4. Hastorf Ch.A., Popper V.S., 1988: Current Paleoethnobotany. Analytical Methods and Cultural Interpretations of Archaeological Plant Remains. The University of Chicago Press
  5. Bourquin-Mignot Ch., Brochier J.-E., Chabal L., Crozat S., Fabre L., Guibal F., Marinval Ph., Richard H., Terral J.-F., Théry-Parisot I., 1999: La Botanique. Editions Errance
  6. Buxó R., 1997: Arquelogía de las plantas. Crítica
  7. Buxó R., Piqué R., 2008: Arqueobotánica. Los usos de las plantas en la península Ibérica. Ariel

 

5) Ulteriore materiale bibliografico relativo alle ricostruzioni paleoambientali verrà fornito nel corso delle lezioni e messo a disposizione nel sito Docente

Semestre
Primo Semestre (dal 23/09/2019 al 17/01/2020)

Tipo esame
Non obbligatorio

Valutazione
Orale - Voto Finale

Orario dell'insegnamento
https://easyroom.unisalento.it/Orario

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